RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Oscuri segreti di famiglia" di Alex Marwood

Titolo: Oscuri segreti di famiglia
Autore: Alex Marwood
Genere: Gialli E Thriller
Editore: Newton Compton Editori
Data pubblicazione: 8 Marzo 2018
Prezzo Ebook: 2,99 €
Prezzo Cartaceo: 8,50 €
Pagine: 432
Serie: Autoconclusivo
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«Non mi ero accorta di trattenere il respiro fino a quando non ho girato l’ultima pagina.»
Angela Marsons
Un grande thriller
Bestseller internazionale
Hanno detto che la bambina è scomparsa quella notte. Stavano mentendo. 
“Chiedo scusa a tutti per l’email collettiva, ma ho disperatamente bisogno del vostro aiuto. La mia figlioccia, Coco jackson, è scomparsa dalla casa della sua famiglia a Bournemouth nella notte tra domenica e lunedì 30 agosto, il fine settimana scorso. Coco ha tre anni.”
Quando la piccola Coco sparisce durante una festa di compleanno in famiglia, i media impazziscono. I suoi genitori, infatti, sono ricchi e influenti, così come gli amici che ospitavano nella loro casa al mare. Ma che cos’è successo davvero a Coco? Dodici anni dopo le persone presenti durante quella terribile notte si ritrovano per la prima volta riunite ancora, per celebrare il funerale del padre della bambina scomparsa. E i segreti del passato cominceranno gradualmente a riemergere. 


Alex Marwood è lo pseudonimo di una giornalista inglese. Il suo libro di esordio, The Wicked Girls, ha vinto il premio Edgar come il miglior romanzo. Gli insospettabili delitti della casa in fondo alla strada (Newton Compton), suo secondo lavoro, ha vinto il premio Macavity come Miglior Romanzo Mystery, ed è stato selezionato per i premi Anthony e Barry come miglior Paperback Originale. James Franco e Ahna O’Reilly hanno acquisito i diritti per realizzarne un film. Oscuri segreti di famiglia è il suo nuovo attesissimo romanzo.


Buongiorno, lettrici e lettori!
Oggi vi parlo di un thriller in uscita proprio in questi giorni. La trama, come potete leggere, è esigua. Anzi, come purtroppo accade spesso, è anticipata e seguita dai pareri favorevoli di illustri e celebri personaggi. Il che induce il lettore medio (eccomi, presente!) a credere che si tratti di un capolavoro… Troverete il mio giudizio a fine lettura, ma penso che molti di voi, proprio come me, arriveranno al 32% e ne avranno già le tasche piene. Perché? È presto detto.
Il romanzo si apre con la scomparsa della piccola Coco durante il cinquantesimo compleanno di suo padre, Sean Jackson. Interrogatori e mail di richieste d’aiuto, messe a mo’ di incipit, inducono a credere che si parlerà subito del caso, invece si scopre che il protagonista della storia sembra essere proprio Sean. Dico sembra perché, in realtà, per ogni capitolo c’è un personaggio differente, con il suo punto di vista, i suoi ricordi, il suo presente, quindi l’attenzione del lettore è costantemente spostata.
Sean è un imprenditore di successo, un immobiliarista che ha studiato, ha fatto fortuna e se la gode, ma anche uno che, al momento della sua morte, ha accumulato 4 mogli e 5 figlie. Ebbene sì, muore di arresto cardiaco circa dodici anni dopo la scomparsa di Coco e, dalla sua dipartita in avanti, emerge quello che, a tutti gli effetti, può essere ritenuto il personaggio portante della storia: Mila.
Camilla, detta Milla e poi Mila, è sua figlia di primo letto. Ventisettenne incasinata, senza un lavoro perché tanto non ne ha bisogno, odia suo padre sin da quando ha divorziato da sua madre e non gli perdona né di aver sposato altre donne né di aver avuto altri figli. Dopo che però ne ha riconosciuto il corpo in ospedale, Mila comprende di non essere così indifferente né così strafottente come credeva e, poco alla volta, iniziano a formarsi molte crepe nella sua spessa e dura corazza.

