RECENSIONE "Sotto il kilt... niente" di Giuditta Ross

Titolo: Sotto il kilt... niente
Autrice: Giuditta Ross
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Romance
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo: € 2,99/ € 11,00
Data Pubblicazione: 18 dicembre 2019
Protagonisti: Iain e Amalia
Pagine: 170 pagine

ORDER


A volte ci sono proposte che non si possono davvero rifiutare. Quando il suo più caro amico ed ex coinquilino dei tempi dell'accademia le chiede di raggiunderlo a Edimburgo, come supporto all'equipe di restauro del Museo Nazionale di Scozia, Amalia Rossetti capisce che è proprio una di quelle occasioni. L'accoglienza in Scozia non è delle migliori ma, finchè può passare le sue giornate in laboratorio con i suoi preziosi reperti, Amalia è nel suo elemento. Non teme il clima e neppure i colleghi saccenti e pusillanimi da rimettere al proprio posto. Solo una cosa non ha considerato: il capo della sicurezza MacLeod.
Iain MacLeod prende molto sul serio il suo ruolo di capo della sicurezza. Dopo che al museo si è verificata un'esplosione la cui natura resta ancora tutta da definire, gli viene affidato il compito di tenere tutto sotto controllo. E tenere le cose sotto controllo, è proprio quello in cui eccelle. Nascosto nel suo ufficio bunker, esce solo per intimorire, con la sua stazza considerevole e la sua collaudata espressione da osso duro, le frotte di turisti chiassosi che sciamano nelle sale. Fare rispettare le regole sembrerebbe la sua ragione di vita. Solo una cosa non ha considerato: la dottoressa Amalia Rossetti.


Giuditta Ross è, prima di qualsiasi altra cosa, una sognatrice, un'irriducibile latitante della realtà. Giuditta è una lettrice affamata, una divoratrice di emozioni. A tenerla con i piedi per terra ci sono suo marito, una figlia ed una gatta che fanno a turno per reclamarla al presente. I suoi pensieri, preda di ispirazioni improvvisem vagano fin troppo spesso tra le faccende quotidiane e qualche scena di quel libro che piano sta prendendo forma, con risultati spesso improbabili. È una seguace dell'immaginazione, una schiava della fantasia, un'adepta del sogno a occhi aperti.
In fondo, Giuditta, non è che il frutto di un sogno che incredibilmente di avvera.

Buongiorno Lettori, oggi vorrei parlarvi del romanzo di Giuditta Ross "Sotto il kilt...niente". Si tratta di una riedizione, piena di scene inedite, ancora più suspense e una novella di natale come zuccherino finale. Quindi anche per chi avesse letto la prima edizione consiglio di leggerlo per non perdervi questa nuova versione. Premetto che non ho mai letto un libro di uomini in kilt e non capivo tutto questo clamore nei loro riguardi, ma se sono tutti come Iain MacLeod devo rimediare subito :)

Partiamo dall'inizio e conosciamo meglio la storia e i nostri protagonisti. Amalia Rossetti è una ragazza molto riservata, ama il suo lavoro di archeologia e tutti i reperti su cui mette le mani sembrano esserini indifesi che lei deve accudire e proteggere. È una persona molto schietta e questo comporta a non essere molto amata da tutti, ma secondo voi a lei interessa qualcosa? Assolutamente no! Continua per la sua strada e anche se i suoi amici la incoraggiano a essere un po' più diplomatica, proprio non ci riesce. Preferisce sicuramente reperti inanimati che gli esseri umani. Sono solo alcune le persone che hanno un posto nel suo cuore e nella sua vita, soprattutto che l'accettano così com'è. Tra questi c'è sicuramente Sean, suo amico ed ex coinquilino quando entrambi frequentavano l'accademia. È proprio costui che le propone un'offerta imperdibile, una di quelle che capitano una volta nella vita e non puoi proprio rifiutare: trasferirsi a Edimburgo come supporto per l'equipe di restauro del Museo Nazionale di Scozia.

L'accoglienza che ha una volta arrivata in Scozia non è delle migliori, ma questo non la scoraggia. Anche perché stare lì le permette di fare il lavoro che ama, passare le ore nel laboratorio con i suoi amati reperti. Amalia vive solo per loro e nessun uomo è mai riuscito a suscitare in lei sensazioni tali da distoglierla dal suo lavoro. Questo, ovviamente, fino a che non si imbatte nel capo della sicurezza del Museo.

"MacLeod la sollevò fino a portarsi alle sue labbra le sue stupide nocche macchiate di vernice. Amalia faceva fatica a respirare. C'era qualcosa che non andava in lei, quello era certo. Magari doveva vedere un dottore. Che diavolo di seccatura, detestava ammalarsi. Prese un respiro per calmarsi, ma il suo cuore batteva impazzito."

Iain MacLeod è un uomo tutto d'un pezzo, serio, imponente. Passa la sua giornata lavorativa all'interno del suo ufficio bunker dove esce di rado, se non per incutere timore ai turisti e per far rispettare le regole. Soprattutto dopo l'attentato accaduto al Museo qualche tempo prima. Potete immaginare il suo stupore nel ritrovarsi davanti un esserino come Amalia Rossetti, che in confronto a lui sarà almeno una ventina di centimetri più bassa e sicuramente piccolina paragonata all'omone di MacLeod.

Tra i due c'è sin da subito elettricità, quell'attrazione palpabile a chiunque si trovi nella loro stessa stanza. Ma il passato di Amalia non le permette di lasciarsi andare, e Iain da acuto osservatore, avendolo notato, farà di tutto per avvicinarsi a lei in punta di piedi.

"La "proposta d'affari" di MacLeod era una di quelle che non si potevano rifiutare, un'altra volta. Di recente la sua vita era finita in un vortice in cui sembrava che non avesse altra scelta che affidarsi al destino. E lei non credeva affatto al destino."

Cosa succederà tra i due? Amalia si lascerà incantare dal fascino di Iain? 

Non mi resta che lasciare a voi il piacere di leggere questo romanzo e augurarvi Buona Lettura!


CONSIDERAZIONI

Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato. Mi è piaciuto molto come scrive l'autrice, è molto scorrevole ed è riuscita a dosare molto bene il giusto mix di ironia, romanticismo, dolcezza, suspense... insomma ce n'è per tutti i gusti. I battibecchi tra Amalia ed Iain o con Sean mi hanno fatto sorridere, sempre divertenti e ci fa capire meglio il caratterino della dottoressa Rossetti.
Per la parte più tecnica il libro è scritto in terza persona, ma la voce narrante ci alterna i pensieri dei vari protagonisti. A parte qualche refuso non ho trovato errori grammaticali o di sintassi. I personaggi, i luoghi e le vicende sono descritte in modo esaustivo, senza dilungarsi troppo.
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca sono stati gli ultimi capitoli. Troppo veloci, come quando ci dilunghiamo troppo in un discorso e dobbiamo accelerare per arrivare alla fine, ma nel complesso un romanzo piacevole.
PS per sapere se realmente anche Iain sotto il kilt non indossa niente dovrete leggere questo libro.
PPS ovviamente non vi svelerò se realmente sotto il kilt non c'è niente, dovrete leggerlo per scoprirlo!

Buona lettura!


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