REVIEW TOUR - RECENSIONE "Dimentica le Nuvole" di Cinzia La Commare



Titolo: Dimentica le nuvole
Autrice: Cinzia La Commare
Editore: Self publishing
Genere: Contemporary romance
Formato: ebook
Prezzo:      €0,99
Data pubblicazione: 2018 versione italiana
Protagonisti: Adelaide, Hans, Matteo
Pagine: 406



In un paesino del Trentino arriva Adelaide, medico sostituto e lì la sua vita amorosa brutalmente interrotta, ritrova nuovo vigore, in un ambiente all’inizio ostile e poi, via via sempre più accogliente e benevolo.


Nata e cresciuta in Sicilia. Dopo il matrimonio ha lavorato in un negozio d’abbigliamento per bambini di cui era la proprietaria. Abbandonata l’avventura da commerciante, ha deciso di dedicarsi alla passione per la cucina dalla quale è nata la prima raccolta di cento ricette “In Cucina Con Cinzia” pubblicata in self- publishing. A questa è seguita la raccolta di natale “Natale in cucina con Cinzia.” Ama leggere libri di genere romance, anche se legge un po’ di tutto. Si dedica anche alla scrittura, altra passione che ha portato alla pubblicazione della trilogia “Ad un bivio tra me e te” dalla quale prende nome il primo volume pubblicato ad agosto 2015. A febbraio 2016 ha pubblicato in self-publishing il secondo volume “Te prima di me” e il 5 maggio 2016 è stato pubblicato il terzo volume “Fermo a te… e me” Oltre all’attività da scrittrice, è a capo della redazione del sito “Tratto Rosa”; un sito che, tra gli altri argomenti, parla di letteratura e cucina.


Un nuovo romanzo in cui tuffarsi, in cui immergersi, lungo, lunghissimo a dire il vero, in cui in realtà non molto succede. Tutto viene tirato all’estremo, la storia dilatata a dismisura introducendo inutili digressioni, noiose e fuori argomento, o inserendo continue ripetizioni che fanno sentire chi legge un poco ottuso e frastornato. La protagonista scrive una sorta di diario in prima persona e il centro di tutto è lei, il suo sguardo sulle cose, il suo modo di vivere e di essere, la sua disillusione, le sue difficoltà.
Si rivolge spesso in modo diretto al lettore, per chiedere pareri, comprensione, condivisione, con un linguaggio a volte troppo semplice e a volte infarcito di termini aulici veramente fuori luogo e contesto.

Mi sfuggì un sorriso e lui si sentì autorizzato a sfiorarmi le labbra con un bacio, al quale io mi abbandonai completamente. Perché- additatemi come una donna debole se vi pare, non m’importa- non ero in grado di resistergli, non lo ero mai stata, e francamente quella mattina non avevo voluto neanche provarci.

La storia come vi dicevo è davvero esigua, ma tirata alle lunghe fino a farla diventare di 406 pagine. Si assiste a continui litigi con un coprotagonista e a melensi incontri con un altro, si sentono ripetere sempre le stesse parole in riferimento a situazioni, luoghi e personaggi di contorno. Ci sono anche cinque pagine di una tirata senza fine sulle nonne e il loro amore assurdo e cieco per i nipoti in età da matrimonio e non è l’unica digressione inutile.
La protagonista è così ripiegata su se stessa da non vedere nulla, da non raccontare nulla se non con una serie di stereotipi ripetitivi che a lungo andare diventano fastidiosi.
Anche i protagonisti sono stereotipati, incasellati e costretti come macchiette o prototipi nei loro comportamenti da: rozzo l’uno, da damerino l’altro, da disillusa, da pettegola, da nonna pesante, da amica siciliana che riempie la casa di odore di fritto per tre giorni. Non si sviluppano, non migliorano restando piatti.
Le ripetizioni sembrano essere considerate necessarie per convincere il lettore, per caratterizzare i personaggi che però non sembrano avere un vero spessore, non provi empatia per loro e sono alla fine scontati.
Tutti i cliché del romanzo rosa sono rispettati, gli eroi, le eroine, gli antagonisti, gli ambienti naturali da sogno, il contrasto tra vita naturale e artificiale, il lieto fine anche se parecchio sudato.
Se fosse stato più snello e asciutto, più concentrato sulla storia penso che mi sarebbe piaciuto di più.
Una cosa la devo dire, però, ho tifato vergognosamente per il boscaiolo, rude e scorbutico, per le sue mani sporche di latte e i suoi muscoli guizzanti sotto la camicia di flanella, lo sguardo cupo e i capelli arruffati.

...il suo corpo avvolgeva il mio e potevo distinguere il soffio del vento da quello del suo respiro che si infilava leggero tra i capelli. E poi, il calore delle sue braccia sulle mie, i muscoli delle sue gambe che di tanto in tanto si contraevano a ridosso dei miei fianchi, il suo petto che si sollevava e tornava giù a ritmo costante e quella vicinanza, seppure silenziosa, mi faceva sentire al sicuro.

L’ambientazione del romanzo è molto carina, fiabesca, con i monti e ruscelli, i boschi e i cieli che si riempiono di nuvole che si possono anche dimenticare.
Molto piacevoli le citazioni all’inizio di ogni capitolo, dai film della Disney o dai libri per ragazzi.
A chi potrebbe piacere? A chi ama le storie d’amore e ha pazienza.

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