RECENSIONE "La città dei destini intrecciati" di Katy Mahood

TitoloLa città dei destini intrecciati
AutoreKaty Mahood
Editore: Dea Planeta
Genere: Narrativa
Data di uscita: 5 novembre
Pagine: 480
Prezzo cartaceo: € 17,00
Prezzo ebook: € 8,99







Una grande città. Quattro sconosciuti. Un legame segreto che dura per sempre. Un romanzo poetico e pieno di saggezza sui sacrifici che facciamo in nome dell’amore - The Guardian. È possibile che le vite di una manciata di estranei si sfiorino e si influenzino a vicenda senza mai davvero incontrarsi? John e Stella, Charlie e Beth: due coppie, quattro personaggi le cui storie — ora drammatiche, ora ordinarie, ora leggere e scintillanti come le particelle di polvere che volteggiano in un raggio di sole — nascondono punti di contatto e legami inaspettati. Perché in quella “soglia di inizi e di addii” che è Paddington Station, in quel calderone di solitudini e incontri che è la città di Londra, il destino è sempre in agguato. Amori, disamori, morti improvvise, sconfitte brucianti e clamorosi rivincite si alternano in questo affresco narrativo che si dispiega lungo tre decenni. Per raccontare, in un raffinato e incalzante gioco di specchi, due famiglie ostaggio dei sentimenti e dell’inesorabile scorrere del tempo.


Cari lettori, ho letto per voi “La città dei destini intrecciati” di Kathy Mahood, pubblicato da DeA Planeta.
Esordisco subito dicendovi che non è stato assolutamente come me lo aspettavo. Avevo immaginato molti intrecci tra i vari personaggi ma in realtà la storia si è rivelata molto più poetica e sofisticata del previsto.
I protagonisti sono quattro, due coppie: una formata da John e Stella, l’altra da Charlie e Beth. Tutti e quattro vivono storie diverse, eppure simili sotto molti punti di vista. John è uno studioso, uno scienziato che lavora a un progetto che è tutta la sua vita. Stella è una ragazza piena di aspettative per il suo futuro accademico. Charlie è un uomo affascinante e affabulatore che lavora nell’editoria e Beth una giovane donna determinata, disposta a sfidare tutti per l’amore che prova per Charlie.
Sembrano esserci tutti i numeri per due belle storie felici. In realtà la vita riserverà loro difficoltà apparentemente insormontabili.
Le relazioni di coppia non sono mai facili, spesso forze più grandi di noi si mettono in mezzo per metterci alla prova. Altre volte siamo noi stessi a creare situazioni irreparabili e a creare ferite insanabili.
Questo libro ci parla dell’amore e delle varie forme che assume nel tempo. Dall’amore spensierato e giovanile, a quello adulto, a quello fedifrago, all’amore per i figli e quello per se stessi.
Tutti i personaggi in questione si troveranno a dover affrontare il proprio io e il proprio partner, a mettere tutto in discussione e prendere decisioni difficili.
Inconsapevolmente sono legati, John e Stella, Charlie e Beth. Si incrociano senza mai sfiorarsi del tutto.

“Dal punto in cui si trovava, Charlie avvertì l’immensa vastità della propria insignificanza dentro la città: il minuscolo ingranaggio di un macchinario che gli sarebbe sopravvissuto per molto tempo. Si chinò, strinse le dita attorno a un ciuffo d’erba e lo strappò. Sapeva di terra e di pioggia. Io sono parte di tutto questo. Chiuse gli occhi ma l’immagine arrivò lo stesso: vetri infranti, un vortice di luci, una mano bianca nel buio.”

Difficile spiegare cosa mi ha trasmesso questa storia. Sicuramente mi ha fatto riflettere sulle difficoltà che si incontrano e come affrontarle: la forza di John e Stella, impegnati in una battaglia che sembra persa, Charlie che lotta contro se stesso e Beth che mette sua figlia al primo posto nonostante tutto.
La narrazione è complessa, si passa spesso da un personaggio all’altro per analogia, come se ci trovassimo in un film. Lo stile linguistico vanta un registro molto elevato che trasforma spesso una semplice frase in qualcosa di poetico. Allo stesso tempo però è diretto e incisivo, senza troppi fronzoli. Questo modo di scrivere fa arrivare ancora più dirette le emozioni, come una freccia scoccata con forza.

“Mentre il bambino si muoveva dentro di lei, Stella comprese che stava diventando molte versioni di sé: madre, figlia, moglie, donna. Quando non c’era nessuno a guardarla, rivestiva tutti quei ruoli insieme: proprio come la luce, che quando non è osservata è onda e particella, o come il povero vecchio gatto di Schrödinger, contemporaneamente vivo e non vivo. E quando invece le persone la guardavano assumeva una forma o un’altra, pensò, determinata in un istante dall’osservazione altrui, come accadeva alla luce o allo sfortunato felino.”

L’originalità del romanzo sta proprio nella storia che, come ho già detto, mi aspettavo molto diversa, e alla metafora che avvolge tutto il libro: le particelle entangled.
È un concetto molto difficile da comprendere, ma che descrive perfettamente la storia dei protagonisti.

“Come avveniva che due particelle diventassero entangled, ovvero intrecciate, connesse, e perché si comportavano proprio in quel modo? Che cos’era la famosa “spettrale azione a distanza” e come poteva essere spiegata?”

L’unica cosa che per me ha stonato un po', è stata l’ultima parte che riguarda le figlie delle due coppie. Ho compreso lo scopo, ma l’ho trovato un escamotage poco convincente. La parte finale del libro, a mio avviso, non regge il confronto con tutto il resto.
Tuttavia è un libro che fa riflettere su molte cose ed è originale sotto vari punti di vista.
Lo consiglio sicuramente a tutti, soprattutto a chi vuole leggere delle storie d’amore e di coppia più realistiche e profonde rispetto alla maggior parte dei romanzi che offre il mercato.


«L’entanglement quantistico, a quanto pare, è un buon modo per parlare di matrimonio– e questo mi ha chiesto John di dirlo– perché quando due particelle diventano entangled, ovvero si intrecciano, rimangono collegate anche quando sono lontane l’una dall’altra. Einstein la definiva “spettrale azione a distanza” perché nemmeno lui era in grado di spiegare perché accade. Amare una persona e starci insieme è un po’ la stessa cosa. Richiede un pizzico di mistero: la sensibilità che si dimostra verso l’altro anche quando non c’è nessuna forza visibile a obbligarci; anche quando può sembrare uno sforzo ingrato o senza speranza. Perché porta a dei risultati, anche se non sappiamo bene perché.»

Buona Lettura.


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