RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "I lupi alla porta" di Soren Paul Petrek

Titolo: I lupi alla porta
Titolo originale: Wolves at our door
Autore: Soren Paul Petrek
Editore: Nua edizioni
Traduttrice: Lucia Bandini
Genere: storico, guerra, thriller
Pagine: 250 pagine
Prezzo Ebook: € 5,99
Prezzo cartaceo: € 16,50
Serie: Madeleine Toche #2

Gli Alleati e i nazisti ingaggiano una corsa disperata per sviluppare l’arma definitiva, mentre i razzi V-2 piovono su Londra. Madeleine Toche e Berthold Hartmann, il sicario tedesco che le ha insegnato a uccidere, sono alla ricerca della fabbrica segreta di Werner von Braun, dove i gerarchi della Gestapo costringono un esercito di schiavi ad assemblare armi, mentre fuori si accatastano sempre più cadaveri di innocenti. Le forze terrestri degli Alleati avanzano verso Berlino strappando terreno alle SS, che difendono ogni centimetro con le unghie e coi denti.
Hartmann chiama al suo fianco Madeleine e contatta il suo vecchio nemico, Winston Churcill: ha scoperto che la fabbrica di armi è nascosta sotto il monte Kohnstein. Mentre Madeleine si ingegna per far crollare la montagna sulla testa dei nemici, Hartmann pianifica una fuga temeraria dal terribile campo di concentramento di Dora, determinato a vendicarsi contro i mostri che hanno rovinato la sua amata Germania.
Scendono in campo anche le russe Nachtlexen, le Streghe della Notte, un’agguerrita squadriglia di donne pilota, e lo scontro si fa serrato, mentre i test atomici di entrambi gli schieramenti cominciano ad avere successo.
La Germania punta verso Londra un V-2 armato con una testata nucleare, mentre gli Stati Uniti approntano una base di lancio nel Pacifico. Il destino della Seconda guerra mondiale è appeso a un filo, e con lui anche il futuro dell’umanità.

Buongiorno a tutti,
Ho avuto il piacere di leggere in anteprima "I lupi alla porta", secondo volume della serie Madeleine Toche, scritto da Soren Paul Petrek, ed edito da Nua edizioni. Che ringrazio per la copia Arc.
Se il primo libro ci ha portati sul campo di battaglia, questo secondo volume ha molteplici ambientazioni perché ci troviamo nelle sale dei bottoni, dove avvengono le decisioni che segnano il confine tra la vita e la morte di molti innocenti e ne subiamo anche le conseguenze, scendendo sul campo con chi la guerra l'ha combattuta e subita in prima linea. 
Ci si trova a vedere la freddezza degli ordini, la durezza delle scelte e l'atrocità con cui sono state sacrificate persone, il tutto per una vittoria che ha il retrogusto del sangue versato da entrambe le fazioni.

Con Madeleine Toche, alias L'Angelo della morte e Berthold Hartmann, alias Golem, entriamo nel caldo dello spionaggio. Due degli agenti più validi al servizio delle forze alleate. Inesauribile la loro capacità di trovare risorse anche nelle situazioni più disperate. Hartmann ci fa entrare in un lager, vedere l'assoluto annullamento dell'essere umano e fornisce ai deportati una piccola, ma enorme speranza per ritrovare la dignità di cui volevano privarli.
Madeleine l'abbiamo già vista all'opera e ne conosciamo le gesta, in questo volume tira fuori una forza ulteriore e si riappropria anche della femminilità che sembrava esserle stata estirpata.

Quanta sofferenza serviva perché fosse abbastanza? Cos’aveva fatto per meritarsi quello? I suoi occhi erano troppo asciutti per versare altre lacrime, la sua anima troppo indebolita per urlare.

A questi scenari si aggiunge quello scientifico con il tentativo, disperato, di creare la bomba atomica con cui annientare l'avversario. Questa parte, per me, è la più complicata da comprendere per diversi motivi: ogni testa ragiona con l'intento di arrivare per prima al traguardo, per questo sono disposti a tutto e a passare sopra a tutti. La scusa è un'ideale che non permette ostacoli e non vede che questi ostacoli saranno in realtà vite, spezzate, fatte a brandelli senza nessun rimpianto.

Una coltre di oscurità nascondeva alla vista gli orrori sottostanti. Come facevano le guardie a sopportarlo? Nelle sue molte visite, aveva visto le pile di cadaveri che insozzavano il paesaggio. Avrebbero almeno potuto metterli sottoterra. Scacciò dalla mente quel pensiero. Qualunque cosa sia necessaria per la conquista dello spazio ne vale la pena, si disse, anche questo.

C'è davvero la possibilità di rendere pulite le mani che si sono macchiate di così tanto sangue?
Io una risposta non la so dare perché il nobile intento non lo so cogliere.

Considerazioni

L'abilità dell'autore sta nel ripercorrere episodi reali con dettagli e precisione maniacale, a questo associa personaggi realmente vissuti e ne intreccia di inventati (o forse non lo sono, ma non ne abbiamo reali riscontri).
Importante è il ruolo delle donne che hanno combattuto con valore alla stregua dei colleghi uomini, i quali le hanno denigrate e che la storia, a sua volta, ha penalizzato facendole passare in secondo piano. Soren dà visibilità e onore al loro sacrificio e al lavoro che hanno svolto. Non vi nascondo che rispetto profondamente questa scelta e attendo, ogni volta, con trepidazione le scene in cui sono coinvolte Madeleine e Le Streghe della notte. 
È questo che fa la differenza nelle tante storie che ho letto sulla seconda guerra mondiale. 

«Penso che sia successo a ogni donna nelle Streghe. Ci tormentano perché sanno che siamo i migliori piloti che hanno. Quanti di loro hanno compiuto mille incursioni?»

I pov sono molteplici e cambiano repentinamente, la narrazione è in terza persona. La capacità descrittiva dell'autore rende palpabile ogni sensazione ed emozione di cui si legge. Ho trovato impossibile restare indifferente, non arrabbiarmi o soffrire con chi veniva maltrattato per il gusto del carnefice. Impossibile condividere la logica di scelte e azioni. Non posso che complimentarmi con Soren Paul Petrek anche per il lavoro di ricerca che ha svolto.
La traduzione ha di certo contribuito in tutto questo e per ciò faccio i complimenti anche alla casa editrice.
Ne consiglio la lettura per non dimenticare le atrocità a cui gli uomini hanno dato vita.
Ne consiglio la lettura per non dimenticare le vite distrutte e torturate.
Ne consiglio la lettura perché dobbiamo mantenere in vita l'umanità personale nella speranza che non ci farà ricadere in questi scenari.

Buona lettura!
Monica S.





Commenti

Post popolari in questo blog

RECENSIONE - "Io sono mio fratello" di Giorgio Panariello

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Io non ti lascio solo" di Gianluca Antoni

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Le parole che ho trovato per te" di Alessio Tavino