RECENSIONE - "Il secondo piano" di Ritanna Armeni

Titolo: Il secondo piano
Autrice: Ritanna Armeni
Editore: Ponte alle Grazie
Genere: narrativa contemporanea
Prezzo ebook: € 10,99
Prezzo cartaceo: € 16,05
Data pubblicazione: 10 gennaio 2023
Pagine: 252
Serie: autoconclusivo

In un convento francescano di periferia, tra i profumi del giardino e un nuovo quartiere in costruzione, suor Ignazia e le sue sorelle si trovano nella surreale situazione di ospitare al piano terra un’infermeria tedesca e al secondo alcune famiglie sfuggite per miracolo al rastrellamento del Ghetto. A separarli, solo una scala e l’audacia mite di chi non esita a mettersi in gioco fino in fondo. Roma, nell’ultimo anno di guerra, non è «città aperta». I tedeschi, a un passo dalla sconfitta, la stringono in una morsa sempre più spietata, gli alleati stentano ad arrivare, i romani combattono pagando con il sangue ogni atto di ribellione. In una città distrutta dalla fame, dalle bombe, dal terrore, gli ebrei vengono perseguitati, deportati, uccisi, come il più pericoloso e truce dei nemici. E la Chiesa? Mentre in Vaticano si tratta in segreto la resa nazista e il pontefice sceglie, più o meno apertamente, la via della cautela, i luoghi sacri si aprono ad accogliere – sfidando le regole e perfino alcuni comandamenti – chi ne ha bisogno. È così che Ritanna Armeni, con l’entusiasmo rigoroso e profondo di sempre, attraversa un passaggio cruciale della nostra Storia e dà corpo a una vicenda esemplare, che parla di coraggio e sorellanza, di forza e creatività, di gioia, paura, resistenza.

Buongiorno a tutti,
oggi vi parlo di il secondo piano, di Ritanna Armeni, edito da Ponte alle Grazie che ringrazio per la copia cartacea.

Sono sempre desiderosa di leggere storie che raccontano delle donne e della loro forza interiore di combattere contro i soprusi. Non si tratta solo di imbracciare armi, ma di contrastare, con la propria caparbietà e le proprie azioni chi vuole fare del male ai più deboli. Questa storia narra di suore che a discapito della loro vita si sono frapposte tra i tedeschi e gli ebrei, aiutando questi ultimi e nascondendoli al secondo piano del convento, dando loro una possibilità di sopravvivenza.
La loro è stata una decisione nata dal profondo dell'anima, dalla carità che è parte intrinseca del loro essere e che le porta a tendere una mano a chi ha necessità. L'ansia, la paura, i conflitti interiori su quanto è lecito o meno, su quale fossero le indicazioni della Chiesa, tutto viene accantonato per accogliere chi ha bisogno.

"La carità è paziente, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto supporta."

Conosco le persecuzioni che sono state fatte durante la seconda guerra mondiale, ma ogni libro che leggo riesce a darmi un pezzetto della follia messa in atto dai tedeschi e da chi li sosteneva. Al contempo mi mette in pace e fa sperare nell'umanità perché c'è chi questa follia l'ha combattuta con le proprie forze.
Le famiglie di ebrei che sono state accolte sono molte di più di quelle presenti nel libro, ma ho apprezzato che l'autrice si sia soffermata su dodici di loro e mi abbia permesso di conoscere i bambini costretti al silenzio e a giocare solo sotto stretta sorveglianza, gli adulti che dovevano negarsi anche la luce del sole per non rischiare di essere visti.

"Ci sono momenti in cui la disperazione è più forte del dolore, la necessità di agire impedisce le lacrime, l'attenzione si concentra sulla ricerca di una soluzione."

In questo libro la storia degli abitanti del convento (che non conoscevo) viene integrata con fatti storici documentati e con pagine dei diari di suor Lina e madre Ignazia.
La narrazione è semplice, delicata, si denota l'attenzione e rispetto nell'esposizione delle vicende.
Sono tante le riflessioni a cui mi ha portata questa vicenda e sarò ben disposta a discuterne con chi, dopo averlo letto, volesse parlarne.
Durante le pause dalla lettura mi sono posta molteplici domande che hanno trovato alcune risposte nel postfazione dell'autrice.

"La Chiesa, anche se silenziosamente, agisce, la rete di protezione di chi è perseguitato è più grande di quanto pensassi. 
Ho ancora molti timori, il nostro convento è in una situazione particolare con la convivenza sotto lo stesso tetto di ebrei e tedeschi, ma mi sento meno sola."

Ringrazio l'autrice per aver dato voce alla storia delle suore francescane della Misericordia. Le faccio i miei complimenti perché è riuscita a farmi entrare nella loro quotidianità e nonostante il clima di pericolo è riuscita a farmi arrivare anche i sentimenti positivi portandomi a condividere un sorriso con i protagonisti.

Ho deciso di pubblicare questa recensione oggi perché è la giornata della memoria e non dobbiamo dimenticare, quale miglior modo se non informandoci su quanto accaduto?
È una lettura che vi consiglio.

Buona lettura!
Monica S.



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