RECENSIONE - "Adrian" di Canella

Titolo: Adrian
Autore: Canella
Editore: Quixote edizioni
Genere: Erotico
Pagine: 364
Prezzo ebook: € 3,99 - KU 
Prezzo cartaceo: € 15,00
Data di pubblicazione: 30 ottobre
Serie: autoconclusivo

Adrian è lo slave, Angelica è la mistress: riuscirà a trionfare un amore che appare impossibile?
Adrian, famoso modello che si ritiene irresistibile, viene catturato dalle Angry girls, guidate da Angelica; un gruppo nato per vendicarsi della razza maschile rea di avere ammazzato troppe donne con violenti atti di femminicidio.
Ad Adrian, però, viene riservato un trattamento speciale perché è un hung, un uomo con qualcosa di speciale.
Tu per me sei come un gioco e io sono colei che ti possiede.
Tra dolore, momenti di estasi e di folle piacere, sta nascendo un qualcosa di profondo tra Angelica e Adrian; un qualcosa che abbatte le certezze della padrona, che aveva giurato a se stessa che non si sarebbe mai innamorata; un qualcosa che illude lo slave che comincia a credere di potersi salvare grazie al suo fascino.
«Davvero lo credi possibile, slave?»
«La vita mi sta insegnando che tutto è possibile.»


Buon pomeriggio a tutti,
oggi vi parlo di "Adrian", di Canella, edito da Quixote edizioni. Si tratta di un romanzo erotico dalle tinte dark. 

"È quando senti di non avere più niente da perdere che il cuore si ribella alla mente per insegnarti a vivere. E ad amare. (Canella)"

Angelica ha un lavoro stabile e, alla luce del giorno, una vita privata quasi nulla visto che non ha frequentazioni se non col il fratello. Una donna molto bella che non passa inosservata.

Adrian è un modello, un uomo che non passa inosservato e che colma il suo orgoglio grazie alle facili conquiste con il sesso opposto.

"Se non credi in te stesso, nessuno lo farà per te. Credi in te stesso… io credo in me? Poco. Recito ogni giorno, fingo di essere una donna d’acciaio, ma la verità è che sono fragile."

Sulla carta i due avrebbero delle ottime possibilità, se non fosse che lui personifica tutto ciò che le Angry girls odiano e Angelica, come loro capo, manovrerà i fili della vita del nuovo prigioniero: Adrian.

Le Angry girls sono un gruppo di donne, che in nome della vendetta, si macchia di crimini simili ai quelli fatti dai carnefici che vogliono sterminare.
La vendetta è la loro consigliera e come si sa rende ciechi anche i fini più nobili, rischiando di farli sconfinare in qualcosa di poco onorevole e tal volta abominevole.
A far da sfondo su tutto il sesso, che  pare essere il chiodo fisso di tutti i personaggi e finisce con l'offuscarne qualunque altro sentimento.

"Quando il suo sguardo si trasforma, e diventa malvagio, smetto di provare tenerezza. In questo momento la sto odiando e mi domando come ho fatto a desiderare di baciarla."

Considerazioni

Dopo oltre 3 anni di recensioni ormai sapete che è difficile che mi approcci al genere dark, che leggo solo di raro. Avendo seguito l'intera bibliografia dell'autore era inevitabile che, quando è arrivata la richiesta per la recensione, toccasse a me leggere il libro. Ed eccomi qui.
Ho avuto difficoltà a seguire le logiche dei personaggi perché pare non la abbiano una logica, ma si trovino a vivere ruoli che gli sono stati assegnati e che gli stanno stetti.
Cercherò di non fare spoiler, ma sarà inevitabile addentrarmi in qualche dettaglio e per essere il più precisa possibile affronterò elemento per elemento. Scusate se la tirerò alle lunghe.

L'ambientazione è italiana e ci troviamo a Milano, ma oltre a un lieve accenno che viene fatto in due occasioni la storia si sarebbe potuta svolgere ovunque.

"La verità è che la contentezza è generata inconsapevolmente da Adrian e dal saperlo là ad aspettarmi ogni volta che rincaso, anche se ciò avviene contro la sua volontà."

