RECENSIONE "Noi siamo i migliori" di Alfredo Cosco

Titolo: Noi siamo i migliori
Autore: Alfredo Cosco
Editore: Pubme – collana Io me lo leggo
Genere: storico
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo: 1,99 €/ 15,20 €
Data pubblicazione: 14 aprile 2020
Pagine: 273
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Ci sono saghe familiari oscurate dalla storia, dalla fortuna o dal destino; talvolta la loro conoscenza resta circoscritta in ambito locale o in studi storici specifici, mentre, a ben guardare, nascondono un'epica narrativa intensa e avvincente. Una di queste è l'epopea della famiglia Drengot, cinque fratelli che nel 1016, esiliati dalla Normandia e espropriati di tutti i beni, decisero di ricostruire da zero le loro fortune spostandosi nel meridione d'Italia. Ridotti a mercenari predoni, decimati da dure sconfitte, nel giro di un ventennio riusciranno a divenire un elemento chiave per la vita politica e militare del Mezzogiorno. I Drengot, i migliori secondo l'etimologia del loro originario nome danese, ottenendo terre e titoli nobiliari faranno da apripista per la successiva emigrazione in massa dalla Normandia, quella che porterà nel volgere di un secolo alla costituzione del Regno normanno di Sicilia con la dinastia degli Altavilla.


Buongiorno lettori, oggi vi parlo di Noi siamo i migliori di Alfredo Cosco, edito da Pubme nella sua collana Io me lo leggo, un romanzo storico che vi sorprenderà a poco a poco.
Parto sempre dalla cover che mostra soltanto un soldato vestito di maglia come era all’epoca, forse proprio un Drengot, chi lo sa? Nella miriade di fatti che accadono lungo tutto il romanzo, trovo che questa copertina sia proprio azzeccata proprio perché non regala troppi dettagli.
Premetto che recensirlo mi resta un po’ difficoltoso perché non si può raccontare neppure brevemente cosa è successo nei ventisette anni di vicende narrate, perché questi eventi, per quanto romanzati e con l’aggiunta di qualche personaggio fantasioso, fanno parte della storia del meridione italiano. Uno spaccato di vita e di passato che non vengono raccontati a scuola, ma che ammaliano.
Tutto comincia nel 1016 nel nord della Francia, in Normandia, quando i cinque fratelli Drengot per colpa di attriti con il duca del posto, perdono tutti i propri possedimenti. Osmond e Gilbert sono i più anziani, poi ci sono Rudolf e Rainulf, mentre Ansketil è il più giovane, ma dimostra subito di essere il più saggio. Obbligati ad abbandonare la terra che è sempre stata loro, è proprio il ragazzo a proporre di partire alla conquista di zone lontane nel sud Italia, molto fertili, dove ricostruire il futuro. In poche, settimane, quindi, si forma una grande carovana. Prima della partenza, ai cinque fratelli si unisce Ubbert, una figura che ho molto amato: un ragazzino figlio illegittimo di un nobile, accolto come uno di famiglia.
Il lungo corteo di cavalli, carri, animali e famiglie dalla Francia arriva in Italia attraverso le Alpi, oltrepassando paesi e campagne fino a raggiungere la Puglia.
Le vicende si svolgono, infatti, proprio tra questa regione e la Campania, dove i Drengot si presentano come mercenari valorosi grazie alle capacità militari dei Normanni.
Anni di lotte, di alleanze, di intrighi e accordi segreti che lasciano il lettore stupito da tanta maestria, ma anche dalle capacità di trattativa a livello politico con i signori delle città, spesso in attrito tra loro. I Drengot sono davvero i migliori e sono molto più che combattenti: astuti, mediatori, diplomatici, coraggiosi, calcolatori, un misto di caratteristiche che consentono, per il solo loro intervento, a nobili del posto di salire al potere o di crollare.
Stupendo vedere come in un continuo altalenare di situazioni i Drengot riescano sempre a restare al centro degli eventi, ad allearsi, a dare il proprio appoggio, a scontrarsi fino a rischiare di morire per creare quel tesoro e quel potere che è stato loro tolto nella terra natia. Determinazione, forza e ingegno sono i punti cardini per raggiungere il proprio sogno, assieme alla prudenza.
I personaggi che si incontrano o le città menzionate sono così tanti che a volte si potrebbe far confusione, ma il bello di questo romanzo è proprio questo incastro di signori e destini, che al lettore potrebbe sembrare un mulinello irrefrenabile. Ma questa è semplicemente la meraviglia della Storia.
Un passato che i Drengot hanno in qualche modo diretto, anche se sono rimasti nascosti dalle cronache, lasciando il passo, verso il 1043, alla casata degli Hauteville, meglio conosciuta come Altavilla.

Aveva imparato, tra una battaglia campale e un assedio, a navigare nelle acque nere della politica in quello spicchio d’Italia; aveva incontrato Papi, duchi, principi e imperatori. Il vecchio cavaliere era ancora temuto per la sua astuzia e la risolutezza del suo carattere.

Considerazioni

Editing piuttosto curato, tra personaggi reali e inventati, l’autore, con uno stile semplice, è riuscito a farmi calare nel periodo e a lasciarmi di stucco per la miriade di accordi, di intrecci matrimoniali, di lealtà e anche tradimenti che erano tipici del tempo. Sono rimasta affascinata dalla determinazione di questa famiglia partita con il nulla in mano, ma con la ferrea volontà di crearsi una fortuna. Un sogno perseguito tra mille difficoltà fino a essere temuti e ammirati sia dai nemici sia dagli amici. Ma quello che mi ha colpito maggiormente è stata la diversità dei fratelli. Nell’unione che li ha sempre contraddistinti, sono state a mio avviso proprio le diverse attitudini la loro dote principale. Non solo la forza e l’astuzia, ma il non ritenersi mai uno migliore dell’altro, riconoscendo, invece, i propri limiti e chiedere aiuto in caso di necessità fino a compensarsi. Tale compattezza ha concesso ai Drengot (francesizzazione – come si legge nelle note finali - del cognome danese Trengr Gupr che si pronuncia “dreng godr”, che si traduce “gli uomini più valorosi”, “i più abili” e di qui i migliori) di riscattarsi e di emergere come clan. Un clan che ha aperto le porte all’intera conquista del sud da parte dei Normanni, e che ha sempre pensato al bene dei propri uomini, del popolo che lo ha seguito e inevitabilmente il mio pensiero è corso a quanti politici oggi non prendano ad esempio chi nella storia può essere un valido esempio di comando e gestione. Ma mi sono anche detta che, nel piccolo, i Drengot sono di esempio anche per le normali famiglie odierne, spesso divise per un nonnulla.
Un romanzo storico che consiglio a chi è appassionato di storia, a chi ama le saghe familiari, a chi vuole regalarsi momenti di relax scoprendo uno spicchio di quel passato che fa parte della vita della nostra nazione.
Buona lettura,
Lya




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