REVIEW PARTY - RECENSIONE - "The first boy" di Cristiano Pedrini

Titolo: The first boy
Autore: Cristiano Pedrini
Editore: Self publishing
Genere: Narrativa
Prezzo ebook: € 2,99
Prezzo cartaceo: € 17,00
Pagine: 340
Serie: autoconclusivo

ORDER
Christopher Lowen è stato accettato per uno stage negli uffici della Casa Bianca. Mai avrebbe immaginato che, per un suo progetto, potesse ottenere il permesso di entrare nel famoso Studio Ovale. È talmente meravigliato ed euforico che neanche si rende conto della presenza del Presidente degli Stati Uniti d’America, Lawrence Layton.
Il Presidente è subito colpito dall’intelligenza e dalla spontaneità di Christopher, tanto da ascoltarne i consigli. Da quel momento il ragazzo inizia ad attirare sempre di più le attenzioni di Lawrence e allo stesso tempo il risentimento del suo staff. Come è riuscito infatti, da appena arrivato, a manipolare il Presidente tanto da renderlo giorno dopo giorno più debole agli occhi del popolo americano? Amareggiato e spaventato, Christopher vorrebbe andarsene. Ma riuscirà ad abbandonare Lawrence, proprio quando ha iniziato a capire di ricambiare i suoi sentimenti?
Christopher dovrà imparare ad affrontare le proprie paure, anche se questo dovesse significare di scontrarsi con il mondo intero. Ma se l’amore è in grado di piegare l’uomo più forte del mondo, ben presto Christopher e Lawrence comprenderanno come questa debolezza possa diventare l’arma più potente e miracolosa che possono mostrare al mondo
Buongiorno a tutti,
vi parlo di The first boy di Cristiano Pedrini che mi ha passato il file per la recensione.
Vi dico subito che ho ricevuto un primo file che mi ha lasciata interdetta e quando ho chiesto all'autore se fosse quello definitivo me ne ha passato un altro, quindi ho riletto il libro per ben due volte.

Una storia che avrebbe della favola: un giovane ragazzo, premiato per i suoi successi, viene convocato alla Casa Bianca dove incontra l'uomo di potere che si interessa subito a lui senza considerare le implicazioni delle sue scelte.

Christopher è giovane e ha dalla sua l'ingenuità della gioventù. Ai suoi occhi sembra tutto facile e possibile, con semplici ragionamenti riesce a trovare soluzioni a problemi che sembrano insormontabili. Questa sua peculiarità lo porta all'attenzione del Presidente ma gli costa anche in antipatia da parte dei colleghi.

«Ricordi del mio premio alla Nea, il mio progetto didattico? Rimasi con un gruppo di senzatetto per una settimana, vivendo con loro, mangiando quello che trovavano, dormendo spesso in strada e mettendo insieme quello che mi permise di creare quel documentario. Ma a mio padre non importò nulla di quel lavoro né dei riconoscimenti che ottenni. I suoi occhi gli mostravano unicamente suo figlio che al ritorno a casa si era presentato ricoperto di stracci, sporco e che puzzava come una discarica. Ero rimasto solo una settimana per strada e questo era bastato a trasformarmi agli occhi di tutti in una persona totalmente diversa.»

Lawrence è il neoeletto Presidente, un uomo di 42 anni che non ha mai celato la propria omosessualità. Dalla sua ha l'aurea di potere ma anche la capacità di ammaliare le persone, idealista nel pensiero ma deve giocare di astuzia quando si tratta di mediare tra i mille impegni che il suo ruolo gli impone.
Arrivato al potere in un periodo tetro della sua vita, si trova solo da un punto di vista affettivo e quando conosce Christopher ne viene immediatamente colpito.

"Il sapore delle giovani labbra di Christopher era per Lawrence un nettare prelibato a cui attingere, per ricordarsi che tutto quello che aveva raggiunto era insignificante senza l’amore di una persona che poteva restargli accanto per non sentirsi sottomesso dalla sua posizione. Christopher, seppur titubante all’inizio lo aveva accolto cercando di instaurare un rapporto alla pari ma lui, scioccamente non lo aveva intuito. Ma era un errore che non avrebbe mai più commesso."

L'arrivo di Christopher alla Casa Bianca non è certo dei migliori, dove viene messo lo stagista che tanto hanno voluto? Nella saletta della pausa caffè.
Gli viene fornito il materiale per lavorare al suo progetto? No, neppure carta e penna.
Come ci si reca al primo giorno di lavoro? Con zainetto e l'orsacchiotto portafortuna.
In poche ore il ragazzo  risolve un problema che tiene sotto scacco un intero dipartimento di professionisti plurireferenziati e viene promosso di grado. Da qui all'essere ostracizzato dal resto dei colleghi il passo è breve.
Per soccorrerlo il Presidente prende le sue parti. Ma Christopher, in barba alla sicurezza di stato e alle decine di guardie del corpo, si trova sempre dietro le porte giuste e origlia.
Fortuna che la salvezza mondiale non dipende da questo corpo di sicurezza!

Il legame tra i due protagonisti è già parecchio forte (ricordatevi che parliamo di pochi giorni) e per il bene di entrambi il ragazzo rassegna le proprie dimissioni e sparisce.
Il Lawrence lo trova e lo promuove a segretario personale, da lì il salto nel letto presidenziale è piuttosto immediato.

