RECENSIONE "La libreria dove tutto è possibile" di Stephanie Butland

Titolo: La libreria dove tutto è possibile
Autrice: Stephany Butland – E. Valdè ( traduttrice)
Editore: Garzanti
Genere: Romance
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo: € 9.99 / 15,21
Data pubblicazione: 8 febbraio 2018
Protagonisti: Loveday – Nathan - Archie
Pagine: 316
Serie: Conclusivo
Pagina autrice
ORDER


Nel cuore di York,  c’è una libreria di libri di seconda mano. Il proprietario è Archie, uomo paffuto ed eccentrico. Con lui lavora Loveday, ragazza scontrosa e quasi asociale, che si trova a suo agio solo tra i suoi libri, immersa tra gli scaffali lontana dal mondo che sembra esserle indifferente. La sua vita passata, che viene narrata con dei flashback, la mostra bambina felice, in una casa in riva all’oceano, con i suoi genitori, una vita normale, colma di attenzioni per lei e di ricordi pieni di gioia e serenità. Rob è un giovane ricercatore universitario che è entrato nella sua vita qualche anno prima, ma Loveday ha subito capito la sua pericolosità e adesso continua a infastidirla, lei lo teme, ma sa anche come tenerlo a bada. Nella libreria un giorno entra anche Nathan, giovane poeta-mago, che con molta pazienza e molta cautela riesce a entrare nella sua vita protetta e sprangata che nasconde un segreto inenarrabile. Quando, tra i libri, che sta prendendo dalle scatole abbandonate sul
gradino della libreria per riporli sugli scaffali, trova alcuni libri appartenuti alla sua famiglia, Loveday scivola in una serie di ricordi dolorosi che svelano il segreto. Loveday preferisce sempre fuggire e nascondersi più che affrontare se stessa e il suo mondo spaventato e infelice e nelle sue fughe trascina tutti, ma chi la ama sa attendere e cercarla fino a trovarla.

Stephanie Butland è inglese, vive nel Northumberland, vicino al mare. Scrive i suoi romanzi nel suo studio immerso in un giardino rigoglioso. Sopravvissuta al cancro ha scritto il suo primo bestseller intitolato “Bha! To cancer” con il quale ha raggiunto la notorietà.


Ciao a tutti e a tutte! Oggi vorrei raccontarvi di questo romanzo che tratta un tema molto forte, ma con una leggerezza e una semplicità fino ad essere disarmante. Il racconto si svolge a York, in Inghilterra, la protagonista principale è Loveday, una ragazza di 21 anni che fa la libraia in una delle librerie di seconda mano della città. Introversa, chiusa in un bozzolo silenzioso e schivo, non fa avvicinare nessuno al suo cuore, esclude tutti, alzando barriere impenetrabili. Adora stare tra i libri, pieni di parole, ma senza suono e l’unica persona che sembra far breccia in questo vuoto è Archie, proprietario della libreria e suo capo. Uomo tarchiato, paffuto, pieno di soprese, aperto e gioviale, che l’ha accolta e si prende cura di lei. In libreria incontra Rob, giovane ricercatore universitario, con il quale inizia una relazione, che è solo sessuale per lei. Rob ha un problema di salute mentale e appare subito come un pericolo per la protagonista. Nella libreria arriva anche Nathan, giovane delicato, poeta e mago che ha la forza e la volontà per accettare Loveday e la sua bruciante modalità di relazionarsi.  I due hanno una relazione che lentamente sembra fare spazio nel cuore della ragazza, che però è sempre in protezione, chiusa a nascondere il segreto della sua vita passata, che viene svelato a piccoli assaggi solo al lettore. I personaggi, invece, scoprono la verità solo alla fine del romanzo.

“I libri trattano l’innamoramento e il desiderio ardente, i primi paci e le notti insieme. Perciò, non avevo mai pensato che potesse esserci una parte più piacevole, che entrare in intimità con lui fosse molto meglio delle sensazioni iniziali”


Il romanzo è scritto in prima persona, dalla voce della protagonista, che filtra tutto, dando il suo punto di vista intimo e personale sulla vicenda narrata. Con il lettore non è reticente, ma anzi lo coinvolge sempre, gli parla in tono diretto, lo inserisce costantemente, ma dandole lei le parole, gli spunti di riflessione.
 “Vi sembro esaurita? Mettetevi al posto mio e poi vediamo.”

I personaggi della storia, al contrario sono esclusi, non riescono mai ad entrare in lei, si sentono sempre e solo i pensieri di Loveday, il suo sguardo su di loro, il suo punto di vista che non lascia scampo, il filtro delle sue emozioni e del suo modo di percepire e vivere le emozioni e le situazioni. Si vive nel suo guscio e quando si scopre il motivo di tale scelta, non si può che soffrire con lei, si desidera aiutarla, darle la forza di venire fuori. Quando alla fine ci riesce ci si sente sollevati. La scrittura è scorrevole, veloce, senza intoppi, ricca di contraddizioni, come la protagonista. Si passa da similitudini con immagini di basso livello, anche sgraziate quando lei è arrabbiata o confusa, a similitudine ricercate, che ti aspetti da una grande lettrice come lei.

“Era come se le sue parole, invece di diffondersi nell’aria, cadessero dall’orlo del labbro inferiore, si lasciassero andare tra i miei capelli e scivolassero di lato per infilarsi nell’orecchio.”

Una sottile ironia pervade tutto il racconto e serve a dare una luce di sopportabilità a ciò che succede, come a rendere palese che la protagonista abbia scelto di vivere alla superficie di una vita dolorosa e spaventosa che bisogna nascondere sotto montagne di silenzi o di parole smunte e vuote. Nel romanzo ci sono delle poesie, l’unico mezzo usato dalla protagonista per esprimersi liberamente, attraverso di esse si svela la realtà che lei non riesce a pronunciare. I personaggi, come la protagonista sono descritti a brevi tratti, sappiamo poco di loro nel reale, ma molto della loro intimità, delle relazioni che intercorrono tra di loro, delle emozioni e di come lei, Loveday si sforzi di tenerli a “bada”, fuori da sé, ma anche di tenere sotto controllo se stessa, per non lasciarsi andare e non rischiare di soffrire di nuovo. Numerose le citazioni dai libri, addirittura tatuate sulla pelle della protagonista, ma anche i riferimenti letterari, i libri sono i veri protagonisti, la chiave di lettura del reale, la risposta all’incapacità di vivere. L’autrice conduce lentamente la storia, intreccia fili e racconti e sei subito in media res, conosci i personaggi, sai cosa aspettarti da loro, perché la protagonista cerca di prevedere ogni opzione possibile, ma non riesce a controllare tutto come vorrebbe, quella nota d’imprevisto ti spiazza, ma placa la paura, perché le cose, sembrano prendere una piega migliore, sembrano dare una via di scampo. Il tema trattato è molto delicato, ma l’autrice lo presenta con maestria, mostrando gli effetti devastanti di certe esperienze sull’animo dei bambini e sul loro futuro di uomini. Consiglierei il libro a chi ama le storie introspettive e l’idea di immergersi in un mondo di libri.

Buona Lettura!!!




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