RECENSIONE - "I bambini del bosco" di Romina Casagrande

Titolo: I bambini del bosco
Autrice: Romina Casagrande
Editore: Garzanti
Genere: narrativa storica
Prezzo ebook: € 9,99
Prezzo cartaceo: € 16,72
Data di pubblicazione: 13 maggio 2021
Pagine: 352
Serie: autoconclusivo

Su ogni sentiero riconosco il soffio del vento.
Ma solo uno è quello giusto per me.

Il sentiero ripido e impervio si snoda tra rocce e crepacci fino alla Cima delle Anime. Unisce due terre di confine, e a tracciarlo sono stati i passi di chi notte dopo notte lo percorre cercando un varco sui crinali. Da sempre protegge il cammino delle contrabbandiere che di nascosto lo solcano quando le primule e gli anemoni richiudono le loro corolle alla luna. Donne per le quali una scelta così difficile è l’unica possibilità di indipendenza. Anche se è pericolosa. Molto pericolosa. Quando Luce scopre la loro esistenza, i suoi desideri prendono finalmente corpo. Suo padre e suo fratello le hanno insegnato che quelle montagne non sono adatte a una ragazza. Che il suo compito è aspettare a casa il loro ritorno. Ma ora è pronta a sfidare quel divieto. A darle forza è Thomas, un ragazzo senza un passato né un luogo a cui tornare, che ha imparato sulla propria pelle che la natura può elargire doni inaspettati, crudele quanto accogliente. Luce sente che con lui esiste un legame speciale, profondo come le radici di un albero. Quello che però non può sapere è che Thomas custodisce un segreto che proietta un’ombra cupa sulla sua vita. Un segreto che appartiene al passato ma che anni dopo, su quello stesso misterioso sentiero, intreccerà la vicenda di Luce e Thomas con quella di un bambino scomparso e di un uomo pronto a tutto per ritrovarlo. In una ricerca nella quale ogni passo, ogni pendio superato è un viaggio dentro sé stessi alla scoperta delle proprie origini e della propria identità.
Romina Casagrande torna a fare luce su una pagina della nostra storia rimasta nell’ombra. E lo fa dando voce a donne di cui si è perduto persino il nome e alle loro conquiste. Il suo racconto prende per mano il lettore e lo immerge nella magia delle montagne, che sono maestre di vita generose ma esigenti, che possono dare molto ma molto chiedono in cambio.
Un romanzo che ci parla di libertà, di coraggio, di riscatto.

Buongiorno a tutti, oggi vi parlo de i bambini del bosco, di Romina Casagrande, edito dalla Garzanti.
La decisione di leggere questo volume è nata appena ho visto la poesia della cover che mi ha portata a leggere la sinossi. Un'interesse che è scattato in modo atavico, come se fosse stato il libro a scegliermi.
Non ho mai letto nulla di questa autrice e mi sembrava una buona occasione per ovviare alla cosa.

"Non fu il silenzio a sorprenderlo né a metterlo a disagio, ma l’impressione che una forza, di cui poteva soltanto avvertire la vibrazione, respingesse la foresta con la sua vita ostinata e chiassosa per tenerla oltre i margini della casa."

La struttura della storia è abbastanza singolare perché i capitoli evolvono con una suddivisione di tre alla volta, il passato e il presente si alternano con pov maschili e femminili. Non risulta difficile seguirli perché hanno il titolo, ma all'inizio è richiesta una buone dose di attenzione per comprendere questa dinamica.
L'autrice ha una scrittura elegante, poetica e si sofferma molto sulle descrizioni e sulle metafore. Questa cosa rende la montagna la vera e indiscussa protagonista. Gli animali, la natura, le difficoltà e la bellezza del vivere la foresta, ma anche la durezza delle rocce, la pericolosità dei crepacci, della neve che imbianca, ma al contempo nasconde pericoli, sono tutti elementi che emergono dalle pagine con una forza tale da riuscire a far trovare il lettore in quegli ambienti. Purtroppo non avviene lo stesso per i personaggi che, a mio avviso, restano in secondo piano e non emergono come dovrebbero. Sono mossi da determinazione che, a volte, sfocia nella testardaggine, ma non ho percepito la passione che mi aspetterei nel combattere certe battaglie. Di fatto mi è venuto a mancare un coinvolgimenti con il vissuto di Luce e Thomas.

‘C’è sempre un bosco, sulla nostra strada, in cui finiamo per perderci. Ma da bambini è più facile trovare la chiave per uscirne. Molti poi crescono e non ricordano più come si fa. Sembra tutto più complicato.’

Ho avuto la sensazione di leggere una favola con il sapore antico. Non aspettatevi una storia tutta rose e fiori perché restereste delusi. Cima delle Anime è un luogo sì magico, ma anche impervio. È stato lo scenario che ha visto fronteggiarsi contrabbandieri, sovversivi e forze dell'ordine. La mentalità chiusa dei suoi abitanti porta le donne a doversi affermare, con ostinazione, per ottenere una libertà che gli è preclusa. Le si vede compiere lavori prettamente maschili e lo fanno con coraggio e dignità che ne mostrano l'indole fiera. Avrei gradito qualche approfondimento in più su questa parte e qualche ripetizione in meno su altri argomenti.

«E quando mai un uomo si è sognato di chiederci aiuto? Ma poi da chi vengono, quando devono ricucire le ferite? Le ballate, le canzoni, ti racconteranno sempre soltanto una parte della storia. L’altra, sfuma e diventa evanescente ogni giorno di più fino a perdersi e scomparire. A volte ci pensa un ragazzino a bruciare le pagine.»

Le vicende di Luce e Thomas emergono poco alla volta e solo alla fine il velo di mistero verrà rimosso per mostrare ogni dettaglio, anche quelli più oscuri.

«Se vuoi una cosa, Luce, devi imparare ad andare a prendertela. Ma devi fare attenzione, perché più grande sarà il tuo sogno, più dovrai accettare di sacrificare te stessa.»

Non c'è presente senza passato, non ci sono scelte senza conseguenze, non ci sono affermazioni senza pregiudizi. L'insegnamento di questo libro potrebbe essere racchiuso nella forza di essere noi stessi gli artefici del nostro destino.

"La foresta gli aveva insegnato che i passi fatti vengono cancellati dall’erba e quelli che faremo sono ancora nascosti fra le ombre del bosco, perciò conta soltanto non inciampare nelle pietre. Avere lo stomaco pieno. E dormire accanto a un cuore caldo. Sperò con tutto sé stesso che fosse davvero così e durasse il più a lungo possibile."

Una lettura impegnativa che ho apprezzato per come è stata scritta e per le testimonianze reali che si trovano nel testo. 
Per tutto ciò faccio i complimenti all'autrice che ha svolto anche un buon lavoro di ricerca storica e geografica. Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio e faccio i complimenti per l'attenzione che è stata messa nel curare il testo.
Ne consiglio la lettura a chi ama scoprire aneddoti del passato per comprendere cosa vuol dire vivere a stretto contatto con la natura che minaccia e al contempo regala la vita.

Buona lettura!
Monica S.


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