RECENSIONE - "anatomia di un mostro" di Brunella Schisa

Titolo: anatomia di un mostro
Autore: Brunella Schisa
Editore: HarperCollinsItalia
Genere: noir psicologico
Data pubblicazione: 20 gennaio 2022
Prezzo ebook: € 9,99
Prezzo cartaceo: € 17,57
Pagine: 288
Serie: autoconclusivo


Una domenica di dicembre il commissario capo Domenico Franchini della questura di Varese riceve una telefonata. È un caso di omicidio. Riccardo dell’Orso è stato ucciso con un cerimoniale orribile. Bastano poche indagini per scoprire che la vittima era un uomo di leggendaria crudeltà mentale, avido e disonesto, con poche qualità e molti difetti. Non è dunque difficile immaginare che molti avrebbero potuto avere un movente per ucciderlo. A partire dal figlio Raniero, che vive recluso in casa, passando le giornate nel web profondo. O dalla figliastra Nora, che lavora come psicologa penitenziaria nel carcere di Piacenza, fascinosa quarantenne apparentemente insospettabile. E se l’assassino si nascondesse nel sottobosco che in gran in segreto frequentava dell’Orso? Chi è il mostro torturatore?
BRUNELLA SCHISA, napoletana trapiantata a Roma, giornalista e scrittrice, ha una rubrica di libri sul Venerdì di Repubblica. Ha scritto: La donna in nero (Garzanti, 2006, che ha vinto diversi riconoscimenti, tra i quali il Premio Rapallo Carige), Dopo ogni abbandono (Garzanti, 2009), La scelta di Giulia (Mondadori, 2013), La Nemica (Neri Pozza, 2017) e, con Antonio Forcellino, Lo Strappo (Fanucci, 2007). Per Giunti ha inaugurato la collana diretta da Lidia Ravera “Terzo Tempo” con Non essere ridicola (2019). È stata inoltre traduttrice e curatrice di Una strana Confessione (Einaudi, 1979) Raymond Roussel Teatro(Einaudi, 1982) e delle Lettere di una Monaca Portoghese (Marsilio, 1991).

Buongiorno a tutti, in un periodo di blocco del lettore ho deciso di tornare alla mia vecchia passione: il thriller e le sue sfumature.
Anatomia di un mostro, mi ha colpito per varie motivazioni: non ho letto nulla di questa autrice, la cover sembra atipica per questo genere ma fortemente simbolica, avevo voglia di qualcosa che si scostasse da ciò che ho letto fino a oggi. Ringrazio la HarperCollins per la copia ARC.

"Per la seconda volta venne preso da una profonda pena. Un uomo infelice e buono, o un abilissimo mistificatore?"

Il libro si apre con il commissario che giunge sulla scena del crimine e scopre cosa è stato fatto alla vittima. Descrizioni crude, iter brutale e il lettore non ha barriere e apprende tutto insieme a Franchini.
Da qui parte il processo investigativo di ricostruzione della vita della vittima, di chi sono i conoscenti e le motivazioni dell'assassino o assassina. Ricostruzione ben evidenziata e prove che vengono portate al lettore in  modo chiaro e senza tergiversare.

«Mostro è l’assassino e mostro è la vittima? Si rende conto che usando questa espressione in qualche modo sta giustificando la fine atroce di dell’Orso? Cosa sarebbe, un’ordalia?» disse infastidito.

Anatomia di un mostro mette in risalto il peggio della natura umana e denota l'ambivalenza di un termine: mostro. Lo è solo chi è capace di uccidere ricorrendo a torture o lo si può essere anche senza aver mai alzato un dito? Esiste la perversione, la circonvenzione, la manipolazione e molto altro. Il sipario, che si apre di fronte alle forze dell'ordine e al lettore, non è roseo.
Elementi esterni entrano nell'equazione di questo omicidio che pare sempre più misterioso.
Nuovi personaggi entrano in scena, tutti con un possibile legame, ma il collegamento è troppo effimero per essere afferrato.
Al lettore non resta che seguire le piste, ragionare con Franchini e scoprire la psiche di chi, suo malgrado, è coinvolto all'intero quadro.

