RECENSIONE "Se ci sei tu non ho paura" di Miriana Vituli

Titolo: Se ci sei tu non ho paura
Autrice: Miriana Vitulli
Editore: Dark Zone
Genere: Romance Young Adult
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo: 2,99 €/ 14,15 €
Data pubblicazione: febbraio 2018
Protagonisti: Judy/Blake
Pagine: 292

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Per Judy, capelli rossi, occhi spenti e un dramma da cui fuggire, la vita non è più la
stessa e scappare nel freddo dell’Alaska sembra l’unico modo per ritrovare la pace.
Il passato la tormenta, i continui flashback le ricordano che il dolore è duro a morire e
che da sola non arriverebbe lontano.
Blake ha una chitarra, un plettro e uno spartito su cui lavora ogni giorno. Suona per
scappare dal mondo, per scordarsi delle cicatrici, per raggiungere luoghi sicuri.
La musica è il nodo che lega e unisce indissolubilmente i due ragazzi; l’attrazione cresce
giorno dopo giorno, ma l’ombra del passato sembra non lasciare tregua.
Così Judy si trova a metà tra ciò che crede giusto e ciò che vorrebbe, in bilico tra il
dolore e la voglia di rinascere.
È giusto restare intrappolati nei ricordi e continuare a soffrire o è possibile tornare ad
amare senza riserva, senza paura?



Miriana Vitulli, classe 1996, nasce a Torre del Greco (Na) e sin da bambina ama leggere e scrivere storie, desiderando di diventare scrittrice. Studia e si diploma al liceo Classico e poi prosegue gli studi universitari nella Facoltà di Scienze della Comunicazione con l’obiettivo di diventare social media manager e occuparsi del settore editoriale. La prima versione di “Se ci sei non ho paura” appare su wattpad e ottiene buoni riscontri e consensi del pubblico. Nel febbraio del 2018 firma il contratto di pubblicazione con la Dark Zone.



Buongiorno Lettori, oggi vi parlerò di Se ci sei non ho paura, un romanzo di Miriana Vitulli, che vi trasporterà nel mondo di giovani diciassettenni con una storia che vi accarezzerà.
Parto subito dalla copertina, che riprende appieno l’Alaska, con la sua neve, il gelo, dove è ambientato l’intero romanzo. Un bianco sul quale spicca il rosso quasi a indicare la forza della protagonista o anche solo il colore dei suoi capelli.
Ma andiamo per ordine. Il personaggio femminile si chiama Judy, ha appena diciassette anni e si trasferisce a vivere in Alaska dai nonni per sfuggire a un dolore molto grande: la perdita del ragazzo che amava. Una sofferenza che, tuttavia, la lacera ogni istante perché i ricordi, quelli non può cancellarli o rinchiuderli in un angolo dell’anima. Si sente senza forze, sperduta, abbandonata, uccisa da un destino crudele.

Non voleva più nessuno del suo passato, se il futuro le era stato strappato via.

Ciò nonostante si aggrappa a quello che la vita le concede. Tre nuovi amici, Kim, Jimmy e Andrea, le staranno sempre accanto, anche se non porranno mai troppe domande di fronte ai suoi lunghi silenzi, al suo strano comportamento. Attendono. Un insieme di eventi poi la conducono a conoscere Blake, un ragazzo che ama la musica e che le fa tornare il desiderio di cantare, oltre a sanare un poco quella profonda ferita che porta nel cuore, fino a riscoprire i sentimenti.
Ma Blake non sembra essere adatto a lei, anche lui ha i propri fantasmi. Judy prenderà il toro per le corna, affronterà il dolore, ha bisogno di disintegrare quello che più le fa paura per poter continuare a vivere. Riuscirà Blake a fare la stessa cosa?
Ho vissuto con Judy i suoi tormenti, il senso di colpa che le avvolge l’animo giovanissimo e ho apprezzato molto il coraggio e la forza che ha tirato fuori, grazie anche all’aiuto e ai consigli dei nonni. Ancora una volta è la famiglia a salvare, un valore che condivido appieno.
A diciassette anni si fanno tanti errori e si hanno molte paure. L’autrice introducendo e caratterizzando i vari personaggi secondari, illustra la realtà dei giovanissimi: l’amica Kim un po’ folle o quello che diventerà il migliore amico di Judy, Jimmy, sempre arrabbiato. O ancora Andrea, il ragazzo timido che cerca la sua strada. Ognuno ha un suo perché da scoprire leggendo.
Ho apprezzato tantissimo il personaggio del nonno, onnipresente senza essere mai invadente.
Un romanzo che lascia diversi spunti di riflessione. Quando la sofferenza è grande ci si aspetta, ad esempio, che chi ci sta accanto comprenda, ma non è sempre così. Spesso poi è la paura a bloccare le persone: il timore di non sapere come superare ciò che ci ha stravolto, oppure quello che si prova per ciò che non si conosce, quello di non essere abbastanza. La paura del giudizio altrui, poi, è deleteria.
A tal proposito il romanzo di Miriana Vitulli mi ha fatto riflettere sul dolore che prova chi non è accettato per ciò che è, giudicato a prescindere, scartato solo perché non corrisponde all’ideale che uno se ne è fatto.
I ragazzi di oggi spesso si ritrovano a combattere contro i mulini al vento, contro la cattiveria della società, o anche solo la testardaggine dei propri genitori.
Judy grazie agli amici e alla famiglia trova la forza, vince. Ma diventa forte anche per Blake, che è il peggior giudice di se stesso.
Amori, gelosie, bugie, incomprensioni, equivoci: questo young adult ha di tutto un po’.

Considerazioni
Lo stile dell’autrice è fresco e la lettura scorre in maniera veloce nonostante il numero delle pagine. Il finale mi sembra quasi che lasci uno spiraglio a un proseguo e forse dovremmo aspettarci un sequel, chissà! Tra l’altro a fine lettura ho considerato il titolo valevole sia dal punto di vista della protagonista femminile sia da quello maschile e ho il sentore che qualcosa accadrà.
L’editing è piuttosto curato. Sono rimasta un po’ interdetta da dettagli che mi hanno ricondotto ad abitudini e gusti prettamente italiani e che non mi sono apparsi consoni all’ambientazione, come ad esempio il nome Andrea al maschile, laddove si usa al femminile.
A parte ciò, che non inficia assolutamente la validità del romanzo, consiglio vivamente questa lettura a chi ama le vicende di giovanissimi, a chi apprezza storie di crescita interiore, a chi adora leggere tra le righe la speranza, quella che ti conduce ad andare avanti nonostante i tuoi progetti crollino, nonostante non vedi luce davanti a te. Ritengo, infatti, che questo sia il grande messaggio dell’intero romanzo, racchiuso, a mio avviso, in un passo che mi ha colpito e che vi lascio:
Ciò che desideriamo non sempre è ciò di cui abbiamo bisogno;  ciò di cui abbiamo bisogno non sempre è ciò che, al momento, desideriamo.

Non aggiungo altro se non buona lettura!
Lya


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