BLOGTOUR - RECENSIONE + GIVEAWAY - "Il Leone di Roma" di Adele Vieri Castellano


Titolo: Il leone di Roma (Roma 50 d.C.)
Autrice: Adele Vieri Castellano
Editore: Amazon Publishing
Genere: Romance Storico
Formato: ebook / cartaceo / KU
Prezzo:   3,99  € /  9,99 € 
Data pubblicazione: 26 settembre 2017
Protagonisti: Massimo Valerio Messalla
Pagine: 501

Pagina autrice
Gruppo autrice
Booktrailer

Serie: Roma Caput Mundi
Roma 40 d.C. Destino d’amore ( 31 Maggio 2012)
Roma 42 d.C. Cuore Nemico ( 31 Gennaio 2013)
Roma 39 d.C. Marco Quinto Rufo ( 27 Giugno 2013)
Roma 46 d.C. Vendetta ( 26 Giugno 2015)
Roma 50 d.C. Il leone di Roma ( 26 settembre 2017)


Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri. Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata. Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il leone di Roma, ama e vuole proteggere…


Adele Vieri Castellano è nata a metà degli anni Sessanta e, dopo un lungo periodo in Francia, è tornata a Milano, dove ora vive con tre gatti e un computer portatile. È sempre molto impegnata tra editing, traduzioni e romanzi, ma riesce a trovare il tempo per le amiche, perché senza di loro il suo sogno non si sarebbe mai realizzato. Per Leggereditore ha pubblicato Roma 40 d.C. Destino d’amore, Roma 39 d.C. Marco Quinto Rufo, Roma 42 d.C. Cuore Nemico, Il gioco dell’inganno e Il canto del deserto. Sono seguiti Roma 46 d.C Vendetta, La tormenta, La legge del lupo e altre storie, La musica del cuore (AVC Historiae) e Implacabile e NutriMenti (Emma Books).


Cari lettori torno da voi con un romance storico! 
Con questa recensione vi parlo di, niente di meno che, Il leone di Roma (Roma 50 d.C.) di Adele Vieri Castellano, quinto volume della serie Roma Caput Mundi. Non vi fate spaventare dal numero di volumi che compongono la serie, Il leone di Roma può essere letto indipendentemente dagli altri, anche se io vi consiglio comunque la lettura di tutti. Se questo sarà il primo della serie che leggerete, probabilmente vorrete conoscere meglio alcuni personaggi, che qui vengono solo citati, come Marco Quinto Rufo e Aquilato. Se vi verrà voglia di approfondire la loro conoscenza, li troverete protagonisti negli altri volumi della serie. 


Ma torniamo a noi e al nostro leone. Il protagonista è Massimo Valerio Messalla, un eroe di Roma, noto per la sua appartenenza alla dinastia dei Valeri e per le sue prodezze in battaglia. È temuto e stimato da tutti, soprattutto dai suoi soldati. Un uomo tutto d’un pezzo che, da ragazzo scapestrato e in cerca di emozioni forti, si è trasformato in un uomo fermo, duro e dal cuore di ghiaccio. Ma Massimo non è un rude combattente, è colto e appassionato di letteratura e astronomia, è aristocratico, elegante, affascinante e dagli occhi più azzurri che si siano mai visti. Le cicatrici che solcano il suo viso e il suo corpo lo rendono un uomo vissuto, conoscitore del mondo, del dolore e della sofferenza. Ma più profonde di quelle corporee, sono le cicatrici del cuore che ancora fanno male.

“A un tratto si rese conto che non l’aveva mai baciata sul serio, nemmeno quella prima notte, perché le lupe non si baciano e le amanti non lo chiedono. Per questo si era dimenticato del valore di un bacio, qualcosa di molto intimo, molto più di una penetrazione. Un bacio viene concesso, donato. È uno scambio di voglia, languore, intimità, è conoscere attraverso il tatto, l’olfatto.”

La protagonista femminile è Ottavia Lenate, una giovane donna aristocratica che ha un segreto: l’amore per la conoscenza. La sua più grande passione sono i libri, la letteratura, la matematica e la scienza. È pratica anche di medicina, infatti è solita preparare e utilizzare unguenti curativi. La sua è una figura particolare, è una donna che per l’amore del sapere farebbe qualsiasi cosa, è testarda e determinata. I suoi capelli scuri e ricci faticano a restare in ordine e i suoi occhi grigi ,come l’acciaio di un gladio, sprizzano intelligenza e scintille di vitalità. Due personaggi che per un motivo o per un altro non pensano minimamente all’amore romantico. Eppure verranno promessi l’un l’altro e, se all’inizio si opporranno a questo matrimonio, alla fine entrambi dovranno sottostare al volere dei loro padri.