“E poi mi metto a piangere. Non so bene perché. Perché ora è morto o perché all’epoca se ne era andato di casa? Non so nemmeno per chi sto piangendo. Per la bambina che ero a nove anni o per il disastro che sono adesso, a ventisette? Ma la tristezza mi squarcia il petto come se un animale in trappola stesse cercando di uscire e la mia faccia sembra abbia iniziato a godere di vita propria. Digrigno i denti e sento le labbra che si ritirano, sento il liquido caldo che mi cola sul naso e bagna il cuscino.”

Quando poi la seconda, odiata moglie Claire, le chiede di portare la gemella di Coco, Ruby, al funerale, Mila non ha cuore di rifiutare e, in fondo, comprende che la sorellastra è l’unica a provare le medesime emozioni che, in passato, lei stessa ha vissuto a causa del padre.
Ruby non è però la biondina timida treenne che lei ricorda. Anzi, Mila la trova sempre più simpatica man mano che, insieme e in auto, si recano a casa dell’ultima matrigna, Simone, coetanea di Mila. Ruby non ricorda nulla di Coco, ma soffre perché, a causa sua, la madre Claire è diventata iperprotettiva, la costringe a studiare in casa e le impedisce di condurre una vita normale.
Una volta là, in mezzo agli amici del defunto, assisteranno a drammi poco piacevoli e, soprattutto, Mila farà una scoperta terribile, che la condurrà a… Be’, del finale non posso parlare, se non per assicurarvi che vi lascerà sorpresi, ammesso che non abbiate fatto ipotesi per tutta la lettura, come ho fatto io, intuendo chi, come, dove e perché. Non che la vicenda sia banale, anzi, ma l’autrice aveva già disseminato parecchi indizi e, alla fine, ho solo fatto due più due.

Considerazioni

Questo è il tipico esempio di un romanzo in cui c’è una trama ben definita, un plot narrativo convincente e ben svolto, ma che comunque alla fine non piace più di tanto. A me, infatti, non è piaciuto. Leggerlo è stato una faticaccia. Non tanto per lo slang e la mentalità strettamente inglese, con continui riferimenti agli accenti, ai caratteri e alle peculiarità culturali della gloriosa Inghilterra, quanto piuttosto per le lungaggini descrittive. “Show, don’t tell” del tutto disatteso. Pagine e pagine di descrizioni dettagliate, sempre piuttosto freddine, mai veramente interiorizzate. Si fa veramente fatica a sentire i personaggi, a penetrare al di sotto della loro presentazione pure meticolosa, malgrado poi li si veda benissimo, inseriti nel loro contesto e assorbiti del tutto dal loro profondo egoismo. Sean, Claire, Mila e i numerosissimi personaggi secondari hanno tutti la stessa caratteristica: vivono nel loro mondo privato e meschino, criticando più o meno velatamente chi è diverso da loro, aspettandosi anche di essere compresi se, come fa Sean, decidono di mettere fine a un matrimonio, dimenticandosi quasi del tutto dei figli, trattati alla stregua di soprammobili, e rituffandosi in un’altra relazione, già iniziata magari clandestinamente. Lo spietato egoismo di tutti i personaggi è, più della scomparsa di Coco, il nucleo attorno al quale si snoda l’intera vicenda ed è per questo che nessuno, a parte Mila e Ruby, suscita simpatia.
Un’altra pecca è rappresentata dai continui salti temporali tra più anni nel passato e più punti di vista narrativi. Passato e presente si mescolano, generando un senso di disagio, anziché di curiosità.
Lo stile, come già anticipato, è molto descrittivo e non in senso buono. Talvolta, all’interno dello stesso periodo, compaiono prima e terza persona, oltre ai pensieri di un determinato personaggio, e ciò crea ulteriore confusione. Grazie al cielo, ci sono solo alcune sviste insignificanti, perché altrimenti sarebbe stato un incubo!
Tirando le somme: brava l’autrice a creare una trama credibile, ma il romanzo corale, così com’è strutturato, si scontra con una esigua fluidità e con uno stile più giornalistico che narrativo.
Meriterebbe tre, ma il finale, da solo, ottiene un voto in più.
Buona lettura a chi vorrà dargli una possibilità!



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