"Convivere con rapinatori, stupratori e morti ammazzati gli aveva fatto perdere la voglia di sorridere senza una ragione. I suoi sorrisi erano perciò parchi e indirizzati a chi li meritava."

Considerazioni

Brunella Schisa ha creato una trama fitta che si svolge in un lasso temporale di soli 23 giorni, con una narrazione in terza persona e molti dialoghi diretti. La storia evolve serrata, ha colpi di scena, tanta introspezione e una notevole dose di psicologia. Tutti elementi che spronano alla lettura. Tranquilli, non mancano i momenti più leggeri che permettono di prendere fiato. Spesso si tratta di passaggi in cui veniamo edotti sulla vita quotidiana e passata dei personaggi; le esperienze fondamentali che hanno vissuto e i legami famigliari. In questo tipo di libri è essenziale vedere il lato umano dei personaggi.


"...si trovò davanti a un bivio. Dire le verità o mentire, pur sapendo che prima o poi ogni dettaglio sarebbe venuto a galla. Scelse la prima strada. Gli avrebbe detto la verità, ma soltanto una parte. Il resto l’avrebbe tenuto per sé. Così pensava sottovalutando la tenacia del commissario."

La fascinazione dell'assassino giunge al lettore che entra in contatto con la sua logica, sia pur perversa. Il movente? quasi scontato, ma per nulla banale perché ha una buona costruzione, anche se a me un piccolo cruccio resta e mi piacerebbe aver modo di discuterne con l'autrice.
La professionalità delle forze dell'ordine emerge grazie alle ricerche.
La psiche umana viene messa a nudo, qualche cliché emerge, ma nell'insieme è tutto ben equilibrato anche quando vengono coinvolti argomenti scomodi. In questo caso ho apprezzato il modo in cui vengono esposti, potrei dire freddo, ma hanno il mero compito di delineare l'aurea nera del personaggio e non sono necessari approfondimenti per la storia che si sta leggendo. È venuta a mancare la parte morbosa e ne sono grata a chi ha preso questa decisione.
Bilanciata anche la presenza scenica dei vari personaggi che emergono nelle differenti situazioni. 
Ce n'è uno che manovra le redini della sorte e ho apprezzato la sua figura, l'evoluzione che ha nel superare i limiti fisici e morali, il suo mettersi in gioco per espiare ciò che considera responsabilità. Lascio a voi l'onere di scoprire chi è.
Odio e amore, luci e ombre, desideri e curiosità, paure e coraggio sono da sempre due facce della stessa medaglia e qui ne abbiamo la conferma. 

"il Male è dentro tutti noi. Lo trovi dentro di sé. Lei non è una persona completamente buona. Nessuno di noi lo è. È il momento di tirare fuori il suo lato oscuro. Non esiste etica né morale in questo genere di scontri."

La scrittura dell'autrice mi ha coinvolta, è scorrevole e stimolante perché utilizza termini inusuali che mi spronano a cercarne il significato e a considerarne l'utilizzo nel quotidiano. Per me questo è un valore aggiunto. È come una danza di seduzione che stimola la mia mente e adoro imparare cose nuove.
C'è la credenza che le donne non sappiano scrivere thriller e i vari sottogeneri. Se ne siete convinti, vi invito a legge questo libro. 

Aggiungo una piccola nota prima di salutarvi. Un romanzo di questo genere ha bisogno di una partecipazione da parte del lettore che deve sì seguire la trama, ma deve anche partecipare attivamente.
Mi sento di fare i complimenti all'autrice, di cui leggerò altro, e alla casa editrice per aver dato una giusta veste a questa storia.
Non posso che consigliarvene la lettura soprattutto se vi piace questo genere.

Buona lettura!
Monica S.



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