RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Un giorno quasi fortunato" di Cristina Origone

Titolo: Un giorno quasi fortunato
Autrice: Cristina Origone
Genere: giallo
Editore: Self Publishing
Prezzo: Prezzo: 0,99       €
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2018
Serie: Autoconclusivo

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Mario è un anziano portinaio senza alcuna ambizione che non sia la cura del condominio in cui lavora. Ha sempre svolto con orgoglio le sue mansioni ma da quando è consapevole che presto andrà in pensione, prova un senso di depressione e una mancanza di energia che lo fanno trascurare il lavoro e se stesso, provocando l’irritazione di Abigaille una ricca e anziana signora del condominio. Un manichino femminile, ritrovato nell’immondizia, e una cospicua vincita daranno una scossa alla sua vita, ma proprio quando si rende conto che può essere ancora felice, invece di ritrovarsi in qualche posto esotico a godersi i soldi, si ritrova nella caserma dei carabinieri accusato di un crimine che giura di non aver commesso. 
Che fine ha fatto la nuova inquilina dell’ultimo piano? Perché Mario è accusato della sua sparizione?
“Un giorno quasi fortunato” è il racconto di un uomo al quale nello stesso istante in cui il destino gli ha regalato un sogno dovrà fare i conti con la Dea bendata.


Cristina Origone è nata a Genova, dove vive e lavora insieme al marito. Scrittrice versatile, si è cimentata in vari generi, passando dal saggio semiserio “Come portarsi a letto una donna” in 10 mosse al thriller “Avrò i tuoi occhi” con Fratelli Frilli Editori. Suoi racconti sono presenti in diverse antologie, e nel 2010 ha vinto la XXI edizione del premio Writers Magazine Italia.
Nel 2016 ha esordito nel self publishing con il trhiller psicologico “Tutto brucia tranne te” (tradotto in spagnolo e francese da Babelcube), ha pubblicato il thriller “Vite da difendere” sul sito ilmiolibro.it ed è arrivata tra i finalisti al concorso “Il mio esordio”.
Nello stesso anno ha pubblicato con Delos Digital “Alice a testa in giù” e ha continuato a scrivere storie al femminile, pubblicate nella collana Youfeel Rizzoli.
Nel 2017 ha partecipato al concorso “Fai viaggiare la tua storia”, organizzato da Libromania con il sostegno di Autogrill, la collaborazione di DeA Planeta Libri e Newton Compton Editori, e il romanzo “L’amore che non sei” è stato scelto per la pubblicazione. 
Bentrovati, ho letto per voi Un giorno quasi fortunato di Cristina Origoni, che mi ha fornito il file per la lettura.
Il racconto fa parte del progetto: “Le quattro stagioni del giallo”, quattro racconti “stagionali” ambientati a Genova con protagonisti over 60.
Il re è morto” è il racconto autunnale, “Agosto è un mese crudele” è il racconto estivo, e “Un giorno quasi fortunato” è il racconto invernale. Tutti leggibili singolarmente.

Cercherò di essere coincisa o finisce che la recensione supera le cartelle della storia.

Questo racconto ha il tono di una storia moderna, dove il tempo corre e tutte le certezze vengono soppiantate dalle innovazioni. Mario è un portiere, uno dei pochi rimasti, e Abigaille è una ricca signora abituata ad avere tutte le comodità ma senza dire mai "per favore".

La storia di Mario è come quella di molti uomini che, arrivati alla soglia della pensione, si trovano ad attendere e al contempo temere quel momento; il suo lavoro è tutto per lui e la sua routine è consolidata anche se non tutto va liscio come vorrebbe.
La sua vita non è stata rosea ed è lui stesso a farcene un resoconto.
In tutto questo una figura che l'ha suo malgrado accompagnato è Abigaille, un'arcigna signora di ottant'anni che prova un'insano piacere a rendergli la vita complicata.
I due sono legati dalle necessità ma non per questo sono intenzionati ad andare d'accordo. 

Considerazioni

Cristina è riuscita a delineare il carattere dei due personaggi, a dare un'idea di tutta la loro vita e a fornire anche un risvolto psicologico.
La struttura del racconto è particolare, si svolge in più tempi e ripercorre circa una settimana di vita dei due protagonisti che in questo modo rivivono le tappe che li hanno portati al fatidico giorno fortunato. 
La narrazione è in terza persona, cosa che nei gialli apprezzo molto e mi aiuta a visualizzare gli avvenimenti.
L'empatia che si crea, con Mario e Abigaille, fa sì che la lettura sia incalzante e piena di emozioni contrastanti. Un racconto che regala molti colpi di scena e che apre una finestra sulle molte sfaccettature della psiche umana: desideri, solitudine, bisogni primari e avidità. 
Faccio i miei complimenti a Cristina perché mi ha stupita e ha fatto un ottimo lavoro, strutturando al meglio la trama e i personaggi. Buono il lavoro di revisione.

Una lettura piacevole che riserva momenti davvero toccanti e altri divertenti. 

Lo consiglio a chi adora le storie veloci ma piene di aspettativa, a chi ama i gialli e anche a chi vuole provare a cimentarsi col genere; in quest'ultimo caso vi do un consiglio: fate attenzione ai dettagli.


Buona lettura!
Monica S.



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