RECENSIONE - "Dove il Soffitto incontra il Cielo" di Maria Fazio


TitoloDove il Soffitto incontra il Cielo
Autore:  Maria Fazio
Editore:  LFA publisher
Genere:  narrativa
Prezzo cartaceo: €  16
Data pubblicazione:  febbraio  2019
Pagine:  158
Serie: autoconclusivo


ORDER
Si può sopravvivere senza alcun contatto sociale e senza vedere mai il cielo? Questo romanzo ci racconta la storia tenera ed estrema di una bambina rifiutata dalla madre al momento della nascita e rinchiusa in uno sgabuzzino, che sopravvive grazie alle cure ingenue della sorellina. La voce della protagonista è quella di Elisa, una bambina fragile, che si innamora della musica ascoltandola attraverso il soffitto. Un romanzo che parla di confini, di paure, di identità e di riscatto.
Nasce in Sicilia, in paese alle pendici dell'Etna dove tutt'ora vive.
Laurea in Scienze politiche, indirizzo sociologo.
Master in Creazione di progetti sociali e sviluppo locale.
Blogger presso il blog di cultura, creatività e recensione libri: finestrasulmondo.net
2019 -  in fase di pubblicazione il romanzo "Dove c'è odore di zolfo"- Butterfly Edizioni.
2019 giugno - Menzione donore al premio Impavidarte per il romanzo "Dove c'è odore di zolfo",
2019 febbraio - Pubblicazione del romanzo "Dove il soffitto incontra il Cielo - LFA Publisher
2018 Agosto - Pubblicazione del romanzo fantasy per ragazzi "Il SenzaVoce". Youcanprint - StreetLib.
2018 settembre - Pubblicazione del racconto Pane Lumache e Fantasia nella raccolta di racconti per bambini AAVV: Cibus in Fabula - Giacomo Adda editore.
2017 Pubblicazione della poesia C’è da guardare oltre i confini” sul sito Carteggi Letterari editrice.
Cari lettori, ben trovati. Vi parlo di “Dove il soffitto incontra il cielo” di Maria Fazio, pubblicato da LFA Publisher.
Il libro ci narra la storia di Elisa, una bambina discriminata dalla sua stessa madre, costretta a vivere in uno sgabuzzino. La sua vita sarebbe stata sicuramente breve se non fosse stato per sua sorella Laura, di qualche anno più grande di lei, che se ne è presa cura instancabilmente e con amore.
Elisa vive sotto un cielo fatto di mura, ma sogna quello vero, quello sconfinato, il mondo.

“Non sapevo che cosa fosse una finestra. Non ne avevo mai veduta una, dunque non ne sentivo la mancanza. Non sapevo che cosa fosse il cielo, non ne possedevo una definizione e anche se l’avessi avuta non sarebbe stata sufficiente a comprendere lo spazio blu azzurro indeterminato. Il soffitto era il mio cielo.”

Ne intuisce un piccolo sprazzo quando, per la prima volta, sente una melodia speciale, un violino. Subito si innamora della musica e sentirla le dà una gioia immensa.

“Una mattina, dopo l’ennesimo e desolato sospiro, il soffitto si trasformò in suono, un suono dolce e mellifluo che non riuscivo a comprendere. Si fece musica. Un miracolo che fu per me la seconda salvezza.”

Nonostante questa condizione di cattività e prigionia, le due bambine crescono felici di essere insieme. Laura è come una madre per Elisa, le insegna tutto quello che sa e la fa sentire amata. Tra loro si crea un legame unico e speciale.
Ma basta un attimo e tutto cambia.

“Era giunto il momento di spezzare il legame, di uscire dalla placenta, di nascere alla vita. Non ci sentivamo pronte per quel parto innaturale ma era l’ora di venire al mondo e… nascere vuol dire separarsi, vuol dire soffrire. Laura poggiò delicatamente la testa sulla mia spalla, in cerca di un ultimo conforto, e socchiuse le palpebre. Credevamo che tutto finisse ma, d’altra parte, ogni cosa cominciava.”

Devo essere sincera, è un libro che all’inizio mi ha spaventata un po’ per la trama. Temevo che fosse irrimediabilmente triste e claustrofobico.
La lettura ha confermato solo parzialmente la mia opinione iniziale. Infatti la storia, di fatto, è triste ma non come mi aspettavo. Nasconde, infatti, molto di più.
Ho apprezzato molto l’attenzione alla psicologia riservata ai personaggi. Elisa si scopre pian piano insieme a noi, Laura fa emergere le sue paure e le affronta. Riusciamo a capire meglio anche la loro madre alla fine. Un personaggio che meritava più attenzione, per me, è sicuramente Enrico. Lui è una sorta di eroe in questa storia e mi sarebbe piaciuto un maggior focus su di lui. Tuttavia il legame tra le due sorelle, punto cruciale del romanzo, è bene approfondito in tutte le sue sfaccettature.
La narrazione è in prima persona dal punto di vista di Elisa. Tutto passa attraverso lei e ce lo restituisce in maniera abbastanza oggettiva e distaccata permettendo a noi lettori di farci una nostra idea. Il registro linguistico è molto elevato, cosa che non mi è dispiaciuta, però in alcuni momenti mi è sembrato un po’ fuori luogo.
Il libro è triste, drammatico, in alcuni punti forse un po’ troppo, ma lo è anche la vita. Come, inaspettatamente, può essere piena di gioia. La felicità passa, per Elisa, attraverso la musica che la rende libera e le regala un posto nel mondo.
Elisa fa un grande percorso di crescita fino ad arrivare ad amare, cosa davvero difficile per chi non è stato mai amato da un genitore.
Infine credo che questo libro mi sia piaciuto, l’ho trovato poetico in alcuni passi, troppo doloroso in altri, ma mi ha sorpresa.
Lo consiglio a chi ama le storie profonde e piene di coraggio.
Voto finale 3,5/5

Buona lettura.

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