RECENSIONE - " Il Burattinaio" di Nicola Rocca

Titolo: Il Burattinaio
Autore: Nicola Rocca
Editore: Enneerre
Genere: Noir
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo ebook: 2,99 €
Prezzo cartaceo: 10,00  €
Data pubblicazione: 13 ottobre 2017
Pagine: 173
Serie: Autoconclusivo
ORDER

Una ragazza assassinata.
Una stanza a soqquadro.
Un cadavere che deve sparire.

La vicenda di Carlo Noccia inizia così.

Carlo vuole aiutare l’amico Silvio, autore dell’omicidio, ma si rende conto che non sarà semplice uscire indenni da quella sanguinosa vicenda.
Da soli non possono nascondere il cadavere: il rischio di essere visti è troppo grosso. Così Carlo si rivolge a tutte le persone che potrebbero dar loro una mano, mentre il tempo trascorre inesorabile.
Mille paure lo attanagliano. Una su tutte: se qualcuno lo tradisse? Se a incastrarlo fosse proprio Silvio?
Sospetti, angosce, smarrimenti, tutto si accumula nella mente di Carlo. Poi, Silvio ha un’idea che potrebbe salvarli.
Sembra fatta, ma succede qualcosa di inaspettato.
Come una lama nella schiena, un vortice di vento fa cadere la maschera della menzogna, presentando a Carlo il conto salato della verità.
Perché, a volte, nella vita, nulla è come appare. E ciò che guardiamo non è ciò che stiamo vedendo.

E tu? Cosa faresti se al tuo risveglio trovassi un cadavere sul pavimento?
Saresti disposto a rischiare tutto ciò che hai per salvare il tuo migliore amico?


Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Sotto il Monte.
Esordisce nel mondo della narrativa, nel dicembre del 2013, con “FRAMMENTI DI FOLLIA” (Editrice GDS), un’antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013).
Nell’estate del 2014 pubblica “CHI ERA MIO PADRE?” (Silele Edizioni), il suo primo romanzo thriller, che nel gennaio del 2015 scala le classifiche di Amazon, rimanendo in vetta per più di tre settimane.
A quel punto decide di autopubblicarsi, e lo fa con alcuni brevi racconti in formato digitale [Cold Case; L’unica soluzione possibile; Un ragazzo sveglio; Un impellente bisogno; Prato Gold (Un maledetto figlio di puttana)].
Soddisfatto, crea il marchio Enneerre, con il quale pubblica LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA (2015), il suo secondo romanzo e DUE GOCCE D’ACQUA (2016), il suo terzo romanzo.
Nel giugno del 2017 esce la seconda edizione di CHI ERA MIO PADRE?, con il marchio Enneerre.
IL BURATTINAIO, che l’autore ama definire un esperimento, è il suo quarto romanzo.


Buongiorno, lettori!
Oggi vi parlerò di una storia che s’inserisce a pieno titolo nel filone noir. Per chi non sappia cosa sia, specifico che il noir è una variante del poliziesco, nella quale il protagonista è “una vittima, un sospettato o un esecutore.” (Wikipedia).
La storia appare sin da subito incentrata su Carlo Noccia, la cui vita viene stravolta quando il suo migliore amico Silvio commette un omicidio e gli chiede aiuto per occultare il cadavere.
Nonostante di Silvio si perdano subito le tracce, Carlo non fa che nominarlo e riflettere su di lui. Il loro è un legame molto stretto, quasi empatico.

“Erano talmente legati che qualcuno avrebbe potuto scambiarli per fratelli gemelli. Dove c’era uno, quasi sempre era presente anche l’altro.”

Ben presto, Silvio sembra sparire nel nulla, lasciandolo con una bella gatta da pelare. Il nostro eroe, sempre più disperato, cerca di chiedere aiuto a sua volta, ma nessuno sembra disposto a correre un simile rischio. Fidanzate, vecchie amiche, un prete, uno spacciatore, un ceffo dedito al recupero forzato di crediti… Tutti voltano le spalle a Carlo e, quando finalmente Silvio si rifà vivo, non ha altra scelta se non tornare sul luogo del delitto e sperare che la polizia non li arresti.
La polizia, però, arriva e ciò che scopre decreta la fine di un andirivieni di situazioni, personaggi e, per ciò che concerne il lettore, di teorie su cosa succederà al povero Carlo.
Già, Carlo. Lui che, in principio, sembra un bravo ragazzo, colpevole solo di frequentare l’amico sbagliato ma che, man mano che la storia si dipana, diventa sempre più agitato, sconnesso dalla realtà, paranoico.
Il tempo, quando si è insieme a lui, subisce una sensibile alterazione. È immobile? Lento? Scorre veloce? Come dice l’autore, spesso non c’è differenza tra un secondo e un secolo, perché il tempo è relativo.
Lo scopriamo in ogni digressione in cui Carlo richiama alla mente suo nonno Guglielmo, ex soldato che, a causa dello sparo di un folle, ha dovuto abbandonare la sua carriera militare. Il nonno e il suo sillogismo assumono carattere centrale nella formazione di Carlo e spiegano, alla fine, il perché di certi suoi comportamenti.

Considerazioni

Sin dalla prima pagina, il carattere noir di questo romanzo mi è saltato all’occhio. È talmente ben scritto e ben congeniato che è difficile staccarsene. Carlo, con le sue paranoie, le sue paure, il suo tormento, ti trascina nel suo mondo assurdo, costellato di dubbi esistenziali e di situazioni al limite del paradossale.
Se mi è piaciuto? Sì, tanto. Lo ritengo un ottimo libro per chi non si sia mai approcciato al genere e una lettura molto gradevole per chi, al contrario, ama i noir.
A mio personalissimo avviso, però, manca il fattore wow, quello che lo avrebbe reso un capolavoro. Poiché ne ho letti tanti di questo filone, al secondo capitolo avevo già compreso tutto e le continue ripetizioni, inserite dall’autore a ogni piè sospinto, hanno spento quella suspense che avrei gradito provare fino al degno e coerente finale.
Detto questo, è di certo un libro che consiglio a cuore aperto. Scevro di errori grammaticali e scritto con uno stile fluido, che conduce con sapienza il lettore verso lo sconcertante finale.
Scoprire chi sia il Burattinaio del titolo è stata la sorpresa per me più originale, perciò evito di parlarne. L’ho apprezzata e auguro a voi che leggerete questo bellissimo romanzo di godervela a pieno.

Alla prossima,
Emma

Buona lettura!

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