RECENSIONE - "All you can eat" di Guido Anselmi

Titolo: All you can eat (Passione criminale)
Autore: Guido Anselmi
Genere: Narrativa
Editore: Delos Digital
Prezzo ebook: 2.99
Data pubblicazione: 24/04/2018

ORDER


Cosa siamo disposti ad accettare pur di sentirci amati?
In un mondo di uomini che stentano a diventare adulti, un affascinante ristoratore entra nella vita di Marina. Un uomo deciso e virile, che sa sorprenderla e proteggerla, rendendo ogni giornata un'avventura da vivere sino in fondo. La persona ideale per una ragazza forte e determinata, il compagno con cui costruire un futuro insieme. Però, lui vuole un futuro dove Marina esista solo per lui. Quando la ragazza inizia ad affermarsi sul lavoro, la gelosia dell'uomo esplode in tutta la sua brutalità. Le parole di tenera complicità diventano insulti e svalutazioni, per poi trasformarsi in minacce e violenza. Fino a quando Marina sarà costretta a scegliere: lottare per cercare di cambiarlo o perderlo per sempre?

Eccomi con una nuova recensione, ho letto per voi: "All you can eat" di Guido Anselmi, edito dalla Delos Digital per la collana Passione Criminale.
Un libro che affronta un tema delicato e che mi sta a cuore.

Marina è una giovane donna orgogliosa che vorrebbe affermarsi, trovare un lavoro ed emanciparsi dalla famiglia. Per una serie di situazioni che sembrano remare tutte contro di lei, si trova in una rete di fascinazione, attratta da quello che sembra un prode cavaliere. Uno che senza conoscerla le dà fiducia, aiuto e appare come l'unico capace di credere in lei.
Tranne poi rivelarsi un ragno velenoso che tesse la sua trama fino a legarla a sé per poi avvelenarla con violenza psicologica, fisica e annientarla, isolandola da tutto e tutti.


"La risposta più semplice e banale è che questo sentimento non era amore, sebbene fosse stato chiamato così."

Considerazioni 

Un racconto che narra una delle peggiori realtà attuali: la violenza sulle donne, che da compagne vengono trasformate in oggetto e usate per scaricare le proprie frustrazioni, i propri drammi, le proprie bassezze.


L'autore descrive in modo chiaro la sottigliezza con cui i meccanismi si avviano, il lento incunearsi di radici che cementano e distruggono l'autostima, gli affetti, i punti di riferimento fino a isolare completamente la vittima designata.
Uno stillicidio che rende la protagonista cieca d'innanzi ai segnali che annunciano il pericolo. A nulla servono gli avvertimenti di chi fino ad allora era amico.

La narrazione in terza persona e il pov di Marina rendono la storia vivida e, pur non accettando le sue scelte, mi trovo a vedere attraverso i suoi occhi.
Una lettura scorrevole resa tale anche dalla presenza di parecchi dialoghi e dalla scrittura fluida dell'autore. Buono il lavoro di editing e correzione, che presenta solo piccole imperfezioni. Faccio i complimenti all'autore per la scelta del tema e per il modo in cui ha tessuto la trama.

Una storia che sconvolge per la brutalità e a volte affascina per la dolcezza, una strana mescolanza che crea quello stato di assogettazione che rovina le vite di più persone. Un epilogo che mozza il fiato e lascia basiti, come succede nei fatti di cronaca reale.

Ne consiglio la lettura a un pubblico adulto ma vorrei che fosse letto anche a degli adolescenti. Un modo per affrontare un argomento importante e per far capire che, a volte, è bene ascoltare i consigli di chi ci sta vicino perché, non essendo coinvolto, ha una visione più completa e riesce a cogliere dettagli che ai diretti interessati sfuggono.

Perché, forse, nessuno di noi può dire, con incrollabile sicurezza: “A me non capiterà mai”.

Buona lettura!
Monica S.



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