REVIEW PARTY - RECENSIONE - "La figlia scomparsa" di Jenny Quintana


Titolo: La figlia scomparsa
Autore: Jenny Quintana
Editore: Garzanti
Genere: thriller psicologico
Data pubblicazione: 14 giugno 2018
Prezzo ebook: € 9,99
Prezzo cartaceo: € 17,60
Pagine: 263
Serie: autoconclusivo

ORDER


A volte il silenzio è più pericoloso della verità

Sono passati trent’anni. Anna Flores si è costruita una vita lontano da casa. Lontano da quel polveroso paesino della campagna inglese dove ha giurato che non avrebbe mai più messo piede. Ma l’improvvisa morte della madre la costringe a tornare. A rivedere quei luoghi che la riportano al 1982, quando, in una fredda giornata d’autunno, sua sorella Gabriella è scomparsa senza lasciare traccia. Proprio lei che le ha sempre raccontato tutto e non se ne sarebbe mai andata senza prima salutarla. Da allora, la polizia ha seguito centinaia di piste senza scoprire la verità. E anche Anna ha cercato ovunque, si è posta innumerevoli domande, ha formulato le ipotesi più disparate. Tutto finito nel nulla. Nel silenzio complice dietro cui si trincerano gli abitanti del paese. Ma ora Anna ne ha abbastanza. Mentre riordina gli scatoloni della madre, trova un ritratto di Gabriella che sembra essere appartenuto all’allora vicino di casa, un uomo burbero e solitario. È il primo indizio dopo una vita passata a brancolare nel buio. Il primo a convincere Anna che deve riprendere la ricerca, forse cominciando proprio dalla proprietà di quel vicino che ha sempre avuto l’aria di una persona che nasconde qualcosa. Ha bisogno di trovare la risposta alle domande che ha ricacciato in fondo al cuore e che ora stanno riaffiorando a poco a poco. Di dissipare il mistero che avvolge la scomparsa della sorella. Ha paura, non può negarlo, ma lo deve a sé stessa, per poter andare avanti. E soprattutto lo deve a sua madre, che non ha potuto conoscere la verità, e a Gabriella, l’unica persona di cui si sia mai fidata.

Con La figlia scomparsa Jenny Quintana si è fatta notare dagli editori di tutto il mondo, che alla fiera di Londra hanno fatto a gara per aggiudicarsi i diritti di pubblicazione. Un thriller che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine e lo trascina al centro di un mistero pluridecennale dove niente è come sembra. Un esordio sorprendente che mette a nudo le debolezze umane e ci ricorda che non esiste legame più forte di quello tra due sorelle, impossibile da spezzare.


Jenny Quintana è cresciuta nell’Essex e nel Berkshire, dove vive con la famiglia. Laureata in letteratura all’università di Londra, ha insegnato inglese in Inghilterra, a Siviglia e Atene. Photo © Alicia Clarke
Buongiorno, oggi partecipiamo al Review Party per "la figlia scomparsa" di Jenny Quintana, edito dalla Garzanti.
Questo libro è un thriller ma, a differenza di altri di questo genere, affronta la parte emotiva e i risvolti  che un evento ha nelle vite di una famiglia e del paese in cui avviene il dramma. 

Il duro confronto con il passato che ritorna prepotente nonostante si sia cercato di sfuggirgli. Un evento doloroso che ne richiama un altro. Tasselli della stessa storia che riaffiora.

Questo è ciò che succede ad Anna Flores, che oggi quarantenne si trova a far ritorno nel suo paese natio a causa di un nuovo evento che ne muta ulteriormente la vita. 
Anna, figlia minore di una famiglia perbene degli anni ’80, ha un’adorazione per la sorella più grande, Gabriella, una quindicenne che vive i turbamenti adolescenziali, quelli che portano a scontrarsi con l’autorità dei genitori. Lei così bella da sembrare eterea, così decisa e caparbia da riuscire sempre a cavarsela, lei così gentile da provare tenerezza anche per le persone che gli altri evitano. 
Gabriella desiderosa di afferrare il futuro e così sicura di sé da riuscire a convincere tutti che potrà fare qualsiasi cosa desideri. Ma Gabriella resterà, per sempre, nei ricordi di chi l’ha conosciuta, congelata ai suoi 15 anni. 

"Gabriella. Era ovunque. Nei miei pensieri e nei miei sogni, accanto a me in quel momento, guardava il mondo da quel quadro. E c’ero anch’io, c’era il mio riflesso, che mi restituiva lo sguardo. Due sorelle, intrappolate in un unico luogo."