Angelica, Mistress o se preferite dominatrice. Capo di un'organizzazione punitiva. Sul lavoro ricopre una non meglio precisata mansione ai vertici. 
Al lavoro si comporta da bulla e quando deve levarsi qualche impiccio pensa bene di rivolgersi ad altri superiori.
Le motivazioni per cui si trova a capo delle Angry girls sono talmente irrisorie che mi lasciano sconcertata. Anche se le decisioni finali toccano a lei se ne resta sempre in disparte, tranne quando può far valere i diritti di prelazione sulle prestazioni sessuali. Inoltre tutto ciò che aborrisce lo perdona a chi le fa comodo. Su questo aprirei un capitolo intero ma finirei col dire troppo quindi mi limito a dire che ho trovato assurdi alcune affermazioni del personaggio in questione.
Come Mistress è poco credibile, è un ruolo che si impone di impersonare, ma che non è il suo e si avverte. Non si riduce tutto a un tacco e un frustino né a qualche gioco sessuale un po' spinto. È qualcosa che va ben oltre e mi è mancata tutta la parte psicologica, potere e controllo che una dominatrice dovrebbe avere e saper gestire.

Adrian è davvero controverso. Appare sicurissimo di sé per quanto concerne la parte sessuale, ma poi a conti fatti è in balìa di ogni situazione. Anche quando ragiona su come cercare una via d'uscita tutto ciò che fa è pensare a quanto è dotato e appetibile. A parte rari sprazzi di speranza l'ho trovato senza spina dorsale.

«Lei non è così,» interviene Adrian. «Il suo sguardo è buono, quando si concede di essere veramente se stessa è dolce e profonda,»

Le angry girls da vendicatrici si trasformano in carnefici, salvo poi crollare in ginocchio e piangere a ogni circostanza. L'ideale del gruppo poteva anche essere apprezzabile, ma la realizzazione finisce per renderle delle carnefici e a loro volta si comportano da bestie approfittando sessualmente di chi gli capita a tiro. Le motivazioni di quasi tutte sono lasciate all'immaginazione del lettore. Un gruppo così vasto poteva essere sfruttato meglio dal punto di vista psicologico e dare un valore aggiunto, soprattutto perché il libro è lungo e ci sarebbe stato modo di farlo.
Femminicidio e violenza sono due elementi che mi stanno molto a cuore. Avrei gradito una maggior attenzione nel trattarli perché alla fine si sono solo invertiti i ruoli. 

La parte sessuale dovrebbe farla da padrone in un erotico, il sesso c'è, ma non mi ha entusiasmata per descrizioni o carica erotica.
Le sfumature dark si perdono se non in rari sprazzi che giungono a dare un barlume di suspense che finisce per perdersi in poco e nulla.
I sentimenti mutano con una velocità che mi lascia sconcertata, chi vuole ingannare finge di provarne poi entra in crisi perché li prova realmente, ma non vuole accettarlo. Sembrerà un discorso contorto e per comprenderlo dovrete leggere il libro. Ho sempre pensato che ogni storia abbia diritto a un finale appropriato e questa rafforza ancor di più questa mia convinzione.

"Quanto è stronzo il destino? Prima decide di farmi un regalo, poi se lo riprende e in cambio mi dona un pacco colmo di sofferenza."

Fino a ora non sono stata delicata nell'esporre cosa non mi ha entusiasmata. Devo dire che questa lettura mi ha però portata a ragionare su una cosa: anche se il fine sembra nobile, non si possono indossare i panni dei giustizieri se non lo si fa usando il cervello e nel modo giusto. 
L'odio non porta a nulla e quando ci si lascia guidare da quello non esistono distinzioni tra sesso maschile e femminile. Il peggio di sé lo può dare qualunque persona indipendentemente dal genere.

La narrazione è in prima persona al presente e con pov alternati dei due protagonisti e un paio di capitoli di personaggi secondari.
Ho preso l'ebook tramite kindle unlimited, l'ho trovato corretto dal punto di vista grammaticale e ortografico, ma qualche ritocco avrebbe potuto sviluppare una storia più intensa e profonda, con meno punti morti e lacune.

All'autore voglio dire di non demoralizzarsi per quelle che sono le mie percezione, ogni lettore avrà una chiave di lettura differente. 
Ho letto tutto quello che hai pubblicato e so che sei capace di dare emozioni, trattare argomenti delicati e sai farlo veramente bene. In questo genere, che scrivi per la prima volta, hai bisogno di applicarti ancora per raggiungere un buon livello.

A tutti voi dico di non fermarvi alle mie sensazioni, ma di leggere il romanzo e farmi sapere che cosa ne pensate. Il confronto mi fa sempre piacere.

Buona lettura!
Monica S.


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