“Massimo rimase impassibile. Suo padre voleva assicurare la discendenza della gens Valeria, ma lui non voleva tramandare nulla di sé.”

“Sperava di avere tempo e invece si sarebbe dovuta sposare. Con lui, l’ultimo uomo al mondo che la sua fervida immaginazione avrebbe potuto suggerirle. Massimo Valerio Messalla, che avrebbe potuto distruggerla per molto meno di un teorema di Pitagora o della quadratura del cerchio.”

Mentre Massimo e Ottavia cercano di conoscersi, i doveri di Messalla lo allontanano portandolo ad Alessandria, dove si nasconde un nemico, una seria minaccia che rischia di mettere in pericolo le loro vite. Non mi addentro nella descrizione della trama, anche se vorrei dirvi tantissime cose. Dovrete scoprire da soli cosa accadrà a Messalla e Ottavia. Vi posso dire però che oltre a loro, troviamo una serie di personaggi secondari davvero interessanti e ben caratterizzati, primi tra tutti il principe Germano Raganhar e Giulia Urgulania, che chi ha letto i precedenti volumi ha già avuto modo di conoscere. Inoltre ci sono una serie di aiutanti e antagonisti che arricchiscono la narrazione e la particolareggiano con i loro ruoli e le loro personalità.

Le ambientazioni sono a dir poco fantastiche, ci muoviamo tra Roma e Alessandria ripercorrendo le strade dei nostri avi e respirando le nostre origini, arrivando poi in un luogo esotico e lontano. Le descrizioni dei luoghi e degli ambienti sono così realistiche e suggestive che sembra di camminare per le vie dell’antica Roma o di guardare le stelle nel deserto egiziano. Immagino l’autrice come una incantatrice che con la sua penna, trasformata in bacchetta magica, riesce a evocare luoghi e tempi perduti con una maestria ineguagliabile. I suoi personaggi sono caratterizzati fin nel minimo dettaglio: fisico, psicologico ed emotivo. Conosciamo tutto di loro, le loro speranze, i loro timori, la loro storia. Chi si appresta a cominciare la serie Roma Caput Mundi con questo volume non avrà problemi a conoscere a fondo Messalla, poiché durante la narrazione vengono ricordati eventi del passato che forniscono tutte le informazioni necessarie. Assistiamo così ai cambiamenti di Messalla, alla nascita della sua sofferenza e della paura di amare. Capiamo perché è freddo e distaccato con Ottavia che, consapevole del fatto che lui non riuscirà mai ad amarla, cerca di reprimere i suoi sentimenti.

“L’orologio ad acqua sgocciolava e lei contò la seconda vigilia, poi la terza e , a notte fonda, si stava ancora rigirando nel letto. Perché la vita doveva essere così crudele, perché si era infatuata di quell’uomo a cui non importava nulla di lei? Sospirò, in fondo glielo aveva detto: o tu o un’altra, non siamo innamorati, tu sei una donna e sarai la madre dei miei figli. Così semplice, così terribile come una sentenza.”

Il leone di Roma non ci parla solo di una storia d’amore, c’è azione, ci sono intrighi e tradimenti, tutto mescolato sapientemente per creare suspense e aspettativa. Altri sentimenti importanti fanno da pilastro a questo romanzo: la fiducia, la fratellanza e l’amicizia. L’amore romantico è trattato molto realisticamente, considerando il periodo storico e la situazione. Ho apprezzato moltissimo questo aspetto,  anche il fatto che l’evoluzione di questo sentimento sia stato trattata con una certa lentezza, perché rispecchia perfettamente il contesto e i personaggi interessati. La scrittura della Castellano è fluida, corretta, evocativa e suggestiva. La narrazione in terza persona è fondamentale per comprendere a pieno tutta la storia, i personaggi, e per avere una visione a tutto tondo. È impossibile non rimanere coinvolti, non appassionarsi e non immedesimarsi. È anche impossibile non apprezzare tutti personaggi, anche quelli negativi che, comunque, hanno un proprio ruolo importante. A tratti la storia raggiunge alti picchi di intensità, in altri ci avvolge in un’atmosfera trasognante o ci porta sul campo di battaglia. Siamo completamente alla mercé delle parole che leggiamo e non ci si riesce a staccare dalle pagine. La storia è arricchita da piccoli particolari, a cui fare attenzione durante la lettura e dalla presenza di un vero leone Antares, che ho voluto interpretare come la trasposizione dell’animo di Messalla.


