Recensione: "Che mare sia" di Teresa Gabrielli
Autore: Teresa Gabrielli
Editore: Leggereditore
Genere: Narrativa/Young adult
Prezzo e-book: 9,99 €
Prezzo cartaceo: 15,20 €
Data di pubblicazione: 24/04/2026
Pagine: 242
Serie: autoconclusivo
TRAMA
Luna ama cantare e danzare; solo in quei momenti riesce a dimenticare la sua situazione. Una madre, eterna adolescente, che si innamora del primo venuto e rimane inevitabilmente delusa; un padre che se n’è andato lasciandola sola, e il nonno materno, vedovo e disincantato, che è il suo punto di riferimento, il suo rifugio, il suo confidente e la sua ancora di salvezza. Nel profondo Luna sa che deve trovare qualcosa o qualcuno che la costringa a uscire dal guscio in cui si è rinchiusa, solo affrontando l’inevitabile.
Filippo ama suonare il pianoforte e comporre musiche. Sua madre è morta cinque anni prima e il dolore che ancora prova non lo fa vivere come dovrebbe. L’unica luce in questo buio di sofferenza è la sua tata moldava, Ana, che l’ha cresciuto e lo ama come un figlio. Ma Filippo nasconde un segreto che lo fa stare lontano dagli altri e si sentirà costretto a svelarlo, solo affrontando l’inevitabile.
Due anime diverse, segnate dagli avvenimenti, alla ricerca di chi e cosa può rendere un giorno speciale, per aiutare e aiutarsi e (ri)trovare la forza di risollevarsi e la gioia di un sorriso. Due strade che finiranno per incontrarsi, solo affrontando l’inevitabile.
RECENSIONE DI ALESSIA
Buongiorno cari lettori, e bentornati sul blog!
Oggi vi parlo di "Che mare sia", romanzo d’esordio di "Teresa Gabrielli", che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. Ringrazio la casa editrice per avermi fornito il cartaceo in occasione del FRI.
Luna è una ragazza all’ultimo anno di scuola superiore con una situazione familiare tutt’altro che semplice. Sua madre si comporta ancora come un’adolescente irresponsabile, mentre il rapporto con il padre è ormai distrutto dopo il suo abbandono.
L’unico vero punto fermo nella sua vita è il nonno, la persona che più di tutte cerca di tenerla insieme quando tutto sembra crollare. Per il resto, Luna si rifugia nella danza, l’unico posto in cui riesce davvero a sentirsi libera. Ha un carattere difficile, spesso brusco, e parla senza filtri, finendo così per allontanare le persone prima ancora che possano avvicinarsi davvero.
Filippo, invece, è qualche anno più grande. Ama il pianoforte e la musica, ed è proprio grazie a quest’ultima che incontra Luna quasi per caso. Anche lui porta dentro ferite profonde: la morte della madre è ancora un dolore vivo e, come se non bastasse, custodisce un segreto che gli impedisce di vivere serenamente la propria vita. Accanto a lui c’è solo Ana, la tata che lo ha cresciuto e che lo ama come un figlio.
Entrambi cercano di sopravvivere ai propri vuoti emotivi aggrappandosi alle poche cose che riescono ancora a farli sentire vivi. Entrambi convivono con ferite difficili da raccontare e ancora più difficili da affrontare. Tra loro nasce un’amicizia complicata, fatta di silenzi, incomprensioni e piccoli passi avanti. Luna proverà ad aiutare Filippo a superare le sue paure, mentre Filippo cercherà a sua volta di trovare un modo per salvare Luna da se stessa.
Riusciranno insieme a superare le difficoltà che li tengono prigionieri?
“La luce bassa del sole, ancora dorata, mi acceca per un istante, e un’ondata di panico mi travolge. Sono passati sessanta giorni da quando ho smesso di parlargli. Sessanta giorni esatti di silenzio, di buio, di dolore sordo che mi ha schiacciato. E ora sono qui, a fissare un portone che sembra un confine tra due vite, la mia e la sua.”
Considerazioni:
Questo romanzo non è il classico romance travolgente e immediato: le emozioni scorrono lentamente, proprio come le onde del mare richiamate dal titolo, e pagina dopo pagina ci si ritrova immersi nella vita di Luna e Filippo quasi senza accorgersene.
Anche i personaggi secondari hanno un ruolo importante e ben costruito. Il nonno di Luna e Ana, la tata di Filippo, rappresentano delle figure silenziose ma fondamentali che riescono a tenere insieme i pezzi quando tutto sembra crollare.
La relazione tra i protagonisti cresce in modo graduale e delicato, senza forzature. Due anime spezzate che imparano lentamente a riconoscersi e a sostenersi.
Lo stile dell’autrice è semplice ed emotivo. In alcuni momenti avrei forse voluto un approfondimento maggiore di determinate dinamiche emotive, ma nel complesso la lettura riesce comunque a essere coinvolgente.
Che mare sia è una storia delicata e malinconica, che parla di crescita, perdita e della difficoltà di lasciarsi aiutare quando si ha paura di soffrire ancora. Un romanzo dolceamaro che consiglio a chi ama le storie emotive, introspettive e cariche di sensibilità.
Voi lo avete letto? Fatemi sapere cosa ne pensate!
VOTO:


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