RECENSIONE "La masca" di Laura Rizzoglio

Titolo: La masca 
Autore: Laura Rizzoglio 
Editore: NPS edizioni 
Genere: urban fantasy 
Formato: cartaceo e digitale 
Pagine: 152 
Prezzo: 14 euro (cartaceo), 2,99 euro (digitale) 
Copertina di Mala Spina. 
Uscita: 1 ottobre 2021
Serie: autoconclusivo



I Tre Pini, uno scorcio di Langa piemontese del Dopoguerra, una borgata in cui tutti si conoscono tra di loro e dove ancora aleggia il ricordo dei racconti popolari su masche, mascon e maledissiun. Il ritrovamento del cadavere di una ragazzina getta un senso d’impotente terrore su tutta la comunità e mentre gli adulti cercano di fare luce su una cattiveria fin troppo umana, Lorenzo, Laura e la loro banda di amici decidono invece di affrontare la masca, l’anziana tacciata come strega, nel tentativo di avere giustizia per la loro sfortunata compagna di classe, portando alla luce verità scomode e impensabili. Il romanzo si è classificato secondo alla prima edizione del concorso letterario “Misteri d’Italia” (2019), promosso dall’associazione “Nati per scrivere”.
Laura Rizzoglio nasce ad Asti nel 1973. Cresciuta in un piccolo borgo delle Langhe, si è laureata in lingua tedesca; oggi è impiegata in una ditta enologica. Ritrova la passione per la lettura e la scrittura a seguito di una grande crisi spirituale dalla quale scaturisce “Edenya”, primo capitolo della “trilogia dell’anima”, edito nel 2019. “Illirya”, il secondo capitolo, uscirà nel 2021.

I luoghi natii ispirano il romanzo, “La Masca”, secondo classificato al concorso “Misteri d’Italia”.
Buongiorno cari lettori e bentornati sul blog. Oggi vi voglio parlare di un fantasy intitolato “La masca” di Laura Rizzoglio, un’autrice esordiente, al suo secondo romanzo. Ringrazio la casa editrice per la copia ARC.

Mi ha subito incuriosito questo romanzo che parla di una leggenda popolare di cui ho sentito spesso parlare. L’autrice ci ha portato in un borgo contadino nel 1960 e i protagonisti sono un gruppo di ragazzi, in particolar modo due fratelli gemelli di undici anni, Lorenzo e Laura.

“La masca. La strega. Lo spirito malvagio che viveva nella casa mezza diroccata, costruita con pietre di fiume gettate alla rinfusa e tenute insieme da qualche forza misteriosa, un piccolo punto disperso nel bel mezzo della valle, a pochi chilometri dalla chiesetta consacrata di San Massimo.”

Una ragazzina orfana, loro compagna di classe, Angiolina, a cui la vita ha riservato non poche sofferenze, in paese si dice che sia stata segnata dalla masca, un’anziana signora che vive in una casa diroccata in mezzo i boschi e considerata una specie di strega; questo il motivo per cui la povera ragazzina è così sfortunata.

Una settimana dopo la fine della scuola, la ragazzina viene ritrovata morta in un campo. È chi può essersi macchiato di un simile crimine, se non la masca?
A quel punto, Lorenzo e Laura che avevano fatto amicizia con Angiolina, e rimangono parecchio sconvolti dalla morte della ragazza, insieme ai loro amici decidono di indagare a casa della masca provare la sua colpevolezza e farla arrestare.

“Chi si era macchiato di un tale delitto aveva l’anima imbrattata dal sangue di un’innocente, un cuore appassito a marcire nel petto e patto suggellato dal diavolo in carne e ossa che le permetteva di esercitare la magia sulla terra: la masca era la colpevole.”

Tutti gli indizi sembrano dare ragione alle vecchie leggende, ma sarà veramente così? Quali segreti si celano dietro l’omicidio di Angiolina? 
A volte sembra più facile credere alle leggende e alle streghe, che credere che la cattiveria e la malvagità possano celarsi nelle persone che si conoscono da sempre.

Considerazioni

Mi ha attirato subito questo romanzo, ambientato tra le colline in cui abito, che parla di una delle leggende più popolare della zona. 
L’autrice è riuscita a bilanciare bene mistero e suspense e il libro si legge tutto d’un fiato.  La trama ben strutturata, con descrizione vivida dell’ambientazione e del periodo storico nel quale si svolge la storia, dà la sensazione di far parte di quanto accade. Il romanzo è scritto in terza persona dal punto di vista di Lorenzo, a parte gli ultimi capitoli che sono dal punto di vista di Laura e portano il lettore a immedesimarsi nella storia. Lo stile di scrittura è ben curato e quasi totalmente privo di errori.
Un romanzo che consiglio a tutti soprattutto a chi ama le leggende popolari e le storie piene di mistero.

In bocca al lupo a Laura Rizzoglio e buona lettura.
Alessia

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