RECENSIONE "I segreti del mercante di cioccolato" di Maria Nikolai

Titolo: I segreti del mercante di cioccolato 
Autore: Maria Nikolai 
Genere: Contemporary romance 
Editore: Newton Compton 
Data Pubblicazione: 01/10/2020 
Formato: Ebook e Cartaceo  
Prezzo: 5.99 / 9.40 
Serie: Autoconclusiva
Stoccarda, 1926. Serafina si è da poco trasferita dal fratellastro Victor nella splendida tenuta che tutti chiamano “La villa del cioccolato”, di proprietà di un’antica e rinomata famiglia di cioccolatai. Il nome dei Rothmann, infatti, è conosciuto ben oltre i confini della città per le raffinate creazioni di pasticceria, vere e proprie opere d’arte. L’affascinante Karl Rothmann cercherà di fare dimenticare a Serafina la nostalgia per la sua città natale, Berlino, ma la passione per la musica e il pianoforte la faranno innamorare perdutamente del fratello gemello, già promesso a un’altra. Mentre l’impero del cioccolato dei Rothmann viene minacciato da insidiosi atti di sabotaggio, Serafina sarà costretta a tornare a Berlino per fare i conti con il passato. Combattuta tra la laboriosa Stoccarda e la Berlino sfrenata dei ruggenti anni Venti, riuscirà alla fine a capire di chi potrà fidarsi davvero?


Cari lettori, ho letto per voi in anteprima “I segreti del mercante di cioccolato” scritto da Maria Nikolai e pubblicato da Newton Compton Edizioni.

Siamo in Germania del primo dopoguerra, dove l’economia si sta riprendendo e il femminismo comincia a serpeggiare tra le rigide file di una società patriarcale.

Serafina, una giovane ragazza, alla morte del padre deve trasferirsi dal fratello e lasciare Berlino per raggiungere la sua nuova famiglia a Stoccarda, dove ha sede la loro fabbrica di cioccolato. Suo fratello infatti, è il titolare di questo proficuo business.

Appena arrivata tutti l’accolgono con affetto e lei si sente accettata. Un’ombra, però, cala sulla vita di Serafina quando riceve un pacchetto contenete un segreto che potrebbe comprometterla per sempre.

“Nessuno doveva vedere quelle fotografie, men che meno Victor, che a buon diritto si aspettava da lei solo un comportamento decoroso. Ma lei una persona ammodo lo era veramente, sebbene quelle fotografie trasmettessero un’immagine totalmente diversa. […] L’avevano raggirata. Non poteva esserci altra spiegazione. Qualcuno aveva approfittato di lei per le sue ragioni meschine.”

Mentre cerca di capire come risolvere la situazione, si integra sempre più nella famiglia facendo amicizia con Vicktoria, la nipote, Karl il fratello di sua cognata e Anton, fratello gemello di Karl.

La storia si svolge prevalentemente attorno alle vicende di Serafina. Fanno coro situazioni secondarie, ma non di minor importanza, che ampliano lo scenario.

Essendoci una fabbrica di cioccolato nel titolo quanto nella trama, mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Non certo Willy Wonka, ma sicuramente più presenza di cioccolato. Sebbene ci sia qualche riferimento a ricette e alla produzione del cioccolato, mi aspettavo una presenza più marcata dell’argomento. La fabbrica mi è parsa solo un’ambientazione, una proprietà, senza un vero cuore.

Non ho trovato il mistero che immaginavo dietro la produzione del cioccolato, una magia, un non so che di esotico che poteva dare un tocco in più.

“Nell’aria c’era un delizioso profumo di nocciole tostate, caramello e cacao. Con discrezione Serafina lo respirò a pieni polmoni non appena varcò la soglia del negozio di cioccolato al seguito di Viktoria e Judith. Una fragranza di vaniglia le accarezzò il naso, pensò di sentire un pizzico di cannella, chiodi di garofano e anice, a cui si mescolava un aroma di mandorla amara che le ricordava il marzapane.”

Il tutto mi è sembrato un po' slegato e poco coinvolgente. Gli unici personaggio che hanno destato in me curiosità sono Victor e Judith, fratello e cognata si Serafina. Dalla narrazione si evince che hanno avuto una storia particolare. Karl e Anton sarebbero potuti essere molto più interessanti se avessero avuto più spazio.

“Serafina si girò dall’altra parte. Due fratelli e due mondi. Il fatto che Karl e Anton Rothmann si assomigliassero così tanto, ma fossero in realtà così diversi, la disorientava in continuazione.”

È un buon libro ma, a mio parere, mancano un collante e una componente emotiva che potevano fare la differenza. Tuttavia ho apprezzato alcuni temi, come l’emancipazione femminile e il contesto storico-politico.

Preciso che è il secondo volume di una serie di autoconclusivi.

Lo consiglio agli amanti delle saghe familiari.

Il mio voto è 3/5.

Buona lettura.



Commenti

Post popolari in questo blog

RECENSIONE - "Io sono mio fratello" di Giorgio Panariello

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Io non ti lascio solo" di Gianluca Antoni

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Le parole che ho trovato per te" di Alessio Tavino