RECENSIONE IN ANTEPRIMA "Small Town Boys" di Runny Magma

Titolo: Small Town Boys
Autore: Runny Magma
Genere: narrativa contemporanea
Editore: Self Publishing
Pagine: 224
Formato: Ebook / Cartaceo
Prezzo:       2,99 / 9,90
Data di uscita: 10 novembre 2017
Personaggi: Niccolò
ORDER


Un vecchio diario. Un ragazzo cocciuto. E un mistero da risolvere...
Niccolò sta vivendo l’estate fra la maturità e l’università. Ha una cotta per l’ex Professore di Filosofia, una zia single un po’ sfigata e le idee poco chiare sul suo futuro. Questa monotonia viene interrotta dalla scoperta di una tragedia avvenuta trent’anni addietro a un coetaneo dell’epoca, gettatosi sotto un treno per sfuggire al bullismo e all’omofobia. Niccolò si convince che non si sia trattato di suicidio ed è intenzionato a fare giustizia. Correrà il rischio di mettersi nei guai o quello di trovare la sua strada?


RUNNY MAGMA – Fra il 2015 e il 2016 ha pubblicato i titoli “Mascarado”, “Perfect Strangers”, “Porcahontas & (S)mascarado” e “A qualcuno piace tiepido”, e ha curato la rubrica “Drag Stories - Storie di strascichi” sul blog “Refusi Etc.”, dove ha dato voce alle drag queen italiane. Il suo sito: www.runnymagma.blogspot.it



Ciao ragazze,
Pronte per un viaggio all’interno della mente di un ragazzo di diciannove anni?
Vi presento Small Town Boys di Runny Magma.

Toscana, torrida estate del 2017 è lo scenario di questa storia. Tutto inizia con Niccolò, con la doppia “c” perché i genitori è così che hanno deciso, che varca la soglia del cimitero del paese, ma non per un funerale, no assolutamente. Lui è lì per cercare silenzio, per riordinare le idee, per stare lontano dalla gente, per capire cosa, per cercare di capire quale sarà la facoltà giusta per lui da fare nel suo futuro. Come dice lui stesso…

“… Vivo in una sala d’attesa in cui non è mai il mio turno.”

In fondo spera anche di incontrare, o semplicemente di vedere da lontano, Bruno, ex professore di Filosofia delle superiori per cui ha preso una colossale “scuffia”, che va a depositare un fiore sulla tomba della moglie. Il destino lo accontenta. Bruno è li, un mazzo di fiori in mano che dona alla moglie. Niccolò lo guarda da lontano sperando di essere visto, ma poi accade qualcosa di strano. Il prof., con un unico fiore, si dirige verso un’altra lapide ed è lì che l'abbandona. 
Niccolò ha diciannove anni, è un vulcano pronto a esplodere, è curioso come una scimmia, e il “suo”, possibile chi lo sa, Bruno lascia un omaggio a qualcuno in cimitero e lui può lasciar correre? No, non può. Certo che no. Quando crede di essere solo si avvicina e legge il nome sulla lapide. 
Loris morto nel 1987, nessuna foto, nessuna frase commemorativa niente, l’unica cosa che sa e che hanno la stessa età. Chi sarà mai questo ragazzo? E soprattutto…  In che modo è legato a Bruno? 
Queste sono le domande che danno il La a tutta la storia. Tutto parte da qui, un ragazzino che cerca di scoprire la vita di un suo coetaneo vissuto trent’anni prima. Ciò che scopre su Loris, sulla sua vita, sulla sua morte, va ben oltre la sua fervida immaginazione.

“Loris morto nell’estate dell’87 finito sotto un treno, caso chiuso, si tratta di suicidio, nessuno ricorda qualcosa di più.”