Seguo quest’autrice da molto tempo e non ha mai deluso le mie aspettative. Pensando a lei mi viene in mente subito la parola magia, perché leggendo è come se fossimo sotto incantesimo, completamente incantate dalla sua penna, dalle sue storie e ambientazioni. La ricerca che c’è dietro questo libro, come negli altri, è evidente e molto approfondita. Gli usi e i costumi della civiltà romana sono descritti alla perfezione e riusciamo senza difficoltà a viaggiare nel tempo e nello spazio con la nostra mente. Inoltre alla fine di ogni libro della serie, compreso questo volume, c’è un glossario, che ci spiega parole che l’autrice ha lasciato in latino per meglio rendere l’idea, oltre che i personaggi, richiami o divinità, insomma tutto quello che può essere utile per comprendere meglio i riferimenti storici. Vi consiglio seriamente di leggere questo libro, che vale un pieno 5/5, e in generale questa autrice, se non la conoscete.

Buona lettura!





Nome completo: Massimo Lucio Valerio Messalla
Nato a Roma il 1 agosto del 20 d.C., giorno della festa di Marte Ultore, lo stesso giorno di nascita dell’imperatore Claudio
Gens: Valeria 
Padre: Gaio Valerio Messalla - Madre: Lucia Aurelia 
Capelli: neri
Occhi: azzurri
Segni particolari: cicatrice sulla guancia sinistra
Colore preferito: giallo
Metallo: quello del suo gladio
Portafortuna: un sesterzio d’argento
Ascendente: scorpione

Nato a mezzogiorno in punto il 1 agosto in una villa sul Celio nel momento più caldo dell’estate, quando il sole elargisce a piene mani il suo calore e la spinta vitale. In lui coesistono forza, coraggio, generosità. 
Magnanimo, espansivo, con un’apparente sicurezza che in realtà non corrisponde alla sua realtà interiore, più ostentata che vissuta. Possiede una natura indipendente, dice sempre quello che pensa anche se, nel farlo, può tradire una certa condiscendenza e superiorità. Ma in lui anche la superiorità è un pregio: gli consente di restare fermo, deciso, poco influenzabile. 
Fin dalla fanciullezza ha dimostrato una propensione alla filosofia, ha studiato retorica e diritto, è entrato a otto anni nel collegio dei Salii, uno dei collegi sacerdotali più importanti di Roma dedicato al Dio Marte. Si racconta che un giorno ognuno dei piccoli sacerdoti avesse lanciato, durante un rito, una ghirlanda di fiori sull'ara di Marte: solo la sua si posò sul capo del dio, le altre finirono a terra. 
A quindici anni assume la toga virile e si fidanza con Domizia, il suo grande amore.
È un uomo dotato di una forte carica seduttiva, è conscio del potere della propria bellezza ma non la usa mai come arma o per sfruttare. Conquista con un mix di inestricabile fascino interiore ed esteriore. Brillante, carismatico, provocatore; dotato di un’intelligenza spiccata e di memoria eidetica, è nato per brillare in qualsiasi campo venga messo alla prova. Possiede un cuore generoso e la consapevolezza del proprio valore, sa di appartenere a una stirpe di uomini gloriosi, è cosciente della natura divina racchiusa in sé e in ogni essere umano.
Marte è il suo protettore e lui è altrettanto volitivo, la fiamma del suo coraggio arde vivace, è impulsivo, passionale e istintivo ma nel fondo del suo cuore è tenero, fedele e ama profondamente, tanto che pensa di averlo fatto una sola volta nella vita. 
Corre dei rischi, la sua vitalità viene dall’istinto e dal coraggio. L’istinto non è guidato dall’intelletto e il coraggio viene dalla sua generosità e dal fuoco che arde in lui. Non gli importa di correre dei rischi e la vitalità lo spinge ad accelerare i tempi, a “bruciare” le tappe. Ma in lui c’è anche un lato riflessivo, meditativo anche se il suo segno zodiacale è quello del comando: assume le proprie responsabilità ed è un punto di riferimento per i suoi legionari. 
Ama il giorno, il sole, la luce, ma la notte è sua sorella e considera le stelle compagne inseparabili della sua esistenza.
Profondamente legato alla famiglia, a causa dal forte rispetto che ha verso i valori tradizionali, Roma e i genitori, soprattutto il padre, visto che ha perso la madre in giovane età. Il rapporto con Gaio Valerio, anche se un tempo è stato conflittuale, ora è improntato su basi solide poiché ne rispetta l’autorità.
Dentro di sé dice: “Io amo per sempre” e quel sentimento è legato indissolubilmente alla sessualità, a causa della forte carica vitale che palpita in lui. È un esteta, guarda alla bellezza e all’eleganza in ogni campo. È fedele: una volta fatta la sua scelta, vivrà con la persona che ama e con lei crescerà i suoi figli, desiderati, curati, protetti.

