RECENSIONE - "Paura della felicità" di Sara Iles

Titolo: Paura della felicità
Autrice: Sara Iles
Editore: Libromania
Genere: Romanzo Rosa
Formato: ebook
Prezzo:   3,99 €
Data pubblicazione: 27/07/2017
Protagonisti: Aurora
Pagine: 158
Serie: autoconclusivo
ORDER

Aurora ha paura della felicità: ha messo la sua vita dentro una valigia e si è lasciata tutto alle spalle credendo che la distanza l’avrebbe tenuta al riparo. Quando suo fratello le chiede di tornare in Sicilia per aiutarlo con gli affari di famiglia, il fragile equilibrio che aveva creato a Parigi va in frantumi. Prende l’aereo e vola a Palermo, dove il tempo sembra essersi fermato a cinque anni prima. Non immagina che a sperare in un suo ritorno possa esserci Giona, l’amore di una vita che non ha mai saputo perché sia fuggita all’improvviso. Aurora è la sua spina, ma gli basta rivederla perché le riserve d’amore che aveva sepolto nel profondo riaffiorino. Giona parla al suo cuore attraverso i fiori, sceglie per lei quelli che hanno qualcosa da dire secondo l’antica simbologia del loro linguaggio, finché sembra riuscire a sciogliere la coltre di paura che attanaglia Aurora. I capricci del destino sembrano volerli separare ancora una volta: perché Giona si era rifatto una vita e in un giorno d’estate André vola da Parigi per presentarsi alla porta di Aurora a Palermo… Tra fiori, messaggi da decifrare, risate e pianti con le amiche in una terra dove la bellezza e i sentimenti sono esuberanti, riuscirà Aurora a sfidare le sue paure e scegliere la felicità?


Sara Iles vive in Sicilia, dove scrive, ama, legge, si arrabbia. Pubblica la novella young adult In punta di piedi nel 2013 (D& M), autopubblica su Amazon il romanzo È da te che verrò, nel 2015, e poco dopo, In punta di piedi nella versione inglese, On tiptoe. Scrive la sceneggiatura del lungometraggio Libera me un film indie che vince il Los Angeles Cine Fest, Miami Indie film Fest, ed è nella terna vincente di molti festival internazionali tra cui India, Cina, Bar. A maggio 2016 esce la raccolta chick lit, tutta italiana, Dai un morso a chi vuoi tu (Booksalad) in cui è presente il suo racconto La ricetta di Nora, la storia di una foodblogger alle prese con le sue radici siciliane. Scrive, ispirata dalla vita e dalle meraviglie della sua terra


Buongiorno cari Lettori e Lettrici, oggi ho il piacere di parlarvi di Paura della Felicità di Sara Iles.

Il romanzo si apre con Aurora che riceve una telefonata del fratello Sandro, nella quale viene caldamente invitata a far ritorno in Sicilia.
Aurora ha lasciato la sua amata isola per trasferirsi in Francia dove insegna Biologia e Botanica, e spazia per il mondo per affrontare varie ricerche, in compagnia del suo supervisore André.
È scappata, questa è la vera definizione della sua scelta di partire, ha lasciato la famiglia e gli amici, indossa una maschera ogni giorno che le permette di sopravvivere.

“Così Aurora, anni prima, aveva scritto sul suo diario la parola felicità e poi l’aveva lasciata scomparire sotto le linee precise del suo pennarello indelebile, nero. Lei e la felicità si erano lasciate per sempre. Preferiva di gran lunga uno stato di soddisfazione, quella almeno non faceva male. Invitava gli altri a pretendere la felicità, lei si accontentava. Era come l’acqua frizzante senza più le bollicine, simile a quella del rubinetto.”

Ha il cuore spezzato, ha paura di perdere le persone che ama e quindi le lascia prima di rimanere lei ferita della perdita!

“Dentro le sue abitudini stava bene, la confortava l’idea di avere una routine, ma l’abitudine è quello stato dell’animo che ti cambia, che si insinua. Crea tutt’attorno il deserto delle diversità, non si ha voglia d’altro. È una barriera che ingrigisce e si nutre di tutto ciò che potrebbe essere. Aurora sguazzava nelle sue.”

Quello che non poteva immaginare è che Giona, suo grande amore, la stesse aspettando, lui  ha provato ad andare avanti dopo di lei, a differenza di Aurora, ma non è riuscito a togliersela dal cuore. Inizia un estenuante corteggiamento fatto di fiori e messaggi nascosti.

“La gente preferisce un fiore all’altro per convenzione e per attrazione verso il colore e la forma, pochi per il profumo. «Che intendi?». «Ogni fiore ha un significato». La simbologia dei fiori era il suo passatempo preferito. Amava documentarsi e leggere antichi testi di botanica e di florigrafia. «Nello specifico questo cosa significherebbe? Che sono un cavallo?». «No!» rise a squarciagola. «Tesoro, questo è un asfodelo». Slegò la rafia e ne prese uno. «Un fiore apparentemente povero, l’avrai visto centinaia di volte crescere selvatico in montagna». Ecco dove l’aveva visto, e per di più era un fiore povero. «Il suo significato è molto più profondo di quello che puoi immaginare, non è legato a un animale. L’asfodelo è il simbolo del rimpianto». Quando suo padre finì di pronunciare la parola rimpianto, Aurora avvertì una scossa alle spalle. Quel fiore gli era stato regalato da Giona ed era il simbolo di qualcosa che avrebbe voluto e non è stato. Sentì dentro una strana felicità e ne ebbe paura immediatamente."

Una lotta tra ragione e sentimento, tanta ragione e tanto sentimento!
In preda alla confusione amorosa riguardante Giona, Aurora riceve a sorpresa la visita del suo capo Andrè.
Può la paura essere un ostacolo alla felicità? Un romanzo che ci fa riflettere sui limiti che spesso noi stessi ci imponiamo!

Un romanzo breve, che ci delizia con una spiccata attenzione per il lessico e la forma impeccabile!
Scritto in terza persona ci racconta per lo più il dramma interiore di Aurora, soffermandosi di tanto in tanto sugli altri personaggi.
Se si cerca un romanzo rosa delicato, e profondo questo è proprio adatto.
Personalmente ho fatto un po’ fatica, a volte, a entrare nel romanzo, perché l’ho trovato molto razionale e poco emotivo, le paure di Aurora diventano il suo ostacolo, e lei stessa se le impone.
Nonostante sia ambientato nel 2017, risulta un po’ lento e lontano dai ritmi attuali di vita, anche i dialoghi a volte sono fuori dal tempo attuale.
Avrei quasi preferito fosse ambientato in un tempo diverso e avrei compreso forse meglio le scelte dell’autrice.
Il romanzo è talmente pieno di belle parole che vale la pena di essere letto e lo consiglio a chi ama i romanzi interiori e pieni di turbamenti dei protagonisti.

“ «Certo, se ci fosse la possibilità di vivere in un eterno inizio ci sarebbe sempre quella strana sensazione dentro lo stomaco, la voglia di conoscersi, il desiderio di far sempre bene per l’altro, l’idea macerante di non farsi soffrire, ma questo è solo l’inizio, le cose col tempo mutano, cambiano, si frantumano». «E tu, lasciale mutare. L’inizio è l’idillio, se lo vuoi chiamare così, ma quello che c’è dopo è l’amore vero. Non ti fidare solo di ciò che si sostiene solo con un inizio, ama ciò che non è più sacro, che muta, si muove. Soffri, arrabbiati, grida, umiliati, combatti: questo è il sentimento vero, tutto il resto è solo fuffa».”

Buona lettura!



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