«… so di nutrire qualcosa di importante per te e vorrei avere il tempo di capire se quello che provo è vero affetto anche se… – tentennò Lawrence – tutti credono che rivelarlo possa rendermi più debole.»

Con tutti i problemi di sicurezza, di dubbi, pericoli e maldicenze vediamo i due uomini muoversi a tentoni in un terreno che si divide tra vita privata e vita pubblica. A ruotare intorno a loro diversi personaggi secondari e tanta storia reale che viene riportata in aneddoti o tramite citazioni.

"«Quando li vedo, scorgo in ogni loro sguardo, in ogni parola, in ogni sorriso qualcosa che rende il loro rapporto come la cosa piu semplice e spontanea che si possa immaginare. Devo riconoscere che c’e una parte di me che non e entusiasta di ammetterlo, ma viene immediatamente sopraffatta dalla felicita nel vederli insieme.»"

Considerazioni

Come ho già precisato ho riletto il libro due volte perché il primo file conteneva una miriade di errori di vario tipo. Purtroppo il secondo non è da meno, cosa che mi ha lasciata basita.
Ma andiamo per ordine: nel primo 50% del libro la storia è lenta, arranca e mi vengono fornite mille nozioni sugli usi e le abitudini di tutto lo staff del Presidente. Vengo a sapere se preferiscono il caffè o il cioccolato, cosa tengono sulle scrivanie e che uso ne fanno.
Il top è la descrizione di un giardino da scrivania che si rivela essere una sorta di antistress visto che il proprietario passa il tempo a rastrellare la sabbia nel vaso.
Con tutto il rispetto ma certe informazioni non aggiungono nulla alla storia e a un certo punto mi sono chiesta se almeno il giardino contenesse uno scomparto segreto o venisse lanciato verso qualcuno. Nulla di tutto ciò!
Lunga e monotona la lettura, ha brevi attimi in cui risveglia il mio interesse ma è solo illusione.

Christopher probabilmente se ne va in giro con un neon lampeggiante che dichiara la sua omosessualità perché non c'è un minimo di dubbio, da parte di nessuno, che accetterà le avance di Lawrence.
Lo stesso Lawrence sembra offuscato e non rendersi conto dei problemi che certe sue leggerezze riverseranno su tutti loro. Protagonisti che in tutta onestà non ho visto crescere gradualmente ma si sono trasformati come per incanto.

I personaggi secondari sono ambigui, cambiano idea a comodità e quando esprimono un'opinione lo fanno col chiaro intento di ferire o rivendicare la loro posizione.
I genitori di Christopher poi sono l'apoteosi dell'assurdo. A detta del figlio non lo appoggiano ma lo giudicano, non lo contattano per giorni ma lo fanno se appare sui giornali o per dichiarare un sostegno che di fatto non si avverte e cozza con ciò che era stato detto in precedenza.

«Spesso quello che ci impedisce di capire e di apprezzare è solamente il frutto delle nostre paure. Io ti conosco bene, Christopher, tu non hai mai avuto paura di dire quel che pensavi, e lo hai fatto usando la tua intelligenza e la tua ispirazione e di sicuro non hai deciso di restare con Lawrence solo per uno sfizio. Sapevo che prima o poi avresti trovato chi che avrebbe visto quello che a volte nascondi anche a te stesso e l’istinto mi dice che tu non avresti permesso a qualcuno che non fosse davvero importante di entrare nella tua via e di stravolgerla fino a questo punto.»

Dal 50% in poi la storia prende un ritmo leggermente più incalzante ma non è sufficiente a risvegliarmi dal torpore ormai raggiunto.

La narrazione è in terza persona con lunghi dialoghi che passano dal formale al confidenziale in base agli interlocutori. Per approfondire alcune scene o per raccontare cosa ha portato a una determinata circostanza viene utilizzato il flashback.

Una nota positiva, che denota ricerca, sono gli aneddoti reali che riportano pezzi di storia e citazioni fatte dai vari presidenti americani. Altra cosa che mi è piaciuta è che viene affrontata la problematica dei senzatetto, anche se viene fatto in modo superficiale e blando.

A peggiorare la situazione una serie di errori che vanno dal grave a semplici refusi: il verbo essere che al maiuscolo viene scritto con l'apostrofo "E’ qualcosa di importante?"; la scrittura vecchio stile che utilizza le d eufoniche come se fossero state lanciate nel testo a secchiate. Non sono errore, lo so, ma vi assicuro che disturbano parecchio soprattutto se messe ogni volta che due vocali si susseguono. " ed uccidermi" "ad un tratto".
Per passare a preposizioni mancanti "continuava rivedere" , articoli errati «Ho già l’acquolina un bocca» e refusi. "potesse terminare a quel mondo ritrovandosi a maledire"

Tutto ciò mi fa dire che il libro necessiterebbe di una buona revisione e di una correzione attenta prima di essere pubblicato. Il mio giudizio è 2 libri: da rivedere.

Queste sono le mie impressioni ma come dico sempre non fermatevi a queste e se leggerete il libro fatemi sapere cosa ne pensate voi.

Buona lettura!
Monica S.

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