RECENSIONE "Io, te, tutto" di Catherine Isaac

Titolo: Io, te, tutto
Autore: Catherine Isaac
Genere: Contemporary Romance
Editore: Mondadori
Data pubblicazione: 25/09/18
Prezzo ebook: 9.99 €
Pagine: 320
Serie: Autoconclusivo
Protagonisti: Jessica, William e Adam

ORDER



2006. Non era così che dovevano andare le cose. Jessica non avrebbe voluto affrontare il parto da sola. Eppure Adam non risponde alle sue telefonate... E così, stanca delle bugie del compagno, del suo totale disinteresse verso la famiglia e il suo ruolo di padre, Jessica lascia Adam dopo solo pochi mesi dalla nascita di William. Mentre Adam, liberatosi da una relazione che ormai considera opprimente e dalla responsabilità nei confronti di un figlio che non ha desiderato, si trasferisce in Francia per inseguire il suo sogno...

2016. Dieci anni dopo, Jess è al fianco della madre, Susan, che lotta contro una malattia degenerativa. Non è più la nonna di un tempo, da un anno vive in una casa di cura perché la situazione è ormai diventata ingestibile per il padre di Jess. È in quelle circostanze che Susan chiede alla figlia di esaudire il suo ultimo desiderio e insiste perché riconosca ciò che non ha mai voluto ammettere: William ha bisogno di un padre. È così che Jess si convince a trascorrere l'estate con William nello Château de Roussignol, il castello che Adam ha ristrutturato e trasformato in un hotel di lusso in Dordogna, un luogo incantevole, tra la campagna e le colline del Sud della Francia, con l'intento di far innamorare Adam di suo figlio...

Ciao Librosi miei,
Oggi vi parlerò di un romance dalle nuance dolci amare. Si tratta di "Io, te, tutto" di Catherine Isaac, edito Mondadori. Entro subito in sintonia con la protagonista sin dalle prime pagine, avendo vissuto da poco una storia simile ma poi la storia fa un salto di dieci anni e le cose non potrebbero essere più lontane dalla mia realtà. 
Se osservate bene la cover, capirete il fulcro della storia. Noterete una famiglia, una famiglia separata. La figura maschile anche se si trova sullo stesso percorso, geograficamente è lontano. Infatti anche nel romanzo è così ma non solo, dopo vi spiegherò il perché.

Jessica si trova ad affrontare un momento importante, quanto delicato come il parto, senza il sostegno della persona amata: il suo compagno, il padre di suo figlio. Le cose non andavano bene già da prima ma lei sperava fino all'ultimo che almeno in un giorno come quello lui ci sarebbe stato. Ma come un po' di tempo a questa parte, lui l'ha delusa, di nuovo. Con l'arrivo del piccolo William le cose non migliorano, anzi. Così Jess fa la scelta più giusta e inevitabile: lascia Adam.

Dopo dieci anni troviamo Jess e Adam, immersi nella quotidianità di una famiglia con i loro problemi. Ma non è solo questo, da diversi anni, la madre di Jess è malata. Una malattia degenerativa che la sta portando verso la morte lentamente. Così sua madre, Susan, insiste che suo nipote e suo padre passino del tempo insieme ora più che mai. Alla fine Jess si lascia convincere a va in Francia in vacanza nel castello che ha ristrutturato Adam e trasformato in un hotel di lusso. Il suo intento è quello di creare un legame indissolubile tra padre e figlio, perché fin'ora Adam è stato poco presente nella vita di suo figlio. All'inizio lui è preso dal lavoro e dalla sua nuova fiamma Sofia, perciò William viene dopo. Questa cosa manda in bestia Jess. Ma perché lei insiste nel riavvicinare padre e figlio? Dopotutto se l'è cavata bene senza di lui fin'ora. Beh Jess custodisce un segreto, e devo dire che non è l'unica, un segreto che potrebbe cambiare tutto. È un romanzo che non si concentra solo sul rapporto tra Jess e Adam come possibile coppia ma anche sull'essere genitore. La parola adatta è: famiglia. Cercare di fare il possibile per tenere i cocci insieme, risolvere i problemi, non gettare la spugna alla prima sfida ma soprattutto sostenersi nei momenti difficili. È questa la vera forza: rimanere uniti nonostante tutto.

Il romanzo tratta una malattia degenerativa poco conosciuta come la "corea di Huntington". Conosciamo un po' tutti l'Alzheimer, Parkinson o la SLA. Beh la la malattia di Huntington è tutte queste messe insieme. Vi lascio immaginare i sintomi senza considerare che colpisce in giovane età. Colgo l'invito dell'autrice nel farla conoscere, in modo da sensibilizzare le persone di fronte a questa malattia. L'ignoranza può fare solo danni.

Il romanzo presenta dei flashback continui, che aiutano a comprendere meglio. L' editing è buono. Le scene di sesso sono pressoché inesistenti ma anche quelle descritte, superficialmente, vanno bene, questo lo rendono adatto a un pubblico più esteso.
La storia è dal POV della protagonista e all'inizio mi è dispiaciuto perché c'era un mistero sul vero motivo delle scelte prese da Adam. Volevo capire se davvero ci fosse qualcos'altro sotto o semplicemente non era pronto per fare il padre. Beh, verso la fine del libro ho apprezzato la scelta dell'autrice del non doppio POV, e anche voi spero lo apprezzerete altrettanto.
Ho gradito questo romanzo perché mi ha lasciato qualcosa, ho conosciuto una realtà da me poco esplorata. E mi ha portato a pormi delle domande sull'essere genitore.
Consiglio la lettura a chi ama le storie vere, perché l'autrice è stata brava a renderla tale, e a chi ama le storie che parlano di amore in tutti i sensi.

In questi giorni si è parlato molto sui social di come una malattia come il cancro non può essere un dono. Beh non mi dilungo nel esprimere la mia, non è il luogo adatto, ma vi lascio questo estratto, che credo che sia l'unica via per dare un senso a tutto questo.

Non vivo più con il terrore del futuro, perché sarebbe uno spreco del mio tempo, peraltro già limitato. Vivo la vita con il coraggio che non ho mai avuto, se non di recente. Qualche volta bisogna sprofondare nel buio per capire quanto risplendiamo.
Buona lettura!
XoXo
Jenny





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