RECENSIONE - House of pain, di Naike Ror

Titolo: House of pain
AutoreNaike Ror
EditoreAlways Publishing Editori
GenereNew adult, College Romance
Pagine480
Data di uscita24 maggio 2024
Prezzo cartaceo€ 15.90
Prezzo ebook€ 3.99
SerieCreed in Love 

Le ferite da guarire sono tante, l’amore potrebbe essere l’unica cura.

Cresciuta nel mondo delle Little Miss Sunshine, un microuniverso in cui l’unico dogma è l’aspetto esteriore, Hanna Foster sa bene cosa significhi essere bella, gareggiare per il primo posto e vincere a discapito delle amicizie.
Negli anni però, Hanna ha finito per odiare con tutta se stessa il suo bellissimo viso, che le ha deturpato l’infanzia, facendola piombare in un incubo da cui scappare è stato difficile. Eppure, ha anche imparato molto: i ricordi del periodo più brutto della sua giovane vita l’hanno forgiata, l’hanno spinta a crescere, a studiare ad Harvard e contornarsi solo di persone belle nell’anima, senza badare all’aspetto.
L’unica eccezione è Emery, che con il suo fisico statuario, la sua ossessione per la pasticceria e la sua gentilezza che a lei sembra solo un espediente, fa scattare tutti i campanelli d’allarme nella testa di Hanna. È troppo bello, troppo dolce, e minaccia di scardinare le porte dietro cui lei ha nascosto… se stessa.
Emery Scott ha una vita splendida e un futuro già scritto. Nel suo passato c’è un’infanzia adombrata dai disturbi alimentari e dalla solitudine, ma nel presente? Ora, Emery può considerarsi realizzato. Presidente della confraternita dei Creed, a Yale, nel suo letto sono passate molte delle ragazze del campus, e può contare su due amici che ama come fratelli. Non manca nulla, a parte l’amore che sogna da sempre, quello di una persona che, nell’andare avanti con la propria vita, non lo lasci indietro. Insomma, a parte… la felicità.
Quando i suoi occhi si posano sulla timida Hanna però il suo cuore fa un tuffo e la sua speranza inizia a galoppare. Per quanto corteggiarla sia difficile, la sola presenza di quella ragazza lo fa sentire diverso. Con Hanna, Emery può essere davvero se stesso - non solo il ragazzo, il presidente e il futuro avvocato perfetto. E questa è un’opportunità che nessuno mai gli ha concesso davvero.
Emery è il perfetto ragazzo d'oro americano. Hanna è in fuga da un incubo. Due vite che non hanno nulla in comune. Eppure, il loro incontro cambierà tutto.

#collegeromance #hefallsfirst #slowburn

Buongiorno a tutti,
oggi vi parlo del secondo volume della serie Creed in Love"House of pain" di Naike Ror, edito dalla Always Publishing editori, che ringrazio per la copia digitale. Il libro era già stato pubblicato in self nel 2021 e l'ho riletto con lo stesso entusiasmo di allora.

Il passato traumatico di Hanna è sconvolgente, ciò che emerge dà la cognizione di quanto orribile sia stato ciò che ha vissuto e di conseguenza quanta forza abbia avuto questa donna per uscirne. La vita purtroppo non le dà tregua e le prove si susseguono costringendola a dover dimostrare sempre qualcosa. Per fortuna ha trovato un suo equilibrio anche grazie all'amicizia di Essie e Charlene che le fanno da angeli custodi. A loro si aggiungono Cruz, Tyson ed Emery che involontariamente le toglie anche la tranquillità mentale.

"Dopo anni di terapia, avevo imparato ad analizzare obiettivamente l’ambiente e le persone che mi circondavano, ma l’istinto mi metteva lo stesso in allerta quando le cose sembravano banalmente normali."

Emery è un uomo solido e l'amico ideale perché sa ascoltare ed è disponibile verso tutti anche se non perde occasione di divertirsi e immergersi in feste a base di alcool e sesso. Cela il desiderio di trovare una compagna con cui avviare una relazione duratura, intensa e incentrata sul reciproco sostegno. A vederlo oggi è difficile sospettare che in passato abbia sofferto di solitudine e disturbi alimentari, ma i suoi amici lo sanno e lo tengono d'occhio.

"Passare a Groton il fine settimana, e sapere di poter trovare in quella casa un posto dove sentirmi voluto, per me era importante. Essere consapevole che la mia presenza creava problemi a una ragazza che non aveva bisogno di altri guai, però, scombussolava quel mio ritaglio di serenità."

Ho apprezzato la scelta di far svelare ai protagonisti, in modo graduale, cosa hanno passato, ma senza renderlo il punto focale né eccedendo in descrizioni morbose. Perché le esperienze passate li ha segnati, ma entrambi hanno lavorato e si sono impegnati per superare i traumi subiti.

Un libro molto lungo 480 pagine tutte necessarie per dare il giusto spazio a ogni avvenimento.
La lettura è stata intensa, coinvolgente e piena di aspettativa. Sono arrivata al punto di sentirmi parte integrante quando avrei agito io stessa nei confronti degli antagonisti.
La ricerca della normalità nonostante tutto ciò che hanno vissuto è il punto che più mi ha trovata in sintonia.

"Forse io le ricordavo qualcuno, forse avevo detto o fatto qualcosa con cui l’avevo offesa involontariamente. Avrei voluto tanto scambiare qualche parola con lei, anche solo per scusarmi, però davanti a me trovavo sempre un muro."

L'amicizia è la componente che emerge anche in questo libro. Le bugie a fin di bene sono veramente bianche? Non sempre, ma a volte necessarie. Ricordatevi però di avere un piano B e un piano C. 

Anche in questo caso mi sento di fare i complimenti all'autrice per aver gestito al meglio una storia complessa come questa, portando anche l'attenzione sul sistema scolastico e sul ben più ampio e oscuro mondo delle confraternite, con tutto ciò che celano.

"Lui si sedette accanto a me e le nostre gambe entrarono in contatto. Io non mi scansai e non lo fece nemmeno lui. Non sembrava avesse voglia di andarsene e io di certo non volevo che lui lo facesse."

È difficile che rilegga i libri, però questa storia mi aveva colpita. Al momento sono curiosa di conoscere molti dei personaggi secondari che sono apparsi in questo volume e naturalmente attendo la storia de il professore.

Ne consiglio la lettura a chi piacciono i contemporanei e apprezzano le storie in cui i personaggi mutano per rinascere dalle macerie del loro passato.

Buona lettura!
Monica S.



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