RECENSIONE "Didattica del sesso per gufi e zanzare" di Rebecca Quasi

TITOLO: Didattica del sesso per gufi e zanzare
AUTORE: Rebecca Quasi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 novembre 2016
EDITORE: Self Publishing
PAGINE: 204
EBOOK: 0,99 EURO
GENERE: Narrativa / Contemporary romance


Incontrarsi quando il dolore è così prepotente che non concede spazio alle regole, fa sì che tra Manrico e Miriam nasca un'amicizia profonda e senza filtri, un'intimità priva di cose non dette e infine un amore straordinario.
"- Come va col sesso in generale? - chiese lei arrivando come al solito al nocciolo della questione.
- Calma piatta. E tu? -
- Calma piatta -
- Ma ti manca? -
- Mi manca mio marito. Devo ricambiare mano -
Miriam tornò sul lato destro e rioccupò la tasca destra con la mano sinistra. Manrico gliela strinse intrecciando le dita.
- Sono piuttosto riservato. Il sesso occasionale non mi ha mai interessato, diciamo non dopo i venticinque anni, prima andava benissimo anche quello, è che non ce la faccio ad andare con una donna solo per scaricarmi... -
- Sei praticamente una donna... -
- Non sfottermi -
- Scusa-
- Mi ricordo bene cosa mi hai detto tempo fa... che mi manca l'intimità. È che non riesco creare intimità. Tengo tutti, ma quello non sarebbe un ostacolo, e tutte a debita distanza -
- So cosa intendi... lo faccio anche io -
Era successo che all'improvviso tutte le persone erano diventate entità sbiadite. Come ombre cinesi su uno sfondo che non avevano niente a che fare con la realtà... solo che la realtà era stranamente deserta.
- Il mio problema Miriam – continuò Manrico - è che l'unica donna con cui ho una relazione umanamente significativa in questo momento, sei tu -
Quella frase la colpì come una raffica di vento. Il cuore pompò sangue più in fretta, il freddo diminuì rapidamente.
- Vuoto il sacco del tutto? - continuò lui.
Lei annuì, non era sicura di voler sentire la propria voce. Ma voleva sentire quella di lui.
- Diciamo che in linea teorica, se potessi, vorrei venire a letto con te -
- Andare a letto con qualcuno in linea teorica, Manrico, è un ossimoro -
- Volevo solo prenderla larga. Togli pure la linea teorica -
Miriam non rispose, gli strinse però di più la mano nella tasca.
- Ma non te lo sto chiedendo. È che casualmente tu e la sola persona con cui riesco parlare coincidete. E tengo molto di più alla tizia con cui posso parlare -
Lei gli accarezzò le dita col pollice. Guardò le stelle. Un refolo di vento le soffiò sul viso.
Forse passò del tempo. Forse ci fu un lungo silenzio perché Miriam pensò molte cose prima di parlare, ma forse sembrò così lungo quel silenzio solo perché lei in pochi istanti superò una distanza che aveva impiegato una vita a costruire.
- Se te lo chiedessi io, cambierebbe qualcosa? - chiese lei continuando a guardare la notte.
A quel punto fu il cuore di Manrico a fare le capriole."



Bentrovati, cari lettori del blog!
Oggi vi parlo di un libro davvero emozionante, un po’ lento in partenza, ma con un ritmo piacevole che vi condurrà a un finale magnifico.
Il titolo, ve lo dico subito, lo comprenderete solo leggendo e sarà una di quelle sorprese alle quali l’autrice sarà riuscita già a farvi abituare strada facendo. Io l’ho adorato.

La storia parla di Miriam, quarantenne, restauratrice, madre di tre figlie, e di Manrico, cinquantenne, economista di una certa fama, padre di due maschi. I due si conoscono in una clinica per malati terminali, nella quale i rispettivi coniugi sono purtroppo ricoverati in fin di vita.
Nel pieno rispetto della situazione, tra i due si instaura subito un bel dialogo, un rapporto che fiorisce con estrema discrezione all’interno di quella che Miriam definisce “una bolla spaziotemporale”, nella quale “i parametri delle convenzioni erano tutti sballati”. Proprio per questa ragione, i due parlano di tutto, dal tempo alla malattia, dal sesso al lavoro, senza alcun tipo di vergogna o di futile ritrosia.
Dopo la morte dei coniugi, a più riprese nel corso degli anni, le loro vite si sfiorano e, malgrado le diverse circostanze, i due si sorprendono nel ritrovare una certa complicità anche al di fuori di una bolla. Così, quando finalmente iniziano a trovare il coraggio di prendere un caffè insieme, la loro storia decolla.

Una storia ricca di riflessioni mature e ironia, di incontri e di scontri, che coinvolgerà i figli di Miriam e di Manrico, mentre il loro sentimento s’intensifica e diventa amore.

Considerazioni:

Leggere questo libro è stato come navigare sulle acque placide e limpide di un lago, circondato da un panorama meraviglioso. So che sembra stucchevole, ma è la sensazione che ho provato e che meglio descrive il viaggio emotivo che, grazie all’autrice e a questa storia meravigliosa, ho vissuto.

Per via del suo stile sempre misurato, pregevole e quasi minimalista, si avverte per tutto il libro una sorta di leggerezza, che talvolta si impenna e in altre ti fa battere il cuore. È come – per tornare alla metafora del lago – vedere il fondo ma non riuscire a toccarlo, sentirlo ma continuare a vederlo distante. Strana sensazione, eppure così piacevole da risultare unica.

I personaggi sono, a mio avviso, magnifici. Miriam possiede un’ironia stupenda, che fa sorridere. Manrico, con il suo essere intrigante ma “basico”, rappresenta un uomo moderno. Entrambi hanno pregi e difetti, dei quali parlano accettandoli con la saggezza della loro maturità, senza mai far pesare queste riflessioni al lettore. Anzi, ci si ritrova tanto a ridere con loro (vedi titolo), ci si sente nei loro panni per come affrontano la vita e non si fa fatica a comprenderli neanche quando parlano del loro lutto, di come lo hanno vissuto e di quanto sia stato poi difficile rimettersi in piedi.

E i figli? Ce n’è per tutti i gusti. Gaia e Giovanni, Filippo, Luce e la piccola, saggia, commovente Mila, che vediamo crescere, fisicamente ed emotivamente, assieme ai loro genitori.
La trama è colma di realismo e coerenza, due aspetti fondamentali, a prescindere dal genere di storia che si scriva. Di più, i personaggi, primari e secondari, sono così realistici che ti sembra di conoscerli. Potrebbero essere degli amici e di sicuro lo diventano, a fine lettura.
Insomma, davvero volete correre il rischio di perdervi questo capolavoro?
Voto pienissimo per me. Buona lettura a tutti voi!

Buona Lettura!!!




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