RECENSIONE - Miracolo ad Auschwitz di Michael Calvin e Naftali Schiff
Autori: Naftali Schiff, Michael Calvin
Editore: Newton compton edizioni
Genere: storia contemporanea
Prezzo ebook: € 5,99
Prezzo cartaceo: € 12,26
Data pubblicazione: 13 gennaio 2026
Pagine: 288
Serie: autoconclusivo
TRAMA
All’alba del 10 ottobre 1944, settecento ragazzi fra i tredici e i diciassette anni vengono condotti fuori dal Blocco 11 di Auschwitz. La notte precedente, dopo una visita del dottor Josef Mengele, una sola parola è stata impressa sui documenti che li identificano: gestorben, in tedesco “morto”. Quel mattino, venticinque guardie delle SS armate di baionette li portano al crematorio 5, li spogliano e li ammassano in una camera a gas. Quasi tutti vanno incontro al loro tragico destino. Ma cinquantuno tra loro vengono miracolosamente strappati alla macchina della morte nazista. Un caso unico: nessun altro prima era mai sopravvissuto alle camere a gas, nessun altro dopo ci sarebbe mai riuscito. Grazie alle testimonianze dirette – e inedite – di sei di loro, Michael Calvin e Naftali Schiff raccontano la storia vera e incredibile di quei ragazzi, a cui il destino diede una seconda possibilità di vita. Un tributo indelebile alla speranza e alla fratellanza nel momento più terribile della storia umana.
RECENSIONE DI MONICA S.
Buongiorno a tutti,
oggi vi parlo di un libro che mi ha toccato nel profondo, si tratta di: miracolo ad Auschwitz, di Michael Calvin e Naftali Schiff, edito da Newton compton edizioni che ringrazio per la copia digitale.
In occasione della giornata della memoria mi sembra doveroso portare alla vostra attenzione un libro che è una testimonianza. Un momento strano e inspiegabile che ha riconsegnato la vita a cinquantuno ragazzi sopravvissuti alla camera a gas. Mistero o miracolo non lo sapremo mai perché loro stessi ne hanno parlato solo dopo tanti anni, quasi temessero di affrontare con la memoria quell'episodio. Un caso fortuito, destino o chissà cos'altro che ha permesso alla vita di germogliare fino a dar loro una possibilità, una nuova famiglia con la quale ricordare quella che gli è stata strappata, esistenze che hanno costruito con un senso di incredulità. Pochi istanti tra la morte di quei ragazzi e la vita di centinaia di familiari che nel tempo si sono stretti in un abbraccio carico di amore intorno ai loro progenitori, ma senza riuscire a sopperire alla perdita subita in passato.
Il testo del libro è differente dai romanzi che ho letto finora sulla stessa tematica perché i protagonisti sono molteplici. Di ognuno viene dato un accenno storico del passaggio tra la vita prima della deportazione, dello smistamento nel campo di concentramento, del periodo che vi hanno trascorso con le tribolazioni patite, le scelte fatte e in alcuni casi con ciò con cui si sono dovuti scontrare dal punto di vista morale oltre che fisico. In fine della liberazione e della difficoltà di ricostruire una vita personale scontrandosi con il negazionismo più becero. Vite che hanno prosperato e continuato a credere nel genere umano nonostante tutto.
Michael Calvin ha la capacità di raccontare i fatti in modo dettagliato come se fosse una cronaca, ma al contempo permette alle emozioni di permeare il racconto e di giungere al lettore. Nafatali Schiff ha fatto da tramite tra le memorie e degli stessi sopravvissuti, un ruolo delicato il suo che ha dovuto trovare il modo di bilanciare la ritrosia personale all'importanza di rendere una memoria storica di quanto accaduto.
È un libro che merita di essere letto per, dare nel nostro piccolo, un senso di giustizia a quanto è stato fatto a un intero popolo durante e dopo la deportazione. Riconoscere quanto è accaduto, senza negare o mettere in dubbio ciò che abbiamo dinnanzi agli occhi, con la consapevolezza che questi testi resteranno negli anni avvenire l'unica voce della memoria.
Buona lettura!
Monica S.


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