REVIEW PARTY - RECENSIONE - "Quelli che uccidono" di Angela Marsons

Titolo: quelli che uccidono
Autore: Angela Marsons
Editore: Newton compton
Genere: thriller
Prezzo ebook: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 9,40
Data di pubblicazione: 6 settembre 2021
Pagine: 384

Il calo improvviso delle temperature porta con sé la neve e un fagottino avvolto in uno scialle lasciato sulla soglia della stazione di polizia di Halesowen. 
Chi abbandonerebbe un bambino per strada con un freddo simile?
È questa la domanda che tormenta la detective Kim Stone, formalmente incaricata di prendersi cura del neonato fino a che non verranno allertati i Servizi Sociali. 
E la notte è ancora lunga: una telefonata di emergenza richiama la detective in servizio. Kelly Rowe, una giovane prostituta, è stata assassinata nel quartiere di Hollytree. Le brutali ferite sul corpo sembrano suggerire che l’omicidio sia frutto di un raptus o di una rapina, ma Kim è sicura che quelle labbra livide, se potessero, racconterebbero un’altra storia. Quando altre prostitute vengono uccise in rapida successione, appare chiaro che i delitti sono collegati e nascondono qualcosa di inquietante. 
Nel frattempo prosegue la ricerca della donna che ha abbandonato il suo bambino, ma quello che all’inizio sembra un gesto disperato assume via via contorni sempre più sinistri 
Per Kim Stone e la sua squadra comincia così una discesa negli abissi più oscuri dell’animo umano, che li porterà ad addentrarsi in una spirale di sangue e barbarie. Forse questa volta la verità è più spaventosa di ogni immaginazione…
Angela Marsons
Ha esordito nel thriller con Urla nel silenzio, bestseller internazionale ai primi posti delle classifiche anche in Italia. La serie di libri che vede protagonista la detective Kim Stone ha già venduto 4 milioni di copie, e comprende Urla nel silenzioIl gioco del male, La ragazza scomparsa, Una morte perfetta, Linea di sangue, Le verità sepolte (Premio Bancarella 2020), Quelli che uccidono e il prequel Il primo cadavere. Angela vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller.
Buongiorno a tutti, torno operativa dopo un mese di vacanze in cui ho letto tantissimo e mi sono rilassata. Tra le mie letture ho avuto il piacere di avere questa anteprima che mi ha permesso di conoscere una nuova autrice.
Quelli che uccidono, di Angela Marsons, è il settimo volume della serie D.I. Kim Stone, ma può esser letto singolarmente. Ringrazio la Newton Compton editori per la copia ARC.
Kim Stone è una detective a capo della sezione omicidi. Fortemente intuitiva, non si attiene alla rigidità delle regole, ma si fida principalmente del suo istinto. Questo la rende un pericolo per gli antagonisti e rischia di metterla in situazioni altamente pericolose. La sua squadra è formata da 3 elementi e si avvale di figure esterne in base alle esigenze delle indagini. Il rispetto è alla base dei suoi rapporti sia con i colleghi che con chi incontra sul suo cammino.

"Kim non condannava la prostituzione, ammesso che fosse una strada intrapresa per scelta e non sotto minaccia, per paura o a causa di una dipendenza. Ogni donna era padrona del proprio corpo, se gestito da una testa perfettamente funzionante."

I malviventi e anche i superiori la definiscono una spina nel fianco per la sua caparbietà e per l'insistenza che riversa nel seguire le piste.

Quando si trova un bambino per le mani si sente a disagio, ma cerca in ogni modo di ricostruire la sua storia, di trovare chi l'ha abbandonato e capirne le motivazioni.
Con i delitti è più a suo agio, sono materie di sua competenza e non si fa problemi a sporcarsi le mani per arrivare alla soluzione. Nessuno merita di essere abbandonato a se stesso. Questo concetto potrebbe riassumere il suo modo di pensare e concentra la sua dedizione per scoprire la verità.

"Quando varcò la soglia del bagno delle signore, scorse un piede. Non le importava chi fosse quella ragazza, o cosa facesse per vivere: il pensiero che la sua vita fosse terminata in quel luogo la riempiva di tristezza e di disgusto."

Considerazioni

Una storia dinamica che vede molti scenari e personaggi. La narrazione è in terza persona. Il tutto gestito molto bene perché, oltre all'intuito, c'è una vera e propria indagine per scoprire prove e moventi.
Molte storie nella trama perché ogni personaggio primario e secondario ha il suo vissuto che emerge attraverso le emozioni, i ricordi e la ricostruzione dei fatti. Cosa che permette al lettore di vivere a pieno ciò che legge.
L'autrice affronta dei temi caldi: la prostituzione, l'abbandono, l'immigrazione e lo sfruttamento delle persone rese schiave per le più svariate motivazioni.

"Le prostitute non godevano dei diritti riconosciuti agli altri cittadini. In un certo senso, erano ritenute responsabili del proprio destino, anche quando le conduceva a una morte orribile e brutale. In pochi avevano il coraggio di esprimere il proprio punto di vista, tipico delle persone “perbene”: avrebbe fatto meglio a dedicarsi a casi più importanti, a occuparsi di vittime degne di maggiore rispetto. La gente perbene non l’avrebbe mai detto, ma lo pensava. Un pompiere morto mentre faceva il proprio dovere era un eroe, la sua morte una tragedia. Una prostituta uccisa era semplicemente una delinquente in meno sulle strade. La carriera che si sceglieva di intraprendere era fondamentale."

La scelta di affrontare temi così attuali portata a riflettere sui retroscena che a volte si danno per scontati o a cui si guarda solo in modo superficiale.
Un thriller in continua evoluzione che tiene il lettore avvinto alle pagine. Molto buono l'intreccio tra varie sezioni delle forze armate che si trovano a collaborare. I legami sentimentali risaltano con prepotenza, che sia odio o affetto risultano palpabili. 

"Il suo tono era privo di compassione, di rimpianto. La vita di strada mangiava l’anima e lasciava poco spazio all’amicizia. Dalle comuni sventure nascevano dei legami, ma la sopravvivenza aveva sempre la priorità."

L'ambientazione è molto varia visto che non mancano momenti di ironia con battute leggere e goliardiche.
Ho una predilezione per le donne come Kim, non tralasciano nulla, giocano il tutto per tutto e il loro andare contro le regole le rende temerarie e vere. 
Mi sono trovata coinvolta nelle indagini, appassionata a scoprire le vite dei personaggi e desideravo capire cosa c'era dietro alle loro scelte. 

"Una bella casa non corrispondeva per forza a una bella vita. L’infelicità, la solitudine, la violenza non erano un privilegio esclusivo dei poveri e degli svantaggiati."

Il libro è autoconclusivo, si riesce a seguire la storia anche se, come me, non avete letto i precedenti.
Angela Marsons si è rivelata una bella scoperta e sono curiosa di leggere altro di suo. La traduzione risulta ben fatta e di certo ha contribuito a rendere la lettura scorrevole e intrigante.
Non posso far altro che consigliarvela e darvi appuntamento alla prossima recensione.
 
Buona lettura!
Monica S.



Commenti

Post popolari in questo blog

RECENSIONE - "Io sono mio fratello" di Giorgio Panariello

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Le parole che ho trovato per te" di Alessio Tavino

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Io non ti lascio solo" di Gianluca Antoni