Niccolò però non si accontenta di questa verità. Crede che ci sia di più, che qualcuno stia nascondendo qualcosa. Per questo inizia a fare domande. La prima che mette sotto torchio è la zia Elena, sa che andava a scuola con Bruno, sa che erano amici, quindi di sicuro conosceva anche Loris. Le risposte della zia, invece di placare la sua sete di sapere, alimentano i suoi dubbi portandolo a credere che ci sia di più, che forse le cose non sono andate come tutti credono. Un’altra domanda affiora nella sua mente. E se non fosse stato un suicidio? Inizia a indagare, a bussare a porte dentro le quali mai avrebbe pensato di entrare, scopre verità nascoste sotto un velo di apparente normalità che vengono a galla con fatica tra rimpianti e rimorsi. 
Niccolò per caso entra in possesso di una scatola contenente vari oggetti di Loris. Ritagli di giornale, un walkman, alcuni libri tra cui:

“La morte a Venezia di Thomas Mann. Siamo in tema… 
… Mi viene in mente che tutto parte da una passeggiata in solitario al cimitero, con il protagonista inquieto alla ricerca di uno slancio creativo. Ricordo le suggestioni iniziali sul desiderio di evadere, la smania, l’ansia di liberarsi, di infrangere le catene. Incontentabilità. La mia perenne insoddisfazione.”

Il Siddharta di Hermann Hesse.
“Siddharta dice che quando qualcuno cerca perde la capacità di vedere il resto, di conseguenza può sfuggirgli qualcosa.”

Quando pensava di non avere più niente su cui basare la sua tesi, trova qualcosa che lo confonderà ancora di più, ma che allo stesso tempo gli darà nuova forza. Il diario segreto di Loris. 

“… Lui ha la testa piena di cose da dire ma le parole gli muoiono sulle labbra.”

Pagine e pagine di frasi tratte da canzoni, di disegni, un ammasso sconclusionato di un ragazzo che vive i suoi tempi in leggerezza. Poi alcune frasi cancellate. Parole mai dette. Un segreto custodito. Un possibile movente a quello che Niccolò crede sia un omicidio. 

Omicidio o suicidio? Quale delle due è la verità? Da qui in poi dovrete andare avanti da sole, leggere e indagare insieme a Niccolò.

Un libro scritto, o forse dovrei dire raccontato, dato che è in prima persona, in modo scanzonato, leggero, che scorre fra i pensieri sconclusionati di un giovane uomo appena maggiorenne che con la sua semplicità e spensieratezza riesce a passare da argomenti difficili e complessi a quelli tipici di un giovane della sua età. Runny Magma tocca tanti aspetti del nostro quotidiano: bullismo, omofobia, violenza, omertà, suicidio, accettazione della morte e lo fa con una semplicità disarmante. 

 “Quando la gente muore, ci costringe a imprimerci nella memoria ogni dettaglio, ed è naturale che rimanga qualche buco sia sul passato sia sul futuro, persino per i parenti stretti; vuoti che ci portano a porci domande, interrogativi che non potremo rivolgere a chi se n’è andato.
Il famigerato senno di poi…”

La scelta di lasciare al giovane protagonista l’onere di accompagnarci in un viaggio falsamente spensierato è la chiave che lo rende piacevolmente diverso. Trovo Niccolò un po’ troppo ingenuo in alcuni momenti, ma questo è un’opinione puramente personale, che non intacca la storia vera e propria.
 Questo libro ci permettere anche di percorrere il viale dei ricordi, almeno a chi come me ha qualche annetto, nella cultura musicale degli anni ottanta. Ogni capitolo ha come titolo quello di una canzone, i video colorati e sopra le righe sono usati per spiegare e dare una chiave di lettura ad argomenti ostici, permettendoci di svagarci e di prendere respiro. Detto così sembra strano che situazioni tanto dolorose possano essere associate a tanta leggerezza, ma credetemi se vi dico che forse riescono, in un modo bizzarro, a renderle ancora più cupe. Provate a mettere il nero di fianco a una tavolozza di colori.
Dietro queste parole ci ho anche trovato tante piccole verità, la prima su tutte: che forse non stiamo attenti quanto dovremmo al dolore delle persone che amiamo, ma anche questo è solo un mio personale pensiero. 
Come sempre vi lascio dicendovi di leggere e poi di dirmi la vostra. 
Alla prossima. 

Buona Lettura!


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