RECENSIONE "Alamari Rossi" di Federico Maria Rivalta

Titolo:  Alamari Rossi
Autore: Federico Maria Rivalta
Editore:  Amazon Publishing
Genere:  Giallo/thriller
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo:   4,99   €/  9,99  €
Data pubblicazione: 12 maggio 2020
Pagine: 283
Serie: Riccardo Ranieri #10
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Tra eroismo e indolenza, sospetti e rivalità, niente è come sembra nel nuovo caso di Riccardo Ranieri
L’ultima cosa che la procuratrice Giulia Dal Nero e il commissario Baldan avrebbero voluto era infilarsi in una faida con l’Arma dei Carabinieri. E quando anche il cronista Riccardo Ranieri comincia a ventilare che quella che a prima vista sembrava una rapina finita male in realtà nasconde qualcosa di più, la situazione si complica ulteriormente. Tutto ha inizio in una sera d’autunno, quando il maresciallo Carmine Manfredi e il carabiniere Federico Mancini ricevono la segnalazione di una rapina in corso in una villa di Torreglia. A partire da lì tutto precipita, tra sospetti e false piste. A indagare, oltre alla procuratrice e allo scorbutico commissario affiancato dalla sua squadra squinternata, Riccardo, la collega Cristina Santi e Giuliana, la nuova e un po’ saccente stagista del Mattino di Padova. Con Alamari rossi Federico Maria Rivalta torna al giallo e affronta con il suo solito stile brillante temi importanti come l’onore e l’onere di indossare una divisa.


Federico Maria Rivalta è nato a Milano il 24 maggio 1959. Risiede in Veneto, sui Colli Euganei, da circa quindici anni. Ha pubblicato per Amazon Publishing Un ristretto in tazza grande, Come tracce sulla sabbia, Il segno mancante, Passi di tango in riva al mare, Il pasto dell’iguana, Inferno e paradiso chiavi in mano, Il labirinto dei vizi capitali, La primavera della mantide e Tra uragani e stelle, raggiungendo ogni volta la vetta delle classifiche di vendita di Amazon e vendendo più di duecentomila copie.

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di Alamari Rossi, l’ultima opera di Federico Maria Rivalta, edito da Amazon Publishing, un romanzo che vi avvolgerà in mille spire.
Come sempre parto con la copertina dove si vede una tazzina di caffè spaccata da un proiettile. Di primo acchito potrebbe sembrare poco attinente all’intera trama, ma se si entra nel vivo del romanzo si capisce la scelta dell’immagine.
Con questa opera l’autore torna a raccontare le azioni di Riccardo Ranieri, un giornalista freelance, compagno di vita della procuratrice Giulia Dal Nero. È, infatti, il decimo volume dedicato a questo personaggio anche se ogni romanzo è a sé stante e autoconclusivo.
Non entro nel merito della trama già esposta, ma vi posso dire che l’intreccio creato è molto intrigante. Si sa, tra Polizia e Arma dei Carabinieri oltre a una sana collaborazione esiste sempre un po’ di competitività, ma cosa accade se è proprio l’Arma adessere invischiata in un brutto fatto di cronaca? Personalmente non sapevo che in questi casi a indagare è chiamata la Polizia (e viceversa).
A mescolare meglio le carte arrivano anche i giornalisti, in particolare il protagonista, che non si tira mai indietro e che ha un fiuto innato nel mettere insieme i vari tasselli e trovarsi nei guai.
L’autore non si limita a disseminare qui e là dettagli che intrigano il lettore facendolo sostituire agli inquirenti. Esistono false piste, persone che appaiono e scompaiono, ritornano assieme a particolari per menti fini. Quali? Quelle dei lettori navigati di gialli, sicuramente.

La presenza di tanti personaggi o comparse a volte mi ha fatto confondere, trovando difficoltà a collocarli di volta in volta nei loro ruoli, tuttavia, una cosa balza subito all’occhio: dietro a tutto ciò che è accaduto c’è un complotto. Qualcuno di importante non vuole far venire a galla la verità.
Un vero grattacapo per i procuratori e i poliziotti, ma anche per Riccardo Ranieri che segue da vicino le indagini per il giornale nel quale lavora, soprattutto di fronte a testimonianze tutte da verificare. E se qualcuna fosse stata comprata? Se l’inchiesta fosse disseminata di false prove?
Tra più vittime nel corso della storia e non molti colpi di scena se non nel finale, le situazioni descritte dall’autore sono molto realistiche. Sebbene in  un primo momento io abbia trovato lento il racconto dei fatti tanto da essere nel dubbio se apprezzare o meno questa scelta, devo ammettere che Rivalta si è semplicemente attenuto al mondo reale: mai indagini contorte si chiudono in fretta o con facilità, e trovo che questa sia una caratterizzazione molto interessante.
In tutto questo anche l’editing è molto curato, rendendo la lettura un vero piacere.
Consigliando questo romanzo agli amanti del genere, a chi adora arrancare e fare congetture “camminando” accanto ai poliziotti, vi lascio con un estratto che mi ha fatto riflettere molto e di cui ringrazio l’autore:

La divisa dei Carabinieri, quei curiosi pantaloni neri attraversati da due strisce di tessuto rosso,  quella giacca vecchio stile con assurdi alamari sui risvolti, è stata indossata da  uomini come Salvo D’Acquisto e tanti altri, centinaia, forse migliaia, che come lui hanno dato la vita per essa. Ma forse quegli eroi, entrati a pieno merito nella leggenda, non bastano a descrivere  il vero sentimento che anima chi fa parte di quel corpo.

Buona lettura!
Lya




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