RECENSIONE "Solo perché ti senti bene" di Salvatore Gagliarde

Titolo: Solo perché ti senti bene 
Autore: Salvatore Gagliarde 
Editore: Segmenti 
Genere: Urban Drama 
Prezzo ebook: 5,99 € 
Prezzo cartaceo: 14,00 € 
Pag: 188 
Data pubblicazione: gennaio 2018 


Nick si muove disinvolto e sicuro nell'effimera vita notturna tra feste, club, alcol e amici, collezionando conquiste. Una spirale da cui si allontana per un lavoro all'estero dove incontrerà una donna che sembra conoscere le regole del suo gioco, che userà a proprio vantaggio. Il protagonista precipiterà così in un vuoto dal quale tenterà di uscire cercando in sé le proprie inconfessate risposte. 



Cari lettori, ho letto per voi un Urban Drama edito da Segmenti, scritto da Salvatore Gagliarde, "Solo perché ti senti bene".
In questo libro si parla di Nick, un giovane uomo che ama divertirsi, ama corteggiare e si dà alla bella vita. Tutto va sempre secondo i suoi piani finché non incontra una bellissima ragazza che gli farà vivere una crisi molto profonda.

“Il vero senso di colpa è quando non riesci nemmeno a dire che ti senti in colpa perché sei così profondamente sicuro e convinto di essere la causa di quello che ti fa stare male che ti sembra sia palese anche per quelli che ti stanno intorno, e temi il confronto con loro perché sai– ne sei certo– che punterebbero il dito immediatamente verso di te. Quindi non riesci ad aprirti con nessuno, non hai con chi confidarti, cerchi di nascondere quello che hai dentro e di evitare finanche di incrociare lo sguardo con gli altri, di nasconderti agli occhi del mondo. Solo.” 

Su questo libro non ho molto da dire riguardo alla trama. Si tratta della descrizione della vita di Nick, come si comporta e quello che pensa. I suoi pensieri lo portano a parlarci di argomenti molto vari, come l’amore, l’amicizia, la società, le diversità tra uomo e donna, cenni alla situazione economica e politica.
Immagino che l’autore abbia voluto raccontare la vita dal punto di vista di un ragazzo che ha tutto, mettendo in bocca al personaggio i suoi stessi pensieri. L’intenzione è buona, ma per me il tentativo non è ben riuscito. Sebbene non abbia notato refusi o errori di sorta, il che è ovviamente un punto a favore, lo stile di scrittura mi è parso poco consono al tipo di libro che si vuole presentare.
Generalmente il registro è molto elevato con citazioni di parole in latino, riferimenti a personaggi illustri della storia e della letteratura per filosofeggiare sulle cose della vita. Poi si cade nel colloquiale. Non ho capito questa mescolanza di stili, neppure ho apprezzato la narrazione in prima persona come fosse un continuo monologo interiore. Talvolta il personaggio si rivolge anche a se stesso o a noi che leggiamo, ma non coinvolge, non siamo parte della storia.
Tutto è incentrato su Nick, non c’è altro. Almeno io non l’ho notato. Non sono riuscita ad apprezzare questo modo di scrivere, neppure il personaggio di Nick né tanto meno come vengono descritte le donne in alcuni passaggi. Sicuramente è un libro che vuole mandare un messaggio, ma che a me non è arrivato. Lo consiglio a chi può amare questo genere.
Buona Lettura.

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