Nome completo: Ottavia Lenate
Nata a Roma il 19 febbraio del 32 d.C., 
Gens: Ottavia 
Padre: Manlio Ottavio Lenate - Madre: Sergia Lenate appartenente alla gens Sergia 
Fratello: Lucio Ottavio Lenate
Capelli: Castani con riflessi rossastri
Occhi: grigi
Segni particolari: nessuno
Colore preferito: azzurro, come le cinque acquemarine del bracciale di sua madre
Metallo: oro
Portafortuna: un sesterzio d’argento
Ascendente: Vergine


Il segno degli ideali umanitari, della fratellanza. Gli Acquari cercano sempre di migliorare la vita di chiunque, Ottavia non sarà da meno. Il suo potere proviene dall'intelletto, talvolta è distaccata, impersonale, ma crede nella giustizia e nelle tradizioni. Ha un grande bisogno di libertà, non le piace sottostare alle regole anche se, avendo un profondo senso di rispetto verso gli avi e l’autorità del pater familias, rispetterà sempre le leggi di Roma. 

È estremamente intelligente, analitica, curiosa. Le sue doti intellettuali potrebbero fare di lei uno scienziato, se non fosse nata donna. Le piace imparare e apprende facilmente, al contrario del fratello che però non l’ha mai contrastata. È affidabile, precisa, pronta a dare consigli con realismo e buon senso chiunque glielo chieda. 

Ottavia, nella sua semplicità, è eccentrica, sorprendente, passionale ma grazie al suo ascendente, la Vergine, è introversa e riflessiva.

Ama il blu, il colore del cielo e delle pietre che indossa, il bracciale appartenuto alla madre morta nel darla alla luce. Il colore rappresenta la spiritualità del suo segno. Ama studiare le stelle, è interessata ai miti antichi e solo in apparenza è timida e remissiva: in realtà è una ribelle, capace di porsi spesso mete al di là della sua portata. Per questo affronta il quotidiano con una vena innovativa, idealista. È conscia della realtà, considera le cose che accadono con certo distacco e questo le dà la possibilità di valutare con spirito critico qualsiasi avvenimento.

Il suo ragionamento, di solito, si poggia su basi concrete e in lei processi mentali ed emotivi s'intrecciano strettamente. Ciò la porta spesso a rimanere sola, a essere incompresa dalla famiglia. 

Ama la precisione, la matematica, ha ottime doti tecniche, è una perfezionista che sa stare da sola e trovare in se stessa la forza per resistere alle avversità. Padre e fratello hanno sempre pensato a lei come a una fanciulla un po’ troppo originale, per questo l’hanno tenuta a freno in tutti i modi, senza concederle quella libertà che per Ottavia è l’esigenza primaria per vivere appieno la sua vita. 

Quando non si sente amata e compresa soffre molto, ma in ogni caso, anche nelle avversità, è capace di trovare la risolutezza per andare avanti perché il passato le serve come esperienza di vita. 

Il suo temperamento la spinge a desiderare di dominare i sensi e l'erotismo; quest'ultimo ha uno sfondo cerebrale, un atteggiamento quasi distaccato o riservato ma quando scoprirà l’amore, sarà capace di profondi sentimenti. Non accetta tradimenti da parte di chi la ama o la delude, può tenere il broncio per molto tempo.

Ottavia non è gelosa, questo sentimento è vissuto come una costrizione assoluta alla propria e altrui libertà ma lei stessa è gelosa, anche se vorrebbe morire piuttosto che ammetterlo; l’amicizia non la concede a tutti, le sue amicizie sono rare e molto ponderate, sentite.
In certi casi dimostra un distacco che sembra anche disprezzo assoluto per le opinioni degli altri, un'indifferenza che a volte può essere scambiata per alterigia, ma è solo apparenza, dovuta alla sua interiorità. 

Al buon senso della Vergine abbina la capacità tipica dell’Acquario di andare oltre le regole, per trovare soluzioni inedite: un mix vincente in tantissime situazioni, che nella sua vita imparerà a sfruttare appieno.

È piena di interessi, adora viaggiare e scoprire il mondo, non può fare a meno della lettura e sarà proprio quest'ultima a farle scoprire l'amore...


GIVEAWAY SULLA PAGINA

OPINIONI LIBROSE

Commenti

  1. Grazie di cuore per la bella recensione Kaori! Un abbraccio al blog e buone letture a tutte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per regalarci sempre bellissime storie ed emozioni. Leggerti è sempre un piacere.

      Elimina
  2. WOW bella la sinossi e splendida recensione !!! Grazie

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

RECENSIONE - "Io sono mio fratello" di Giorgio Panariello

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Le parole che ho trovato per te" di Alessio Tavino

RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Io non ti lascio solo" di Gianluca Antoni