PRESENTAZIONE "Oltre le bugie" di Jess L.

Titolo: Oltre le bugie
Autore: Jess L.
Editore: Self publishing
Prezzo: E-book a €2,99 (il 4 e il 5 febbraio a €0,99) Cartaceo: €9,90
Pagine: 240
Genere:  Contemporary romance
Data di pubblicazione: 4 febbraio
Finale: Autoconclusivo


Chi è che non mente? È nella natura umana farlo, a volte per proteggerci, a volte per non scoprirci troppo. Per Claire? Per Claire è una cosa normale. Quando si rende conto che la cosa sta degenerando, decide di fare qualcosa.
Non può andare avanti a “proteggere” i suoi genitori, non può mostrarsi sempre la fredda e l’algida della situazione, non può continuare a mentire ai suoi amici. Non può nemmeno portare avanti questa sottospecie di “relazione” col fratello della sua migliore amica. Sì, proprio con Matthew, il ragazzo che non ha mai sopportato, con cui ha passato anni a battibeccare e a parlarne male.
Eppure, non si sa come, ma quando hanno iniziato a parlare ha scoperto nuove cose di lui e, soprattutto, ha capito che non è tutto come sembra, c'è sempre una doppia faccia in una medaglia.
Tra risate, battibecchi e frasi al vetriolo, si verrà al nodo di tutto, e si scoprirà che c'è sempre qualcosa dietro a ogni bugia. Forse anche i sentimenti e l'amore.


Torinese, 26 anni, scrive da poco prima di diventare maggiorenne. Ha iniziato a mettere le sue idee su "carta" quando ha scoperto le fan-fiction, e da quel momento non ha più smesso. Legge fin troppi libri romance, e quando non è immersa in qualche romanzo, è sicuramente presa in qualche maratona di telefilm. Al suo attivo ha un solo altro romanzo, ma conta di far prosperare il numero, perché ha  ncora tante storie da raccontare.


«Claire, tu parli troppo... odio che tu voglia sempre avere l’ultima parola. Sei impertinente, insistente e fingi di essere stronza e menefreghista, ma sei molto di più e non lo sopporto. E non lo sopporto solo perché vorrei scoprire tutto, vorrei capirti. Mi stai mandando fuori di testa». Le sue parole mi lasciano di sasso. Pensavo fossimo venuti a casa sua per una sveltina, per spegnere il cervello... non per disintegrare anche il mio ultimo neurone.
«Ma che stai dicendo?» Chiedo a bassa voce, a corto di fiato.
«Dico che ti voglio». Le sue parole dovrebbero rasserenarmi, ma c’è un tarlo che si è insinuato nella mia mente.


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