RECENSIONE - "Come ho smesso di sognare e ho iniziato a fare" di Titta Spinelli

Titolo: Come ho smesso di sognare e ho iniziato a fare
Autrice: Titta Spinelli
Editore: PubMe
Genere: Autobiografico
Formato: ebook
Prezzo: gratis
Data pubblicazione: 23 Ottobre 2017
Protagonisti: Me stessa
Pagine: 29
Serie: autoconclusivo
Pagina autrice
ORDER


Trama/Sinossi: Si parla di me, di questa ragazza che si è sentita fragile e non compresa per il suo problema della dislessia. Di come poi negli anni questo dolore le è stato versato addosso è gli ha causato vari problemi: Come l'ansia, come darsi sempre per scontata, e come mettere in dubbio ogni cosa. Ma imparare a crescere è il primo passo per guarire, non si parla solo della dislessia ma dei pensieri di una adolescente che si è sentita esclusa, si parla di tante cose. Forse non ci rendiamo conto di quanto siamo simili ognuno di noi, finché c'è un cuore che batte e proviamo amore verso qualcuno siamo simili, finché c'è questa fragilità che abbiamo siamo umani. Sono del parere che noi umani ci nutriamo di emozioni e se questa lettura vi darà ciò, significa che ho vinto.


Biografia autore: Nata il 17 Dicembre 1996 a Napoli la quarta di sei figli.
Ha sempre sognato di scrivere un libro, ma ha sempre accantonato questo sogno per paura, fino ad oggi che è riuscita a combattere questo mostro che la costringeva a soffocare i suoi sogni, alla fine però ha preso coraggio e ha cominciato a fare vari schizzi della sua vita, ed è cosi che è nato il racconto autobiografico della sua vita contro i pregiudizi della dislessia e contro quella paura constante sull’adolescenza, ed ecco che ha scritto, “Come ho smesso di sognare e ho iniziato a fare”.

Salve miei cari,
oggi ho un incombenza particolare, devo parlarvi di una biografia, un racconto che narra la vita e le esperienze dell’autrice Titta Spinella, si tratta di “Come ho smesso di sognare e ho iniziato a fare”, prima pubblicazione self della stessa.
Titta racconta cosa è stata la sua vita fin dall’inizio della scuola, le difficoltà di stare al passo coi compagni, il timore di rapportarsi a loro e le prese in giro subite.
Una bambina timida, chiusa e che si vede giudicata, un adolescente che non ha nulla da condividere con gli altri, che arriva a ritenersi inferiore e stupida. Perché, quando ci si sente insultare continuamente, si finisce per credere che sia vero.
La scuola, il luogo dove tutti dovrebbero essere uguali, è stato per lei un campo di battaglia dove le dita accusatorie la puntavano, i giudizi venivano dati senza sconti e nessuno aveva voglia di starle dietro e farle capire la lezione.

"L’amore della mia famiglia non poteva aggiustare tutto lo schifo che mi circondava, ero una bambina impaurita, volevo solo essere capita, aiutata.. invece mi hanno solo buttato fango in faccia e continuato ad umiliarmi come se io non valessi nulla."

Difficoltà e giudizi che pian piano hanno portato la ragazza stessa a ritenersi non adeguata, a soccombere ai pregiudizi altrui e farli suoi, addirittura incolpandosi e finendo per non amarsi lei per prima.
Le istituzioni e la famiglia che dovevano proteggerla si sono, in alcuni casi, rivelati i primi a emetter giudizi che la ferivano. Tutto ciò finché uno scatto interiore non le fa comprendere che: nessuno è meglio degli altri e tutti siamo speciali a modo nostro.

"Non volevo essere considerata la “DIVERSA”, avevo tanta paura del giudizio delle persone, avevo paura di non essere all’altezza, pregavo il cielo di farcela."

Considerazioni

Devo dire, che sono stata combattuta per parecchi giorni se fare o meno questa recensione. Io, che generalmente bacchetto tutti per le imperfezioni nelle correzioni, mi trovo a fare un passettino indietro e a lasciar parlare la mia parte umana. 
La struttura del testo potrebbe essere quella di un diario, una cosa intima in cui Titta riversa le sue sensazioni, i dubbi e le perplessità che la cattiveria altrui, voluta e quella mascherata da perbenismo, le ha creato.
Titta è affetta da dislessia, un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo; questo fa sì che l’apprendimento scolastico risulti più lento, se non è coadiuvato da un metodo di studi appropriato.
Immaginare una bambina piccola, che già si trova alle prese con un mondo nuovo, districarsi con testi che non le sono chiari è toccante ma immaginarla senza aiuti e senza che le maestre abbiano voglia di fermarsi e capirla, è qualcosa che mi ha fatto rabbia.
L’iter per la diagnosi è lungo e richiede dedizione e tempo per test e quant’altro; non voglio farvi una lezione sulla dislessia ma questo è ciò che mi ha portata a fare la recensione.
Titta non ha avuto l’aiuto necessario o meglio l’ha avuto in modo altalenante, questo l’ha resa imperfetta nella scrittura, che pur facendomi comprendere le emozioni vissute, presenta errori più e meno gravi che richiederebbero una buona correzione. La parte tecnica quindi la devo bocciare, anche se posso comprendere il perché di determinate lacune.
La parte personale e introspettiva però mi arriva in tutta la brutalità dei sentimenti negativi e mi ha fatta riflettere, su quanto è facile far del male con la convinzione che gli altri sono sempre sbagliati.
Uso questo canale per parlare direttamente a Titta, nonostante tutte le difficoltà ti sei dimostrata una persona forte e, per fortuna, hai compreso il tuo valore. Ogni persona è unica, aldilà del parere degli altri.
Ti suggerisco due cose: la prima è di trovare un programma specifico che ti aiuti con la dislessia, conosco altri autori che scrivono e grazie al supporto tecnico dei programmi, danno ai lettori dei testi curati; la seconda è di dare in lettura il testo a qualcuno che ti aiuti a sistemarlo, è vero che è gratuito ma sarebbe una bella soddisfazione anche per te ottenere un prodotto ottimale.
Per questo il mio voto finale al testo è un 2, deve essere ripreso e sistemato.

Un ultima cosa, Titta, ti parlo da donna a donna, sei grande e sei forte, non lasciarti abbattere e continua ad amarti.

Buona lettura!
Monica S.


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