RECENSIONE "Oltre la rapina" di Manuel Sgarella

Titolo: Oltre la rapia
Autore: Manuel Sgarella
Editore: self
Genere: Thriller
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo: 2,99 €/  10,99 €
Pagine: 231


Un gruppo di rapinatori colpisce in pieno giorno una banca nella periferia di Milano. Tra loro anche un ex poliziotto, Luca Morando, detto “il Cieco”, che da mesi si è infiltrato in quel gruppo. Dopo la fuga, nella cascina dove hanno fatto il cambio dell’auto, viene ritrovato un cadavere e la banda, guidata da un altro ex poliziotto, “il Celerino”, è costretta a sciogliersi.
Luca ha forti dubbi su quello che sta facendo: non sa più da quale parte stare. La sua copertura è saltata da tempo, eppure sia la polizia che il Celerino gli hanno promesso di fargli riavere Diana, la sua amata, costretta all’esilio nel programma di protezione testimoni, per aver raccontato, mesi prima, la verità sulla corruzione nella Milano post Expo. Ma da tempo Diana è scomparsa.
Inoltre la banda ha un obiettivo particolare che conosce solo il Celerino. Lui sta seguendo le direttive di qualcuno che non si accontenta più di conquistare solo Milano. Qualcuno che vuole uscire dai confini, che vuole Roma, che vuole l’Italia. L’ex agente Luca Morando, per poter riavere Diana, è destinato a scoprire la verità dietro quelle rapine, dietro quei rapimenti.
Una verità che arriverà a toccare anche il suo passato, che lo costringerà ad affrontare i suoi demoni, ma anche a fronteggiare i vertici corrotti dello Stato, con le inquietanti implicazioni tra politica e malavita che definiscono il destino di una nazione. Senza volerlo, Luca dovrà compiere delle scelte precise, costretto a decidere tra quello che è giusto e quello che deve fare per forza. Anche se è contro la legge.


Manuel Sgarella ha pubblicato diversi romanzi. Le prime due indagini del Cieco, “Cosa rimane di noi” e “Il passato non è un posto tranquillo” sono state pubblicate da Amazon Publishing e hanno venduto oltre venti mila copie in ebook. Il romanzo storico/sportivo “Il testamento del maratoneta” è stato inserito nell’elenco delle migliori storie sportive pubblicato da Radio Deejay. È anche autore di diversi romanzi romance come “Il tempo che ci serve” e il recente “Camminando su una nube”. Inoltre ha scritto la sceneggiatura del film documentario “Digitalife”, realizzato da Varese Web con Rai Cinema. Vive nel varesotto con la sua famiglia e lavora come giornalista.

Buongiorno Lettori, oggi vi parlerò di Oltre la rapina, l’ultimo romanzo thriller di Manuel Sgarella, che vi terrà davvero svegli.
Come sempre parto dalla copertina che potrebbe apparire anonima. Di fatto l’uomo nell’ombra, che cammina nella notte, rappresenta perfettamente il buio in cui cadrà il lettore di fronte agli intrecci che la penna dell’autore è riuscito a creare. Tenebre che si dipaneranno lentamente, calando chi legge dentro un arzigogolato labirinto. 
Tutto ha inizio con una rapina che vede coinvolti ben cinque individui tra cui una donna e subito ci ritroviamo di fronte a due dei protagonisti principali: un ex poliziotto scelto da tutti conosciuto come Il Cieco e un altro ex agente di polizia, soprannominato Il Celerino. Ma quella messa in atto è una rapina piuttosto semplice, senza grossi “guadagni”, per la quale si è speso molto a livello tecnologico. Per questo motivo, il vice questore Martegani è quasi convinto che dietro ci sia dell’altro. La trama di per sé, come avete letto sopra è davvero intricata. Morando ha quasi perso la percezione di cosa sia giusto e cosa no, lui per primo si trova a combattere una dura battaglia con se stesso. Ma non basta. Tutti nella polizia conoscono questo suo lato debole, tutti sono pronti a approfittarne, mentre a lui interessa soltanto riavere la propria donna. Da un lato il vice questore, dall’altro il capo della banda, entrambi lo tengono in scacco dietro la promessa di farlo congiungere a lei che è sotto copertura testimoni.
Tra nascondigli, mezze verità, incontri con personaggi loschi, prostitute, sesso e tanto altro, le vicende si dipanano tenendo il lettore attento nell’attesa che qualcosa di importante emerga in mezzo a tutto quel marciume di cui è colmo il sottobosco della città di Milano, e non solo.
Poliziotti corrotti, politici che mirano solo al potere, doppi giochi, infiltrati, piani che coprono progetti ben più pericolosi e ampi, vendette che minacciano di attuarsi anche tra amici o ex tali, tutto sembra mescolato e la presenza di personaggi secondari o anche solo nominati conduce il lettore a una particolare attenzione per posizionare i vari tasselli al posto giusto. 
E se tutti fossero pedine, chi conduce il gioco?

Se era ancora vivo, lo doveva solo a qualcuno che aveva ancora bisogno di lui.

Ognuna delle parti coinvolte si avvale di “squadre” create appositamente e illegali. Il potere politico arriva anche a questo, e oltre, come un polipo. Il vice questore Martegani e Luca Morando si ritrovano di fronte allo stesso bivio: è giusto ciò che stanno facendo? L’uno ha chiamato l’altro, ma quanto costerà tutto quanto a entrambi? Può Luca fidarsi del Celerino che tuttavia si mostra a volte più sincero del commissario? D’altro canto il Cieco ha un forte senso di giustizia e di amicizia. Ed è questo un valore che emerge tra le righe.

Perché è questo che fa un amico: non ascolta le parole che pronuncia l’altro, ascolta il suo cuore, l’emozione della voce e la richiesta di aiuto nello sguardo.



Considerazioni

La scrittura dell’autore mi ha sorpreso perché Sgarella ha scelto di usare tempi di coniugazione differenti nello stesso periodo, decisione che in un primo momento ho considerato un errore e che mi ha un po’ disturbato per poi comprendere che si tratta dello stile adottato. L’editing è piuttosto curato, anche se soprattutto nell’ultima parte del romanzo sono più evidenti alcune sviste. Nell’insieme però ho trovato la trama di questo romanzo davvero intricata, degna di un film. Trattandosi di una lettura, è proprio questa caratteristica a richiedere particolare attenzione da parte del lettore che altrimenti rischia di perdere qualche tassello per strada. Sicuramente la tensione che si percepisce e l’attesa cui si è costretti per riuscire a capire i sottili legami tra i vari personaggi è un punto a favore. Ho apprezzato molto la rudezza con cui sono state descritte alcune scene, proprio perché mi hanno condotto nella realtà delle cose. Sono rimasta incollata alle pagine per capire cosa invece poi è inevitabilmente emerso nel finale che mi ha colpita, ma anche lasciato l’amaro in bocca. Di fatto, anche questa è la vita vera, quella che, gira e rigira, ci vede spettatori. Tra i personaggi ho amato Vittorio, per quello che si era prefissato, in fondo, di fare e che si comprende soltanto quando si tirano le somme. Un altro messaggio che mi è arrivato è che, nonostante le cadute, le risalite, il sentirsi inutili oppure pensare di non farcela, bisogna sempre guardare al futuro, sperare.
Siete amanti di gialli giudiziari, di quel tipo di romanzo che “cresce” nel caos tra tanti personaggi, adorate gli intrighi e i puzzle più impensabili? Ecco, questo è un romanzo che fa proprio per voi!
 Buona lettura.
Lya




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