INCONTRARE UN AUTORE - A CURA DI LYA

Una volante pattuglia le strade di Genova. Mentre un fiume di vestiti colorati, bandiere arcobaleno e cartelli sui diritti dell'amore scorre nel centro della città, Paolo Pastorino - quarantasei anni e la divisa da sempre - cerca con gli occhi sua figlia. Se lei lo vedesse lì, dall'altra parte della barricata, andrebbe su tutte le furie. Giada ha sedici anni e ha appena trovato il coraggio di dirgli che le piacciono le ragazze. Ma non che a scuola viene bullizzata. Con una madre troppo occupata nel lavoro e un padre che sta affrontando una crisi di coppia senza fine, Giada sembra in pace con se stessa solo in palestra, dove il maestro De Roma - un ex savateur dai trascorsi drammatici e un passato poco limpido - la prepara al suo primo combattimento. Tra duri allenamenti e racconti sui grandi campioni del ring, solo a lui questa esile ragazzina insieme durissima e fragile rivelerà il segreto più inconfessabile: cosa è successo nel bagno della scuola. E solo lui potrà cercare di aiutarla ricordandole che la vendetta non è mai la soluzione. Perché se lo sport è la migliore cura, riuscire ad accettare se stessi rappresenta la vera vittoria. Ma presto, per i due, arriverà, imprevedibile, il momento di separarsi. E Giada, ancora una volta, sarà costretta a fare i conti con il mondo degli adulti.

Bibliografia dell’autore:
2013 A viso coperto - ed. Einaudi
2016 Non devi dirlo a nessuno - ed. Einaudi
2018 Abbiamo toccato le stelle - ed. Rizzoli
2019 Colpo a colpo - ed. Rizzoli - ORDER


In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne indetta per il 25 novembre 2019, la libreria La Storia di Simona Lunghi– una piccola realtà indipendente di Crema che ha a cuore l’incontro tra autori e lettori – ha organizzato la presentazione del romanzo Colpo su colpo di Riccardo Gazzaniga, edito da Rizzoli.
I temi trattati in questo romanzo, nelle librerie dal 17 settembre scorso, sono più sfaccettature di una stessa piaga: la violenza.
Un romanzo che racconta di una ragazza di sedici anni, ma che parla sia ai giovani sia agli adulti.
Genovese, Riccardo Gazzaniga ha voluto trattare il tema del bullismo, che oggigiorno appare più presente anche nelle scuole. Ho scritto appare perché, di fatto, è sempre esistito, ma al quale fino a qualche anno fa si è prestata minore attenzione. Bullismo che nella quotidianità prende forza in maniera subdola. Come ricordato dall’autore, per un ragazzo la reputazione sui social è fondamentale pertanto è un duro colpo scoprire che qualcuno sparli o prenda in giro pubblicando anche una semplice sua foto. Essere screditati di fronte al mondo diventa una vergogna insostenibile, benché chi pensi di pubblicare soltanto una banale foto non si renda neppure conto del danno provocato. Tutto sembra uno scherzo, e invece non lo è.
Colpo su colpo vede due personaggi principali: Giada di sedici anni e il suo maestro di Savate, una disciplina simile al kick boxing  nata nei quartieri poveri di Parigi ai primi anni del 1800.
Entrambi non riescono a stare nel mondo: lei perché è omosessuale in una società omofoba, lui perché è un vecchio maestro di una disciplina con tanta tradizione alle spalle in mezzo a centri di fitness moderni che nascono come funghi.
Attorno a loro ruotano la famiglia della ragazza, i compagni di scuola, la società e Genova, la città dove vive, che, attraverso le righe dell’autore, sembra prendere vita come fosse una persona.
Diverse le difficoltà superate da Riccardo Gazzaniga nella stesura di questo romanzo corale. Innanzitutto, come uomo non è semplice narrare di una ragazza che sta crescendo, ostacolo che, per sua ammissione, è riuscito a superare grazie agli incontri con gli alunni nelle scuole. Da essi ha appreso come parlano i giovanissimi oggi, il loro modo di agire, che è molto istintivo e quindi agli antipodi rispetto a quello di un adulto abituato alla riflessione. Grazie all’interazione con i giovani lo stile di scrittura è fresco come piace a loro.
Complicato anche affrontare l’omosessualità femminile, che rimane spesso più segreta rispetto a quella maschile. Interessante la distinzione poi tra il coming out e l’outing, ossia tra il dichiarare di propria volontà l’orientamento sessuale e l’essere costretti ad ammetterlo perché si è stati scoperti o perché qualcuno ne ha parlato.
Giada Pastorino, la protagonista del romanzo, si è ritrovata in quest’ultimo e continua a subire il bullismo da un compagno: anche lei è una giovane donna vessata.
Fondamentale trattare questi argomenti negli ambienti dove potrebbero consumarsi fatti simili, per questo l’autore ama incontrare i giovani nelle scuole. Tacere o far finta che non accadano ovunque non aiuta. Al contrario prevenire o mostrare che c’è la possibilità di denunciare è indispensabile. Ai ragazzi spesso manca la speranza e questo romanzo la dona.
Nel corso dell’incontro è emerso anche il Gazzaniga uomo: la sua semplicità, la propria umiltà. Sì, perché nonostante abbia alle spalle numerosi premi e riconoscimenti (nel 2012 ha vinto la XXV edizione del Premio Italo Calvino con il romanzo A viso Coperto), l’autore ha affermato che per uno scrittore è basilare l’allenamento costante nella lettura per imbattersi magari in chi è più bravo, per imparare da chi ne sa di più. Allenamento che passa anche attraverso il confronto con i lettori – motivo per cui ama partecipare a presentazioni nelle librerie e nelle scuole – e nel pretendere da se stesso ogni volta qualcosa in più.
È emerso anche il suo amore e odio verso una città complicata come la sua Genova, città che racconta nei propri scritti soprattutto nella vita di periferia o proletaria, difficile da vivere. Una Genova che, finita l’epoca dell’industria pesante, ha cercato di partire con il turismo rimanendo un po’ sospesa. Una città che ha subito tante ferite, non ultima quella provocata dal crollo del Morandi, ponte che ha uno spazio in questo suo ultimo romanzo, perché se sei genovese e abiti accanto al Polcevera non puoi dimenticare.
Dagli estratti intensi, che sono stati letti dalla moderatrice Barbara Donarini, è emerso uno stile semplice e fluido carico di pathos. Non aggiungo altro se non che è stato un incontro davvero interessante per i contenuti e per le emozioni che ha suscitato, stimolando l’interazione con i numerosi partecipanti. E quando si sente l’istinto a domandare… nell’aria c’è qualcosa di diverso e particolare.


-Lya-

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