RECENSIONE - "La poesia dell'anima" di Patrisha Mar

TITOLO: La poesia dell'anima 
AUTORE: Patrisha Mar
EDITORE: Newton Compton Editori
GENERE: Romanzo Contemporaneo 
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 Febbraio 2017
PREZZO EBOOK: € 0,99
PAGINE: 240
SERIE: autoconclusivo

Giulio Dante è un giovane meccanico che vive ad Ancona, ha una passione segreta per la poesia e fa da padre al fratello Tommaso, che ha la sindrome di Down. Nella sua vita non c’è posto per l’amore, ma solo per avventure mordi e fuggi. Solo che Giulio non ha fatto i conti con il destino: sarà proprio una delle sue “avventure”, infatti, la prorompente Dafne, a presentargli Anna Prete, futura impiegata dell’officina. Chissà se il loro rapporto resterà puramente professionale… Una storia d’amore delicata e romantica, in cui i protagonisti sono alla ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo. Sentimenti, voglia di riscatto, rimpianti, equivoci, paura, amicizia e amore: gli ingredienti perfetti per un romanzo che punta dritto al cuore.


Patrisha Mar
Vive ad Ancona con il marito e la figlia. Le sue grandi passioni sono da sempre la scrittura e la lettura. Non esce di casa senza un libro nella borsa. Adora la pizza, la cioccolata fondente, Superman, i period drama e le commedie romantiche americane. La Newton Compton ha pubblicato La mia eccezione sei tu, Ti ho incontrato quasi per caso e Apri i tuoi occhi.


È sabato sera e io, alle 23 con il sottofondo di Sanremo, sto per parlarvi di un libro che mi ha regalato tante emozioni. Si tratta di “La poesia dell’anima” di Patrisha Mar, edito dalla Newton Compton Editore.

I protagonisti sono Giulio, Anna e Tommaso

Giulio è un meccanico, un bell’uomo che attrae le donne grazie al suo fisico prestante e al fascino che emana. Un playboy che cerca solo avventure senza impegno perché la sua vita è concentrata e incentrata a prendersi cura della persona più importante che esista, l’unica che per lui conti qualcosa, si tratta del suo fratellino Tommaso. Nella sua anima però cela dei segreti e dei dubbi che non ha mai rivelato a nessuno.

“Già, perché Anna era bella, di una bellezza che le nasceva da dentro, quella stessa bellezza che Giulio aveva imparato a cogliere e ad apprezzare proprio con Tommaso. Ed ecco perché Tommaso e Anna erano diventati amici. Perché si capivano, perché erano entrambi puri. Lui non sarebbe mai potuto essere come loro, era la negazione di quella purezza di spirito. Era il cancro che la sporcava.”

Tommaso è un giovane uomo di 22 anni, ha la sindrome di Down. Un ragazzo semplice e al contempo complicato, fragile ma anche forte, la sua semplicità è la sua forza e chi non si ferma all’apparenza scopre in lui una persona speciale da amare. Il suo desiderio di essere indipendente si scontra spesso con la necessità che ha suo fratello di tenerlo al sicuro e con i pregiudizi della gente.

“Provò una fitta di terribile solitudine, una di quelle che a volte aveva quando pensava che la vita degli altri scorresse in maniera diversa dalla sua. Quando sentiva di poter dare tanto, ma di essere intrappolato in una gabbia che non aveva mai voluto, che non aveva costruito. A volte le gabbie uno se le ritrova intorno, e non c’è nessuna porta ad aprirle, nessuna chiave.
Si sistemò gli occhiali sul naso e allo scadere di un’ora esatta si alzò, per dirigersi verso la Seggiola del Papa: si sarebbe seduto tra gli scogli a guardare il mare, solo, ma di una solitudine cercata e non imposta. Perché Tommaso poteva almeno permettersi di scegliere quale solitudine vivere.”

A non fermarsi alle apparenze è Anna che va oltre l’aspetto e scopre il cuore di Tommaso, la sua grandezza e l’animo puro. Sotto molti aspetti sono similari, infatti condividono la bellezza interiore, il saper gustare le piccole gioie e il desiderio di vedere il bello delle cose senza però perdere di vista la realtà.

I tre personaggi formano uno strano gruppo: due fratelli, un datore di lavoro e l’impiegata, due amici e in fine una coppia.
Tommaso e Anna, che si incontrano per un puro caso, instaurano subito un rapporto di amicizia. I due condividono la bontà d’animo e questo permette a entrambi di conoscersi senza pregiudizi e di far nascere un sentimento puro che non conosce barriere. È grazie ad Anna che Tommaso si apre e ci racconta di lui, delle sue difficoltà ma soprattutto dei pregiudizi che vive. Barriere che esistono più nella mente e negli occhi di chi si ferma a osservare un volto diverso ma non si prende la briga di scoprirne l’anima e l’intelligenza.

«Non puoi vivere così, né far vivere lui in questo modo. Tommaso deve cercare di essere il più indipendente possibile, da te e da chiunque. Avere la sindrome di Down non significa essere stupidi, lo sai meglio di me, significa avere dei tempi diversi dagli altri, ma le necessità sono le stesse di tutti noi. Il desiderio di realizzarci, di essere indipendenti, liberi di poter essere ciò che vogliamo. E se per Tommaso la strada è in salita, questo non vuol dire che non voglia percorrerla».

Per Anna è meno facile capire Giulio, l’uomo è complicato, sfuggente e a volte un vero disgraziato con il suo freddo distacco. In realtà questa sua superficialità nasce dal suo bisogno e dalla voglia di libertà che le responsabilità e i sensi di colpa gli hanno tolto. Troppe cose gravano sulle sue spalle e troppi dubbi l’attendono nel futuro, il cuore che si nasconde dietro alla sua aria scanzonata è ferito, sentimentale e bisognoso di cure.

Considerazioni

È il primo libro di Patrisha che leggo, l’ambientazione italiana, il fatto che parli di persone normali che si possono incontrare tutti i giorni e il tema che ha deciso di inserire mi hanno subito incuriosita. Parto col dirvi che la delicatezza con cui affronta la sindrome di Down e il modo in cui riesce a dare voce a Tommaso è qualcosa di sconvolgente, che arriva a toccare le corde del cuore e porta a pensare. È una grande lezione che mi ha fatto riflettere e in alcuni casi anche vergognare perché si dà voce agli atteggiamenti che spesso si assumono. verso chi ci appare diverso, e nessuno si rende conto di quanto questi possano ferire.

I personaggi sono caratterizzati alla perfezione, la parte psicologica è quella che permette di apprezzarli e capirli, le azioni che compiono e le emozioni che provano arrivano a investire il lettore che ne esce profondamente toccato da ciò che viene vissuto.
La narrazione è in terza persona, la presenta di dialoghi e un bel approfondimento introspettivo permettono di avere una visione completa della storia e di conoscere tutto dei protagonisti, buone anche le interazioni dei personaggi secondari che ricoprono una carica importante della storia.
Descrizioni accurate, editing curato ed emozioni che giungono vivide donano alla storia una notevole forza e danno al lettore una storia che emoziona in un modo totale. Mi sono forse ripetuta ma volevo rendere l’essenza di ciò che ho provato.
Faccio i complimenti a Patrisha che mi ha conquistata e dato modo di riflettere.
Un libro che consiglio a chiunque cerchi una storia bella che racchiude in sé un insegnamento, vite reali con problemi quotidiani che però hanno la magia dell’amore.

Buona lettura!
Monica S.


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