È questa l’età che ha quando sparisce misteriosamente gettando la madre, il padre e la sorellina, nel più cupo dei drammi, in un susseguirsi di domande senza risposta: 
che fine hai fatto? 
Perché? Dove sei? 

"...dall’unica cosa che volevo sapere. Cos’era successo a Gabriella?"

Perché non mi hai aspettata? 
Gabriella, solo lei potrebbe rispondere… 

In attesa di queste risposte il mondo muta, la gente cambia, si sposta e si dimentica di tutto ma non lo fanno tutti; per la sua famiglia questa scomparsa getta le basi per un cambiamento profondo che non li farà più essere ciò che erano.
Rassegnazione, accettazione o semplicemente voglia di dimenticare, sono molti i fattori che entrano in gioco per riuscire a sopravvivere a tutto e proseguire nonostante tutto.

Il passato era un fantasma, essenzialmente scomparso ma sempre presente, in agguato sullo sfondo con i suoi interrogativi e i suoi dubbi.

Considerazioni

L’inizio non è stato idilliaco, aspettandomi una lettura incalzante e un susseguirsi veloce degli eventi, ci ho messo un po’ a entrare in sintonia con la scrittura di Jenny Quintana ma soprattutto a far mia la narrazione di Anna, la protagonista. Che in prima persona al passato remoto racconta i fatti ma lo fa come filtrandoli e rendendoli asettici.

Se fossi rimasta di più il passato avrebbe cominciato a srotolarsi come un tappeto di spine, invitandomi a percorrerlo in cerca di risposte che non sono mai arrivate. Stava già succedendo. Sentivo le spine della memoria che mi perforavano la pelle.

I sentimenti e ciò che vive sono schermati quasi come se succedessero a qualcun altro e infatti è così, l’ho capito solo a un certo punto e da quel momento sono entrata in simbiosi con lei e l’ho compresa in tutto il suo dolore, la necessità di fuggire e il desiderio di non essere lei la sorella della ragazza scomparsa.

Un cigno solitario stava attraversando il lago. Immaginai le zampe che si agitavano forsennatamente, nascoste alla vista. Ci voleva un grande sforzo per scivolare con quella fluidità, un grande sforzo per continuare ad avanzare. Io avevo rinunciato molti anni prima, quando avevo smesso di cercare Gabriella. E ora sapevo che avevo fallito di nuovo; l’unico mistero che avevo risolto era uno di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza.

I capitoli sono alternati e gli avvenimenti odierni ci vengono raccontati da una donna di 40 anni, con un bagaglio di esperienze e una vita già stabilita mentre i fatti del 1982 ci vengono narrati da una Anna di soli 12 anni, che nel giro di una notte si vede crollare ogni certezza, sconvolgere la vita e perde i punti di riferimento. 
La narrazione non è lineare e spesso il cambio di scena può destabilizzare ma ricordate: la chiave di lettura è quella emotiva e questa parte non è quasi mai fredda e razionale quindi non segue la logica.

Un thriller richiede delle indagini e qui vengono svolte ma non nel modo in cui sono abituata, la verità o meglio  le verità che vengono a galla sono molte e la loro accettazione richiede coraggio perché apre la trama a mille possibilità.

Un ottimo lavoro quello dell’autrice che integra molti elementi ma li gestisce in modo egregio, arrivando a spiegare il perché di certe cose. Buoni i risvolti psicologici che sono una componente molto forte dell’intero testo. Molto ben gestito il fattore temporale specie nel modo di affrontare i problemi, si avverte perfettamente il cambio di mentalità tra gli anni ’80 e oggi.

Complimenti anche alla Garzanti che anche questa volta ha pubblicato un bel libro, diverso nel suo genere ma proprio per questo capace di regalare forti emozioni. Buono il lavoro di traduzione ed editing.

Questo è un libro corale, uno di quelli capace di far nascere un nodo alla gola, dare la sensazione di un pugno allo stomaco e togliere il respiro. Un romanzo che spinge a cercare la verità, sprona nella lettura fino e sperare che non sia come sembra o che gli eventi mutino in una sorta di illogica giustizia. 
Lo consiglio a chi ha voglia di mettersi alla prova con un romanzo che va oltre gli schemi.

«Il dolore è un ospite indesiderato. L’unica cosa che puoi fare è permettergli di vivere accanto a te.»


Buona lettura!
Monica S.


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