RECENSIONE - "Cavie" di Liliana Marchesi

Titolo: Cavie
Autore: Liliana Marchesi
Editore: La Corte editore
Genere: Fantasy
Prezzo e-book: € 7,99
Prezzo cartaceo: € 15,90
Data pubblicazione: 29 Agosto 2019
Pagine: 205
Serie: autoconclusivo

ORDER


Ti svegli e ti ritrovi dentro una bara di vetro.Non sai come né perché sei lì.Devi solo sopravvivere.L’esperimento è appena iniziato.

Cora si risveglia all’interno di una teca di cristallo. Non sa dove si trova, come sia finita lì dentro, e soprattutto non ne capisce il perché.
Ma non è sola.
Con lei ad affrontare lo stesso incubo c’è Kurtis, un ex soldato che sembra essersi risvegliato poco prima e che, come lei, sembra non ricordare nulla. Hanno tutti e due degli strani tatuaggi sul braccio e ben presto capiranno di essere finiti in un labirinto di prove al limite della sopravvivenza, e che avranno bisogno l’uno dell’altra per superarle.
E mentre poco alla volta i ricordi iniziano a riaffiorare, e scomode verità a emergere, dovranno dare fondo a tutte le loro abilità e a ogni goccia del loro coraggio per poter sopravvivere al folle esperimento in cui sono stati catapultati. E scoprire quali segreti si celino dietro quello che viene chiamato “Progetto Pentagono”.



Liliana Marchesi

è nata nel 1983 e vive a Caravaggio in provincia di Bergamo con il marito e due figli.
Fondatrice di leggeredistopico.com, il primo sito italiano dedicato al genere, è anche curatrice di diverse rubriche dispotiche sul web.
Cavie è il suo primo romanzo con La Corte Editore.

Buongiorno a tutti, voglio parlarvi di "Cavie" di Liliana Marchesi, edito da La Corte Editore che mi ha fornito il file per la lettura. 
Un libro che si legge in pochissimo tempo perché gli eventi si susseguono veloci e la voglia di svelare gli enigmi rende impossibile sospendere la lettura.

Cora si risveglia, letteralmente, riprende coscienza della propria condizione e rientra in possesso del proprio corpo, prima tramite le sensazioni e poi nei movimenti.
Ciò che l'aspetta è l'ignoto.
Non ha ricordi, non ha cognizione del luogo dove si trova e non sa che cosa l'aspetta.

"E17C1983 
Guardo quei numeri e vengo travolta da un fiume di ricordi. Come tante stelle cadenti, piccoli frammenti della mia vita attraversano l’oscurità che regna nella mia memoria. Cerco di afferrarle, ma alcune sono così veloci che a malapena le vedo."

L'unico punto di riferimento è un perfetto estraneo Kurtis che, come lei, sembra nella sua stessa situazione. A dividere i due personaggi c'è un particolare: Kurtis è abituato a ragionare sulla base degli indizi che coglie, mentre Cora sembra un pesciolino fuor d'acqua.

"Cosa possono avere in comune un ex-soldato, con un passato da piantagrane, e una ragazza con una malattia sconosciuta? Ma soprattutto, che fine hanno fatto i sintomi della mia malattia?"

Questo dettaglio è alquanto strano e porta a una prima domanda: sono entrambi vittime oppure uno dei due è il carnefice?

"Qualsiasi cosa sia successa, sarà andandocene da qui che potremo scoprirlo.» Dal volto di Kurtis traspare un velo di compiacimento per essere riuscito a farmi ragionare. Ma sento che nel suo silenzio si nasconde qualcos’altro, qualcosa che non riesco a cogliere."

In un insieme di prove, pericoli e costanti incognite i due trovano risposte sempre più chiare alle mille domande che si fanno.
La necessità di supportarsi e la fiducia che nasce mano a mano, danno vita a un intrigato sentimento che va oltre la complicità e a cui nessuno dei due osa dare un nome.

"Poi all’improvviso una mano mi sfiora la guancia. Sono terrorizzata al pensiero che si tratti di Alfa. Ho paura di scoprire cosa sia successo a Kurtis. Poi un volto si accosta al mio. Due labbra morbide mi accarezzano la pelle. Una voce spezzata si arrampica lungo una gola ansante per regalarmi le parole che placano i miei tremori. «Non allontanarti mai più da me.»"

Considerazioni


Un libro dispotico che ci porta nel futuro più nero e crudele che si possa profilare. L'autrice ha creato, con un tocco di sadismo, una situazione  surreale che mescola scienza, follia, tradimenti e istinto di autoconservazione.

Io adoro queste ambientazioni apocalittiche che mettono a dura prova i personaggi. L'atmosfera in cui mi sono trovata con Cavie è equiparabile a quella de "L'ombra dello scorpione di Stephen King" - un libro che amo - e a quelle del manga Ken il guerriero
L'avidità dell'uomo che sfocia in gravi violenze e scelte scellerate che vanno oltre la ragione.

La narrazione è in prima persona e i pov si alternano permettendo al lettore di avere un punto di osservazione privilegiato. Sentimenti, paure, azioni e ricordi appaiono netti e chiari come se fossero vissuti direttamente. I dubbi dei protagonisti sembrano nascere nella mente del lettore che, a sua volta, raccoglie i pochi indizi e si trova a formulare supposizioni che nascono dopo un ragionamento o grazie a un'avvenimento.
Questa cosa è fantastica perché oltre a leggere si ha davvero la sensazione di vivere le tante vicissitudini.

Molto interessante la percezione sensoriale che si crea e che fa provare sintonia con quanto si legge. 
L'autrice ha creato qualcosa di molto bello sia dal punto di vista psicologico che da quello suggestivo.

Con questo libro si apre il sipario su uno scenario particolare che ha il suo finale ma che non conclude la storia. Immagino, e spero, che a Cavie faranno seguito altri capitoli perché tante domande restano senza risposta.
Altra cosa che ho apprezzato sono la correzione e l'editing che risultano perfetti.
Per tutti questi motivi faccio i complimenti a Liliana Marchesi e alla CE.

Non mi resta che consigliarlo ai lettori a cui piace il genere fantasy ma anche a chi cerca storie intense dove l'ignoto è tutto da scoprire.

Buona lettura!
Monica S.

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