RECENSIONE "Rodion" di Beatrice Simonetti

Titolo: Rodion
Autore: Beatrice Simonetti
Editore: Delrai Edizioni
Genere: Ucronico
Prezzo: 3,99 ebook 16,50 cartaceo 
Data Pubblicazione: ebook 5 Dicembre
cartaceo 16 Dicembre


Tula, 4 settembre 1946. Rodion è un bambino di nazionalità russa che sopravvive a stento nella dura realtà dei campi di isterilimento nazista. La Germania ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e, insieme ai suoi alleati, ha creato un regime fanatico e totalitario in tutto il mondo. Tredici anni dopo, Edmund è l'altra faccia della medaglia: un giovane tedesco vittima della folle propaganda nazista che cela oscuri retroscena, mascherandoli con nobili ideali, ai quali il ragazzo crede con assoluta fedeltà.
Il desiderio di difendere la patria si concretizza presto in una chiamata alle armi e lì la lotta di Edmund Heyder si tramuta gradualmente in un percorso di dubbi e incertezze sulla validità di un pensiero che uccide l’umanità. Famiglia, amicizia, rispetto di sé e del prossimo, patriottismo, dignità, orgoglio e amore gravitano attorno a lui e alla verità che un sovietico rimane pur sempre un essere umano.
Un romanzo senza alternative, né sconti, dove la crudeltà dell’uomo arriva a uccidere persino se stessa, in un crescendo di azioni e rivoluzioni. Non c’è vincitore dove c’è guerra e non c’è anima se a schiacciarla è l’idea che un uomo valga più di un altro, in ogni caso.

Beatrice Simonetti è nata a Loreto il 3 luglio 1994 e attualmente vive a Castelfidardo, nelle Marche. A prescindere dai suoi studi che l’hanno portata ad approfondire la passione per le culture e per le lingue occidentali e orientali, soprattutto russo e tedesco, ha sempre avuto un grande amore per la lettura, grazie alla sua famiglia. Le lettere l’hanno affascinata fin da bambina, per questo ha poi deciso di mettere su carta le sue storie, dando vita a nuove realtà con cui spera di coinvolgere chi come lei non può fare a meno dell’immaginazione. Rodion è il suo romanzo d’esordio e il primo per la Delrai Edizioni.


Benvenuti su opinioni librose, oggi vi parlerò del primo romanzo di Beatrice Simonetti targato Delrai Edizioni "Rodion".

Per la prima volta, mi sono imbattuta in questo genere che sinceramente non conoscevo, non so se grazie all'argomento trattato o grazie alla penna magica di questa straordinaria autrice, ne sono rimasta positivamente colpita.
Wikipedia definisce l'ucronìa un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.
Questo corso alternativo, vede come protagonista Edmund Heyder un giovane tedesco con un forte senso per la patria, il suo desiderio è servire la Germania, che dopo aver vinto la seconda guerra mondiale tiene prigionieri i russi, nei campi di isterilimento.
Ma quando Edmund riesce ad arruolarsi, scopre che la sua Germania, non è proprio ciò che lui credeva e i nobili ideali sono del tutto assenti.
In questo percorso, fa delle scoperte, Edmund, non è più Edmund. 


"Non era tanto il vento, che la notte batteva contro le finestre del dormitorio, a scuoterlo, e neppure la pioggia che picchiettava sopra la sua testa, a turbarlo. Ciò che lo faceva tremare era la sensazione di essere solo, tra mura ostili."

Edmund, non si sente al suo posto, perché effettivamente lui non è quello che credeva di essere, lui si sente, sa che ciò che accade non gli appartiene, la violenza non è una sua prerogativa.
Questo presa di coscienza, gli reca seri problemi, deve decidere da che parte stare, Edmund decide di combattere contro quelli che riteneva i suoi ideali, la sua forza, ciò a cui sarebbe rimasto fedele.
Alisa è la sua occasione.
"Edmund. Non è importante cosa pensiate voi di me. Non è importante che io sia per voi un animale da macello. Ciò che vedono i miei occhi è differente da ciò che vedono i vostri." 

"Dentro gli occhi di Alisa aveva letto infatti l’orrore di un mondo che conosceva bene, aveva percepito la paura, il dolore, ma anche l’orgoglio di un popolo che aveva smesso di essere tale ormai da tempo."

Alisa è la sua presa di coscienza, Alisa è "l'orrore" del suo popolo, Alisa è il suo riscatto per una vita di servilismo verso coloro che non conosco l' umanità.

Appassionata di questo periodo storico, non potevo farmi sfuggire questo romanzo.
Sicuramente non è la solita d'amore, qui non troverete pene d'amore, questo è un romanzo, dove gli ideali, il senso della giustizia, l'amicizia, la solidarietà, l'amore per la vita e la speranza  la fanno da padrona, sicuramente un romanzo dalle tinte forti, reso speciale.
Non è facile mettere su carta, quali siano state le emozioni e le sensazioni provate nella lettura, ma sicuramente l'emozione che più è emersa leggendo queste pagine è una profonda rabbia.
Rabbia per le ingiustizie, per la crudeltà umana che Beatrice rappresenta in modo così vivido da provare quel dolore sordo che appartiene a tutti quei protagonisti "Invisibili" che non hanno avuto nemmeno l'opportunità di urlarlo.
Questo romanzo per me è stato come essere catapultata in quel campo, provare sulla mia pelle, i brividi di quella insana violenza.
Beatrice è meravigliosamente brava a trasmettere queste sensazioni forti, quasi mai piacevoli, che ti portano a riflettere, se fosse andata veramente così? Ce lo siamo mai chiesti? Se questa assurda guerra non fosse mai finita?
Leggere Rodion è come fare un sogno vivido, quasi reale.

Impossibile non apprezzare lo stile dell'autrice, il linguaggio è semplice, il ritmo è buono.
La sua mente creativa ha reso questa storia, un romanzo di spessore, che non può essere dimenticato, rimane nel cuore e non può essere ignorato!
Vi consiglio questa lettura, come monito a non dimenticare mai!
Buona Lettura!






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